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Ilva: decisione d’urgenza fissata il 4 dicembre

18 Novembre 2019
Ilva: decisione d’urgenza fissata il 4 dicembre

Fissata il 4 dicembre dal tribunale di Milano la decisione del ricorso d’urgenza presentato dai commissari Ilva. Unica udienza di discussione il 27 novembre.

Una notizia che potrebbe riaprire molto presto i giochi sul caso Ilva: la decisione del ricorso d’urgenza presentato dai commissari dell’ex Ilva e affidato al tribunale di Milano arriverà “entro il 4 dicembre“. E quanto sostiene una fonte giudiziaria interpellata dall’agenzia stampa Adnkronos. Non si tratta di una data a caso: il 4 dicembre ArcelorMittal è intenzionata a lasciare Taranto.

Cosa succederà in vista della prossima data? Le parti – cioè i commissari straordinari, i legali di ArcelorMittal e la procura di Milano – hanno tempo fino al 25 novembre per depositare memorie e documenti che saranno discussi nell’udienza fissata il 27 novembre davanti al giudice Claudio Marangoni, che presiede la sezione del tribunale di Milano specializzata in imprese, e che da solo deciderà sul caso.

Da quanto trapela potrebbe essere sufficiente una sola udienza prima del provvedimento del giudice. Fino ad allora, con una prassi che nel civile non è inusuale, Marangoni, ha invitato “le parti resistenti – tenuto conto della non adozione di provvedimenti inaudita altera parte, in un quadro di leale collaborazione con l’autorità giudiziaria e per il tempo ritenuto necessario allo sviluppo del contraddittorio tra le parti – a non porre in essere ulteriori iniziative e condotte in ipotesi pregiudizievoli per la piena operatività e funzionalità degli impianti”.

A livello politico, però, molti ritengono che il problema Ilva non potrà risolversi solo in tribunale ma occorreranno iniziative a livello di governo: a pensarla così, tra gli altri, il ministro per le Politiche agricole Teresa Bellanova, che a margine della riunione del Consiglio Ue a Bruxelles dichiara: «Se ti trovi di fronte alla questione Ilva, non ti puoi girare dall’altra parte, dire che è responsabilità di qualcun altro. Né puoi pensare che è nelle aule giudiziarie che risolvi il problema. Perché, quando arrivi nelle aule giudiziarie, ha perso la politica».


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