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Proposta di acquisto: ultime sentenze

11 Dicembre 2019
Proposta di acquisto: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: proposta di acquisto; condotta del mediatore di una compravendita immobiliare; conclusione di un affare; appropriazione indebita; revoca della proposta di acquisto di un’unità immobiliare.

Patto di prelazione e proposta di acquisto del cespite

La comunicazione con la quale è denunciato l’intento di voler procedere alla vendita del bene su cui insiste il diritto di prelazione non costituisce manifestazione della “promessa di vendita” atta a determinare l’attivazione del diritto di prelazione.

In altre parole, tale comunicazione manifesta solo la volontà di procedere alla vendita del cespite oggetto del diritto di prelazione e la sussistenza di una proposta di acquisto del cespite.

Tuttavia non emergendo elementi per ritenere che tale proposta sia stata accettata, non può ritenersi manifestata la promessa di vendita. Infatti il patto di prelazione relativo alla vendita d’immobile non impegna il promittente a concludere il contratto, ma solo a preferire caeteris paribus il promissario se si deciderà a compierlo.

Tribunale Ragusa, 03/12/2018, n.1381

Mancata accettazione della proposta d’acquisto

Integra il delitto di appropriazione indebita la condotta del mediatore di una compravendita immobiliare che, nonostante la mancata accettazione della proposta di acquisto, trattenga la somma di denaro consegnatagli dal proponente a garanzia della provvigione, spettante nel solo caso di conclusione dell’affare, perché tale condotta viola la specifica destinazione di scopo che alla somma hanno dato le parti.

Cassazione penale sez. II, 31/10/2018, n.56935

Proposta di acquisto: l’accettazione tardiva

Anche se la parte venditrice non aderisce alla proposta di acquisto per discordanza in ordine al prezzo di acquisto e pertanto il termine originariamente previsto per l’accettazione e, conseguentemente, tutti gli altri termini previsti dalla proposta stessa non potevano essere rispettati, va tuttavia evidenziato come per il proponente sia comunque possibile ritenere efficace l’accettazione tardiva purché ne dia immediatamente avviso all’altra parte ex art. 1326 c.c.

Corte appello Roma sez. II, 26/04/2018, n.2786

Proposta di acquisto: formulazione e accettazione

Nel contratto di mediazione, il diritto alla provvigione di cui all’art. 1755 c.c. sorge nel momento in cui può ritenersi intervenuta la conclusione di un affare, ossia quando fra le parti messe in contatto dal mediatore si sia costituito un vincolo giuridico che abiliti ciascuna ad agire per l’esecuzione (o risoluzione) del contratto stesso.

(Nel caso di specie , con la formulazione e l’accettazione della proposta di acquisto, le parti si impegnavano alla stipula del preliminare e del definitivo di compravendita, entro determinati tempi, sicché la instaurazione tra gli stessi di un vincolo giuridico legittimante la richiesta di compenso da parte dell’attrice).

Tribunale Arezzo, 05/12/2017, n.1387

Mancata conclusione dell’affare

Il diritto al compenso provvisionale in capo al mediatore sorge laddove è possibile verificare che l’affare si sia concluso tra le parti e che la conclusione si ponga in rapporto causale diretto con l’opera svolta dal mediatore. Spetta al mediatore dimostrare l’esistenza di un effettivo contributo causale tra la propria attività e la conclusione dell’affare.

(Nel caso di specie il contatto tra le parti non ha determinato la conclusione dell’affare in quanto non è stata accettata la proposta di acquisto presentata dal mediatore il quale si è limitato ad affermare genericamente che aveva messo in contatto la venditrice e l’acquirente).

Tribunale Roma sez. X, 05/06/2017, n.11359

Il diritto del mediatore alla provvigione

La conclusione dell’affare, quale fonte del diritto del mediatore alla provvigione, è il compimento dell’atto che dà all’intermediato il diritto di agire per l’adempimento o il risarcimento, sicché anche una proposta di acquisto integrante “preliminare di preliminare” può far sorgere il diritto alla provvigione.

Cassazione civile sez. III, 17/01/2017, n.923

Proposta di acquisto e diritto del mediatore a percepire il compenso 

Nessun dubbio può sussistere in ordine al fatto che il diritto del mediatore a percepire il compenso sorga anche con la mera conclusione – tra le parti dallo stesso messe in relazione – di un contratto preliminare. Al contrario, deve ritenersi ininfluente la mancanza del certificato di agibilità/abitabilità relativo all’unità abitativa sopra richiamata, trattandosi di circostanza nota alla promissaria acquirente già al momento in cui la stessa aveva formulato la proposta di acquisto, avendo deciso ugualmente di procedere alla stipula del preliminare. Prive di pregio appaiono poi le argomentazioni in ordine alla non commerciabilità del bene.

Tribunale Genova sez. III, 02/04/2015, n.1072

Attività negoziale diretta all’acquisto di proprietà

L'”animus possidendi”, necessario all’acquisto della proprietà per usucapione, non consiste nella convinzione di essere proprietario, ma nell’intenzione di comportarsi come tale, esercitando corrispondenti facoltà, mentre la buona fede non è requisito del possesso utile all’usucapione. Ne consegue che la consapevolezza di possedere senza titolo e l’attività negoziale (nella specie, proposta di acquisto) diretta a ottenere il trasferimento della proprietà non escludono che il possesso sia utile all’usucapione.

Cassazione civile sez. II, 06/05/2014, n.9671

Tardività della revoca della proposta di acquisto

Le precarie condizioni di salute della propria madre e la rottura della cassetta postale non sono da reputarsi casi di oggettiva impossibilità a ricevere le comunicazioni inoltrate a mezzo posta, di tal guisa che, nel caso de quo opera l’art. 1335 cc. circa la presunzione iuris tantum di arrivo al destinatario e di conoscenza dell’atto, da ciò derivandone la tardività della revoca della proposta di acquisto di una unità immobiliare ed il perfezionamento dell’attività svolta dal mediatore con il conseguente diritto di quest’ultimo ad esigere il pagamento del relativo compenso.

Tribunale Bari sez. II, 04/09/2012, n.2739

Proposta di acquisto dell’immobile accettata dall’acquirente

Il negozio giuridico che fa nascere il diritto del mediatore alla provvigione ben può essere una proposta di acquisto dell’immobile, prontamente accettata dall’acquirente che, per espresso patto contenuto nella stessa, costituisce contratto preliminare.

Tribunale Savona, 06/08/2012

Proposta di acquisto sottoscritta da un soggetto diverso dal firmatario del contratto

L’identità dell’affare non è esclusa dal fatto che la proposta di acquisto sia stata formulata e sottoscritta da un soggetto mentre il contratto risulti a firma della sua convivente, in considerazione dello stretto collegamento tra il soggetto che partecipa alle trattative ed il soggetto parte della stipula negoziale.

(Nella specie occorre far riferimento non solo alle relazioni interpersonali tra i due soggetti ma anche al coinvolgimento del compagno nella compravendita avendo, lo stesso, prestato garanzia per il mutuo concesso alla sua compagna, del resto in giudizio controparte non ha fornito alcuna prova idonea a dimostrare l’estraneità della compagna alle trattative tra il proprio convivente e la proprietaria dell’immobile di cui è causa).

Tribunale Roma sez. X, 20/03/2018, n.5929



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