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Cartella di pagamento intestata al defunto: eredi tenuti a pagare ma non le sanzioni

18 luglio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 luglio 2013



La cartella di pagamento intestata al defunto e notificata al suo ultimo domicilio è valida ed efficace nei confronti degli eredi, i quali sono tenuti al pagamento del debito.

La cartella di pagamento notificata al domicilio del contribuente defunto è valida ed efficace nei confronti degli eredi se questi non hanno comunicato ufficialmente all’Agenzia delle entrate il decesso del contribuente e i propri dati ai fini della notifica diretta presso il proprio domicilio.

Secondo la Cassazione [1] gli eredi non possono eccepire la nullità delle cartelle di pagamento perché notificate al defunto e non a loro direttamente. L’Agenzia delle entrate, infatti non può venire a conoscenza del decesso del de cuius da fonti indirette ma solo a seguito di apposita comunicazione ufficiale [2] effettuata dagli eredi stessi.

Se tale comunicazione manca, l’Agenzia delle entrate notifica legittimamente gli atti intestati al defunto presso il suo ultimo domicilio fiscale.

I giudici ricordano, infatti, che la legge prescrive che la notifica degli  atti  intestati  al  dante  causa  può  essere effettuata  agli  eredi impersonalmente e collettivamente nell’ultimo domicilio  dello stesso ed è efficace nei loro confronti qualora, almeno  trenta  giorni prima, non abbiano effettuato la comunicazione del decesso.

Gli eredi quindi saranno tenuti a pagare la cartella, ma non le sanzioni in essa contenute.

Se, al contrario, gli eredi abbiano comunicato, all’ufficio imposte del domicilio fiscale del soggetto deceduto, la morte di quest’ultimo e indicato le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale saranno valide le cartelle solo se notificate personalmente e individualmente presso di loro.

 

note

 

[1] Cass. sent. n. 17430/2013.

[2] Art. 65 D.P.R. 600/1973.

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