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Lavoro e famiglia inconciliabili: chi è più colpito

18 Novembre 2019
Lavoro e famiglia inconciliabili: chi è più colpito

Più di un terzo dei lavoratori italiani non riesce a conciliare i tempi con la vita familiare e la cura dei figli: lo afferma l’Istat che analizza le categorie più colpite.

La conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di vita familiare risulta difficoltosa per più di un terzo degli occupati (35,1%) con responsabilità di cura nei confronti di figli. A dirlo è l’Istat nel Report Conciliazione lavoro e famiglia anno 2018 presentato oggi e diffuso dall’agenzia stampa Adnkronos.

Quasi la stessa proporzione di padri e madri di bambini sotto i 15 anni ha dichiarato che c’è almeno un aspetto nell’attuale lavoro che rende difficile conciliare la vita familiare e quella professionale (34,6% e 35,9%, rispettivamente), in particolare quando i figli sono più di uno (36,8% dei genitori) o in età prescolare (37,8%).

Lamentano maggiori difficoltà i lavoratori indipendenti (39,4%), chi svolge professioni qualificate (39%), gli addetti al commercio e servizi (39,2%). Tra i genitori occupati in professioni impiegatizie e non qualificate tale quota è del 25%. Il regime orario è un fattore rilevante per la conciliazione dei tempi.

I genitori che lavorano full-time hanno più difficoltà rispetto a quelli in part-time (37,6% contro 24,6%), in particolare le madri: il 43,3% delle madri a tempo pieno contro il 24,9% di quelle in part-time. Proprio l’orario di lavoro lungo è indicato come l’ostacolo maggiore da più di un quarto dei genitori che lamentano almeno un problema di conciliazione, quota che raggiunge il 43,2% tra chi in generale ha difficoltà e svolge un lavoro indipendente mentre scende al 20,3% tra i dipendenti.

Per i lavoratori indipendenti ulteriori difficoltà derivano da un lavoro troppo impegnativo o faticoso o con programmazione complessa o imprevedibile (circa il 20% tra chi lamenta difficoltà in entrambi i casi); i lavoratori dipendenti, invece, riportano che la conciliazione è resa complicata dal lavoro a turni, in orari pomeridiani e serali o nel fine settimana (19,5%) e dal troppo tempo necessario per raggiungere il posto di lavoro (18,1%). Le difficoltà di conciliazione si fanno più evidenti in presenza di bambini molto piccoli, tra 0 e 5 anni.

In particolare, tra le donne con bambini in età prescolare (quasi un milione e 300 mila) la quota di quelle che incontrano ostacoli supera il 39%, arrivando al 46,7% tra quelle che lavorano a tempo pieno. Le madri che lavorano part-time hanno problemi di conciliazione in misura minore (27,5% dei casi). Stessa situazione per i padri, ma con percentuali inferiori: fra loro dichiara di avere un problema di conciliazione il 37%, la quota scende al 25,4% tra quelli in part-time.

Ha almeno un problema di conciliazione quasi il 42% di coloro che devono prendersi contemporaneamente cura di figli minori di 15 anni e di familiari non autosufficienti, e il 34,4% di coloro che hanno solo responsabilità di cura verso familiari disabili, malati o anziani.



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2 Commenti

  1. Purtroppo, molte donne spesso devono riuscire a far quadrare con molta fatica gli impegni lavorativi e familiari. Poi, c’è chi ha un marito poco collaborativo che non solo si lamenta incessantemente, ma non gioca con i bambini, non aiuta nelle piccole faccende domestiche, mentre la moglie fra le urla dei piccoli e la stanchezza gli prepara la cena. e lui poi si permette anche a lamentarsi che è stanco e stressato…

  2. Fra pochi giorni mi sposerò con l’uomo della mia vita. Per fortuna, lui è mio complice e mi sostiene in ogni mio impegno e per far conciliare tutto ci siamo suddivisi i compiti. Ovviamente, abbiamo deciso di fare questo passo del matrimonio dopo un periodo di convivenza. entrambi siamo cresciuti e abbiamo imparato a rispettare reciprocamente i nostri spazi. Ora, non vorrei che dopo le nozze tutto cambi, ma per ora i presupposti sembrano ottimi.

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