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Indennità di esproprio: ultime sentenze

11 Dicembre 2019
Indennità di esproprio: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: espropriazione per pubblico interesse; indennità di esproprio; comunicazione del deposito della relazione di stima; richiesta del privato di nomina di tecnici; contestazione del procedimento determinativo dell’indennità di esproprio; giudice competente.

Scelta dei tecnici per determinare l’indennità di esproprio

Qualora sia il privato non accettante l’indennità di esproprio a sollecitare l’amministrazione espropriante a designare i propri tecnici e procedere a norma dell’art. 21, d.P.R. n. 327 del 2001, quest’ultima non ha una possibilità di scelta, bensì l’obbligo di procedere in tal senso entro un congruo lasso temporale, designando i propri periti ai fini della nomina del collegio.

Consiglio di Stato sez. IV, 27/08/2019, n.5909

Determinazione dell’indennità di esproprio

In materia di opposizione alla stima nelle espropriazioni, il termine di trenta giorni dalla comunicazione dell’avviso di deposito della relazione di stima, di cui all’art. 27, comma 2, del d.P.R. n. 327 del 2001, è finalizzato a consentire agli interessati di prendere visione del documento e decidere se accettarla oppure opporvisi, ed ha perciò natura dilatoria.

Ne consegue che non può ritenersi improponibile l’opposizione alla stima introdotta prima della scadenza di tale termine, in quanto va riconosciuta all’espropriato la facoltà di adire il giudice ai fini della determinazione dell’indennità di esproprio anche prima della stima definitiva e comunque prima che inizi a decorrere il distinto termine perentorio di opposizione previsto all’art. 29, comma 3, del d.lgs. n. 150 del 2011, dovendo anche tenersi conto che la pronuncia di improponibilità dell’azione è suscettibile di determinare effetti, non solo processuali, ma anche sostanziali, ossia preclusivi della reiterabilità della domanda di merito, qualora in concomitanza decorra e scada il ricordato termine perentorio ed ostano, ad una simile conclusione, profili di illegittimità costituzionale.

Cassazione civile sez. I, 09/08/2019, n.21225

Realizzazione delle opere pubbliche

L’impossibilità, per il proprietario dell’area soggetta a vincolo espropriativo (operante sin dall’adozione dello strumento urbanistico, con l’applicazione delle misure di salvaguardia), di realizzare nuove costruzioni o ampliamenti è funzionale ad evitare che il programma di realizzazione delle opere pubbliche, considerato dal consiglio comunale al momento dell’imposizione di vincoli espropriativi, possa essere impedito o ostacolato da parte del privato con la nuova edificazione o possa subire maggiori oneri in sede di determinazione dell’indennità di esproprio.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. II, 22/07/2019, n.660

Risarcimento del danno da occupazione acquisitiva

In tema di determinazione dell’indennità di esproprio, ovvero del risarcimento del danno da cd. occupazione acquisitiva, occorre fare riferimento esclusivamente al valore di mercato del bene alla data del decreto di esproprio (ovvero dell’occupazione illegittima), restando inammissibile l’accertamento del valore del fondo espropriato od occupato attraverso la comparazione con il prezzo di immobili omogenei, oppure calcolando i relativi costi di costruzione, in un momento diverso dalla data dell’esproprio o dell’occupazione, devalutando poi il “quantum” liquidato mediante l’uso degli indici Istat, poiché il mercato immobiliare risente di variabili macroeconomiche diverse dalla fluttuazione della moneta nel tempo, anche se a questa parzialmente legate, nonché di condizioni microeconomiche dettate dallo sviluppo edilizio di una determinata zona, che sono completamente avulse dal valore della moneta.

Cassazione civile sez. I, 06/06/2019, n.15412

Onere della notificazione dell’indennità di esproprio all’interessato

In tema di espropriazione per pubblico interesse, il deposito della relazione di stima nella segreteria del Comune e la sua successiva comunicazione al pubblico mediante affissione all’albo pretorio, ai sensi dell’art. 15, comma 2, della legge n. 865 del 1971, non soddisfa l’onere della notificazione dell’indennità di esproprio all’interessato nelle forme degli atti processuali civili, quale adempimento finalizzato a dare certezza della conoscenza dell’atto da parte del destinatario ed a consentire, in caso di sua consapevole inerzia, il maturarsi della decadenza dall’impugnazione.

(Nella specie, la Corte di appello, equiparando erroneamente l’affissione della relazione di stima all’albo pretorio del Comune alla notificazione dell’indennità definitiva ex art. 143 c.p.c., aveva dichiarato inammissibile l’opposizione alla stima proposta da uno dei comproprietari oltre il termine di trenta giorni dalla detta affissione).

