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Quali diritti non sono soggetti a prescrizione

18 Novembre 2019
Quali diritti non sono soggetti a prescrizione

Quali diritti non decadono mai e possono essere esercitati in qualsiasi momento, anche dopo molto tempo.

Hai sentito dire che la prescrizione fa morire tutti i diritti. Il tipico esempio è il diritto di credito: chi, per un periodo che, a seconda dei casi, varia da 1 a 10 anni, non esige il pagamento né invia solleciti al debitore non può più citarlo in tribunale e rivendicare da questi le somme che gli sono dovute.

La prescrizione fa quindi venir meno la possibilità di esercitare un diritto dinanzi a un giudice. Il fondamento della prescrizione si giustifica per via dell’inerzia del suo titolare: il non aver fatto valere a lungo i propri interessi equivale a una totale indifferenza verso gli stessi, sicché non c’è più ragione di far gravare questa spada di Damocle sulla controparte.

Esistono però dei diritti imprescrittibili: diritti cioè che, anche se non esercitati, non cessano mai. Si tratta dei diritti più importanti che fanno capo all’uomo in quanto tale e che, di solito, trovano fondamento nella nostra costituzione. 

Ebbene, quali diritti non sono soggetti a prescrizione? Di tanto ci occuperemo in questo articolo. Spiegheremo quali sono le posizioni giuridiche che, per legge, possono essere esercitate in qualsiasi momento, anche a distanza di numerosi anni, senza che l’avversario possa mai contestare il “decorso dei termini”. 

La prescrizione dei diritti: regole generali

Nell’elenco dei diritti che non si prescrivono mai rientrano non solo quelli di natura personale (come ad esempio il diritto al nome) ma anche alcuni diritti patrimoniali (come la proprietà). 

In generale non sono soggetti alla prescrizione:

  • i diritti indisponibili, quelli cioè che, per la loro importanza, non possono essere oggetto di rinuncia o di cessione neanche su consenso del relativo titolare (si pensi al diritto alla vita);
  • i diritti disponibili ma espressamente dichiarati imprescrittibili dalla legge. 

Questo criterio di distinzione però non è sempre corretto. Esistono infatti alcuni diritti indisponibili (come il diritto alla retribuzione o alle ferie per il lavoratore dipendente) che, se non fatti valere entro determinati termini, si prescrivono e non possono più essere fatti valere. 

Ecco perché, se si vuol sapere quali diritti non sono soggetti a prescrizione, bisogna guardarsi bene dall’enunciare regole generali. Proprio per questo abbiamo preferito trattare l’argomento in modo molto empirico, indicando tutte le principali situazioni in cui i diritti non cadono in prescrizione. Vediamo quali sono. 

Diritto di proprietà 

Sicuramente il diritto patrimoniale più importante che non va mai in prescrizione è la proprietà. 

Marco ha prestato a lungo un libro all’amico Giovanni, dimenticando di chiederglielo indietro. Giovanni glielo ha sempre custodito in attesa di restituirglielo. Marco un giorno ne chiede la restituzione ma Giovanni gliela nega dicendo che ormai la cosa è divenuta sua. Marco ha ragione di ottenere la restituzione del proprio bene poiché la proprietà non si estingue mai.

Colui che non utilizza l’oggetto di cui è titolare non ne perde la proprietà, sia che si tratti di una cosa mobile (un libro, un’auto, un divano, ecc.) che di una cosa immobile (una casa, una striscia di terreno, ecc.).

La proprietà deve fare solo i limiti con l’usucapione eventualmente esercitata da altri: il titolare di un bene perde il diritto sullo stesso (dopo 20 anni se si tratta di cosa immobile, dopo 10 se si tratta di cosa mobile) solo se una persona diversa, nel frattempo, l’ha posseduto e usato come se fosse il suo, rinnegando l’altrui proprietà. 

Eredità 

Anche il diritto alla qualità di erede non si prescrive mai (fermo l’obbligo di effettuare la dichiarazione di successione entro un anno dal decesso e presentare l’accettazione o la rinuncia all’eredità entro 10 anni). Il diritto alla qualità di erede incontra anche qui il limite dell’eventuale usucapione da parte di terzi di singoli beni ereditari.

La nullità di un contratto

La legge richiede alcuni elementi essenziali per i contratti la cui assenza ne determina la nullità. Si pensi a un contratto mai voluto, con oggetto illecito (la vendita di un quantitativo di droga) o senza le forme previste dalla legge (la donazione senza testimoni o la vendita immobiliare senza rogito notarile). Ebbene, il diritto a far valere, dinanzi al giudice, la nullità del contratto, non si prescrive mai: in pratica, anche dopo numerosi anni, si può chiedere la nullità dell’atto.

La nullità delle delibere condominiali

Quando una assemblea condominiale viene presa senza il rispetto delle regole base, tanto da essere considerata “nulla” e non semplicemente annullabile, può essere contattata in qualsiasi momento, anche dopo i classici 30 giorni previsti per gli altri vizi delle delibere. Per la differenza leggi l’articolo Impugnazione delibere condominiali: termini.

Demolizione abusi edilizi

Un abuso edilizio non cessa di essere tale neanche con il decorso del tempo. Ragion per cui la pubblica amministrazione ne può chiedere sempre la demolizione anche a distanza di molti anni dall’esecuzione dell’opera. Ciò che si prescrive è il reato, ma non la possibilità di cancellare la violazione delle regole urbanistiche, diritto quest’ultimo in difesa dell’ambiente e del territorio, come tale non soggetto a prescrizione.

I diritti della personalità 

Tutti i diritti della persona sono indisponibili e, come tale, non soggetti a prescrizione. 

Si pesi al diritto al nome.

Amilcare non ama il proprio nome e decide di farsi chiamare Ugo. Senonché, verso la mezza età, vuol rispolverare il proprio nome di battesimo. Può farlo: il suo diritto al nome infatti non è caduto in prescrizione.

La privacy è un altro diritto imprescrittibile.

Ludovico ha consentito alla telecamera del vicino di casa di filmare il proprio zerbino. Ora però non ci sta più e vorrebbe che fosse tolta. Ludovico ha diritto di farlo anche se quella telecamera c’è ormai da molto tempo.

Sono altresì diritti imprescrittibili quelli all’integrità fisica e alla salute psicofisica.

La moglie di Romolo ha sempre sofferto le angherie del marito che la picchiava e la disprezzava. Dopo 50 anni di matrimonio decide di separarsi proprio per questo: può farlo perché i suoi diritti della persona non sono mai caduti in prescrizione. 

I diritti familiari 

Tra i diritti imprescrittibili hanno particolare rilievo gli stati familiari la potestà dei genitori sui figli. 

Rino ha sposato Matilde, ma per molti anni è stato all’estero, lasciando la moglie sola in Italia. Quando torna in patria, lei sostiene che il matrimonio è ormai cessato perché l’uomo non ha esercitato i propri diritti. Non è così: lo stato coniugale non viene meno per prescrizione. 

Jacopo ha un figlio che non vede mai e di cui si disinteressa. La madre, sua ex compagna, passa sopra tale situazione e, pur di non far vivere al figlio condizioni litigiose, lo continua ad allevare da sola. Quando però Jacopo compie 16 il padre rivendica la propria potestà genitoriale che però la madre ora rinnega. Non può farlo: solo infatti un giudice avrebbe potuto togliere a Jacopo la potestà genitoriale. 



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