Acne: un nuovo studio indica le soluzioni

18 Novembre 2019
Acne: un nuovo studio indica le soluzioni

L’acne non è un problema estetico ma è una malattia cronica che crea problemi a molti adolescenti; se non curata, può lasciare cicatrici.

I brufoli – così viene chiamata l’acne dai ragazzi – rappresentano  un fastidioso problema estetico, ma, nonostante ciò, questa patologia viene poco curata e non si risolve in fretta; la persistenza spesso necessita di lunghi trattamenti per essere risolta.

E’ quanto emerge oggi da un’indagine conoscitiva sulle abitudini e sugli stili di vita degli adolescenti realizzata nell’anno scolastico 2018-19 dall’Associazione Laboratorio Adolescenza e dall’Istituto di ricerca Iard, su un campione nazionale rappresentativo di 2019 studenti frequentati la classe terza della scuola secondaria di primo grado (1027 maschi e 992 femmine): dallo studio, il cui esito ci viene resocontato dall’agenzia stampa Adnkronos Salute, emerge che l’82,4% delle femmine e il 63,2% dei maschi afferma di avere problemi estetici legati ai ‘brufoli’.

L’acne è una malattia cronica che interessa principalmente, ma non esclusivamente, gli adolescenti – spiega Giuseppe Monfrecola, docente di Dermatologia Università Federico II, Napoli – diciamo innanzitutto, per rassicurare i ragazzi, che l’acne non è una malattia infettiva e non è dovuta a una alterazione dei livelli ormonali, ma è una malattia infiammatoria della pelle legata a una predisposizione genetica in cui giocano un ruolo importante fattori ambientali e anche la normale flora microbica cutanea”.

Ciò che purtroppo viene spesso trascurato – prosegue il medico – è che l’acne grave, ma anche quella lieve se non opportunamente curata, può generare cicatrici permanenti che possono lasciare sulla pelle depressioni crateriformi (cicatrici artrofiche) di variabile profondità e, soprattutto sul tronco, rilievi (cicatrici ipertrofiche) di diversa forma e dimensione.

La comparsa delle cicatrici da acne è un fenomeno diffuso, come dimostrato da uno studio Usa pubblicato sul ‘Journal of Drugs inDermatology’: il 43% dei partecipanti presentava cicatrici atrofiche da acne, tra cui le cosiddette ‘cicatrici a colpi di punteruolo’. Secondo i dati raccolti, le persone con acne grave avevano una maggiore probabilità di sviluppare cicatrici, tanto che sono state riscontrate nel 77% dei casi di acne grave, confermando una forte correlazione tra la gravità dell’acne e la comparsa delle cicatrici. Le cicatrici da acne sono state però rilevate anche nel 51% dei casi di acne moderata e nel 28% di acne lieve o molto lieve.

Curare l’acne e prevenire la comparsa di cicatrici è possibile e questo è l’obiettivo di una iniziativa di sensibilizzazione Galderma intitolata: ‘Hai mai pensato che l’acne possa lasciare il segno?’. “Il volto è il tratto corporeo che meglio riassume la nostra identità”, chiarisce la psicoterapeuta Katia Vignoli. “Lo è al massimo grado nell’adolescenza, la tappa evolutiva in cui l’identificazione col corpo è più forte. Soprattutto nel volto l’adolescente rappresenta sé stesso e l’immagine che di sé vuole dare al mondo. Basti pensare, per esempio, alla cura e alla foggia dei capelli, al trucco, ai piercing e tattoo.

Nei ragazzi, che spesso comunicano attraverso il corpo, in primis la faccia, il loro stato, una cicatrice sul volto può diventare un vero disagio. Se poi la cicatrice è il residuo dell’acne, problema cutaneo già vissuto come deturpante e punitivo, va da sé che il disagio che porta si potenzia”.

L’acne viene spesso considerata come un transitorio e trascurabile problema estetico sia dai medici ma soprattutto dalle persone, che, come rilevato anche in questo studio, non ricorrono in maniera tempestiva a trattamenti efficaci, probabilmente in parte per l’ampia disponibilità di prodotti coadiuvanti dermocosmetici, ma anche per la credenza diffusa che l’acne sia una fase normale dell’età della crescita”, continua Monfrecola.

“Al contrario – prosegue – si tratta di una malattia molto complessa dal punto di vista patogenetico, che va assolutamente curata in ogni sua forma perché impatta marcatamente sulla tenuta psicologica di chi ne è affetto. Il primo motivo è che l’acne si vede, dato che colpisce con papule, pustole, noduli arrossati viso, scollatura e spalle di persone in fase adolescenziale e giovanile. Ma l’acne può interessare anche il tronco, sia petto che schiena, localizzazioni spesso trascurate dal medico dove i segni cicatriziali sono molto frequenti e marcati.

L’acne deve essere curata con costanza e pazienza per lunghi anni tuttavia, anche sotto trattamento, tende ad avere recrudescenze che provocano frustrazione e scarsa aderenza ai consigli terapeutici. Infine, anche in fase di emissione le macchie rossastre o brune delle precedenti lesioni risultano ancora visibili. Solo trattamenti adatti e validati scientificamente, precoci e costanti possono evitare o limitare l’insorgenza di cicatrici deturpanti di viso e tronco”.


note

Immagine: 123rf.com


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