Cassazione civile sez. I, 16/05/2019, n.13269

Illegittima occupazione di fondi agricoli: al coltivatore spetta l’indennità aggiuntiva di esproprio?

In tema di occupazione di fondi agricoli da parte della p.a., qualora il procedimento espropriativo non si concluda ritualmente, non spetta l’indennità aggiuntiva prevista dall’art. 17 l. 865/71, così come non spetta al privato proprietario del bene l’indennità di esproprio, mancando il presupposto che è alla base dell’indennità, cioè la legittimità dell’espropriazione; in tal caso, poichè non si ravvisa l’ipotesi del sacrificio legittimamente imposto, ma solo quella del fatto illecito produttivo di danni, per il coltivatore, che si è visto definitivamente estromesso dal fondo in cui svolgeva il lavoro agricolo, soccorre la norma di cui all’art. 2043 c.c., che consente al coltivatore di chiedere il risarcimento dei danni, consistenti anche nel non aver potuto percepire l’indennità aggiuntiva di cui al predetto art. 17 l. 865/71, che gli sarebbe spettata ove l’espropriazione fosse stata ritualmente compiuta.

Corte appello Reggio Calabria, 11/04/2019, n.317

Plusvalenze conseguenti alla percezione di indennità di esproprio

Ai fini dell’assoggettabilità a tassazione delle plusvalenze conseguenti alla percezione di indennità di esproprio o di somme derivanti da cessioni volontarie nel corso di procedimenti espropriativi, nonché di somme comunque dovute per effetto di acquisizione coattiva, conseguente ad un’occupazione d’urgenza divenuta illegittima, di terreni destinati ad opere pubbliche, ciò che conta è la collocazione dei suoli nelle zone omogenee (di tipo A, B, C, D) di cui all’art. 11, comma 5, della l. n. 413 del 1991, non la loro vocazione edificatoria o agricola fondata sulle previsioni dello strumento urbanistico locale.

Cassazione civile sez. trib., 03/04/2019, n.9228

Pagamento delle somme ricevute in deposito a titolo di indennità di esproprio 

L’articolo 12, comma 4, della legge n. 865 del 1971 – a tenore del quale la Cassa depositi e prestiti provvede, in deroga alle vigenti disposizioni, al pagamento delle somme ricevute in deposito a titolo di indennità di esproprio o di occupazione in base al solo nulla osta del Prefetto, al quale compete l’accertamento della libertà dell’immobile espropriato – va interpretato, in un’ottica costituzionalmente orientata, posto che essa è diretta a ristorare l’espropriato della perdita del diritto di proprietà, e tale ristoro non tollera di sottostare ad adempimenti di natura fiscale, quantunque connessi alla successione ereditaria (la cui eventuale violazione comporta sanzioni inerenti alla sola questione fiscale).

Cassazione civile sez. I, 28/02/2019, n.5967

Competenza della Corte d’Appello

La contestazione del procedimento di determinazione delle indennità di esproprio esula dalla competenza del G.A. in quanto si risolve in una controversia vertente sulla quantificazione dell’indennità di esproprio che avrebbe dovuto essere fatta valere dinanzi alla Corte d’Appello, funzionalmente competente in materia.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 17/12/2018, n.12255

Autorizzazione al pagamento dell’indennità di esproprio

In tema di determinazione dell’indennità di esproprio, il termine fissato dall’art. 27, comma 2, del d.P.R. n. 327 del 2001, di trenta giorni dalla comunicazione del deposito della relazione di stima a partire dal quale l’autorità espropriante autorizza il pagamento dell’indennità o ne ordina il deposito presso la Cassa depositi e prestiti, non è perentorio ma dilatorio, imponendo a tutte le parti del procedimento di agire per la determinazione giudiziale dell’indennità almeno trenta giorni dopo la comunicazione del deposito della relazione di stima, fermo restando tale potere di agire fino alla scadenza del termine perentorio di cui all’art. 54, secondo comma, del d.P.R. citato, il quale decorre dalla notificazione del decreto di esproprio o della relazione di stima, se successiva all’atto ablatorio, termine, questo, che non corrisponde a quello dilatorio di cui all’art. 27, comma 2, del d.P.R. medesimo.

Cassazione civile sez. I, 09/11/2018, n.28791

L’accordo sull’ammontare dell’indennità di esproprio 

L’accordo sull’ammontare dell’indennità di esproprio previsto dall’articolo 26 della legge 2359 del 1865 non comporta la cessione volontaria del bene, ma costituisce un accordo preliminare finalizzato alla stipula del negozio di cessione destinato a perdere di efficacia se, nel termine di scadenza della dichiarazione di pubblica utilità, non intervenga la cessione (o un valido decreto di esproprio).

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. II, 13/08/2018, n.1700



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