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Transazione: cos’è?

17 luglio 2013


Transazione: cos’è?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 luglio 2013



Si parla spesso di “transazione” come strumento per evitare una causa o una lite: ecco cos’è nello specifico e come si scrive un accordo transattivo.

La transazione è un accordo, e quindi un vero e proprio contratto, con cui due o più parti pongono fine a una controversia: si può trattare di una controversia già sfociata in una causa, oppure di semplici contestazioni limitate in un ambito stragiudiziale.

Lo scopo del contratto è quello di dirimere una contesa senza che le parti siano obbligate a ricorrere al giudice. Una volta conclusa la transazione, però, le parti non possono più rivolgersi al giudice e rimettere in discussione la lite, salvo che una di esse sia rimasta inadempiente agli accordi stabiliti nella transazione.

Come si pone fine alla controversia?

La legge dice che le parti devono farsi “reciproche concessioni“: in altre parole, ciascuna di esse deve rinunciare a “qualcosa”, a una parte delle proprie pretese. Infatti, se a sostenere il sacrificio è soltanto uno dei soggetti coinvolti nella disputa, non si può più parlare di una vera e propria transazione, ma di rinuncia – da parte solo di quest’ultimo – alle proprie rivendicazioni (per esempio, si potrebbe avere una rinuncia al credito, una donazione di un immobile, ecc.).

Ovviamente, la legge non specifica entro quale percentuale debbano compiersi le reciproche rinunce, ma lascia libere le parti di meglio regolarsi in base al caso concreto. Non è quindi necessario che si trovi il prefetto punto di mezzo: una transazione può infatti avvenire anche con percentuali diverse  dal 50% tra le rispettive rivendicazioni.

Per esempio: se Tizio sostiene di essere creditore di Caio per 1.000 euro e Caio ritiene di non dovere nulla a Tizio, i due potrebbero firmare una transazione per evitare la causa, in cui Caio si impegna a pagare a Tizio un importo che trovi soddisfatti entrambi i soggetti: non necessariamente, quindi, 500 euro, ma anche un’altra cifra.

In definitiva, la transazione è un accordo fatto generalmente con una scrittura privata e serve a chiudere, una volta per tutte, una lite, senza possibilità di riesumare, in futuro, eventuali rivendicazioni.

La forma scritta è necessaria per provare l’esistenza dell’accordo (che diversamente non potrebbe essere provato coi testimoni).

Se l’oggetto della transazione sono diritti su beni immobili, c’è bisogno del notaio e la transazione va trascritta nei pubblici registri.

In particolare, attraverso le reciproche concessioni le parti possono: incidere sul rapporto oggetto della lite, modificandolo (transazione semplice); sostituire integralmente la situazione preesistente (transazione novativa); creare, modificare o estinguere anche rapporti diversi da quello che ha formato oggetto della pretesa e della contestazione delle parti (transazione cd. mista).

Limiti

Non è sempre possibile firmare una transazione. La legge, infatti, esclude il potere delle parti di regolare con un accordo le liti tra loro insorte nei seguenti casi:

1) è nulla la transazione su diritti, per loro natura o per espressa disposizione di legge, sottratti alla disponibilità delle parti: è il caso, per esempio, di un accordo tra lavoratore e datore di lavoro per una riduzione dello stipendio;

2) è, parimenti, nulla la transazione relativa ad un contratto illecito: per esempio, la transazione su due spacciatori di droga per la divisione del territorio;

3) è infine annullabile la transazione qualora una delle parti sia consapevole della temerarietà della propria pretesa: per esempio, nel caso sopra indicato di Tizio e Caio, l’accordo tra i due è nullo se Tizio è perfettamente consapevole di non aver diritto al pagamento dei mille euro.

Annullamento

La transazione può essere annullata nei seguenti casi:

  • – quando è stata conclusa, in tutto o in parte, sulla base di documenti che in seguito sono stati riconosciuti falsi;
  • – quando è intervenuta su lite già decisa con sentenza passata in giudicato, della quale le parti o una di esse non avevano notizia;
  • – quando è stata conclusa generalmente sopra tutti gli affari che potessero esservi tra le parti e, posteriormente, una parte viene a conoscenza di documenti che le erano ignoti al tempo della transazione perché occultati dall’altra parte;
  • – quando riguarda un affare determinato e con documenti posteriormente scoperti si prova che una delle parti non aveva alcun diritto.
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3 Commenti

  1. Salve , se invece il contendere fosse un torrino (locale tecnico ultimo piano) che la transazione ha stabilito essere di uno dei due ? che seguito bisogna dare alla scrittura privata ? accatastamento oppure notaio ?

  2. nel caso non si trasferiscano immobili ma solo rinuncia a pretendere somme di denaro la redazione di una scrittura transattiva blindata ha un costo ( intendo tasse da pagare in base alle somme che l’uno rinuncia a pretendere dall altro ?)

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