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Indennità di esproprio: ultime sentenze

18 Novembre 2021
Indennità di esproprio: ultime sentenze

Espropriazione per pubblico interesse; opposizione della stima dell’indennità di esproprio; giudice competente.

Indice

Giudizio di opposizione alla stima dell’indennità di esproprio

In tema di imposta di registro, la sentenza che, all’esito di un giudizio di opposizione alla stima dell’indennità di esproprio e di occupazione legittima, ne accerti l’esatto ammontare e disponga il deposito della differenza presso la Cassa Depositi e Prestiti, non ha natura di condanna bensì di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale ed è, pertanto, soggetta all’applicazione dell’imposta di registro nella misura proporzionale dell’1 per cento, ai sensi dell’art. 8, lett. c), della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986.

Cassazione civile sez. trib., 29/07/2021, n.21697

Detrazione dall’indennità di esproprio

In tema di espropriazione per la realizzazione di opera pubblica, l’art. 41 della l. 2359 del 1865, consente la detrazione, dalla somma liquidata a titolo di indennità, del vantaggio che dall’esecuzione dell’opera di pubblica utilità possa derivare alla parte residua del fondo espropriato, purché esso presenti il duplice requisito della specialità e dell’immediatezza e non si risolva, cioè, nel vantaggio generico e comune che tutti gli immobili ubicati nella zona ottengono per effetto dell’opera.

Cassazione civile sez. I, 23/07/2021, n.21206

Determinazione o pagamento indennità di esproprio: giurisdizione

Qualsiasi domanda attinente alla determinazione o al pagamento della indennità di esproprio, quale che sia il vizio dedotto contro il provvedimento che la dispone, è appannaggio della giurisdizione del giudice ordinario, anche se concernente la scelta dei criteri in base ai quali liquidare l’indennità, se proposta dall’amministrazione per recuperare l’indennità indebitamente versata ad un privato, se connessa a quella risarcitoria da perdita del terreno, e financo se esercitata in sede di reclamo sulle determinazioni del commissario ad acta.

T.A.R. Pescara, (Abruzzo) sez. I, 13/07/2021, n.352

Indennità di esproprio o di occupazione legittima: sentenza

La sentenza che determina in via definitiva l’ammontare dell’indennità di esproprio o di occupazione legittima, ordinandone il deposito presso la Cassa depositi e prestiti, va assoggettata all’imposta di registro nella misura proporzionale dell’1 per cento, ai sensi dell’art. 8, lett. c) della Tariffa allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, in quanto l’ordine di deposito non presuppone una domanda, è oggetto di pronunzia meramente accessoria al “decisum”, ha finalità cautelare di interessi estranei a quelli reciproci tra le parti e non è suscettivo di controversia, sicché va annoverato tra i provvedimenti giudiziari di “accertamento dei diritti a contenuto patrimoniale”.

Cassazione civile sez. trib., 30/06/2021, n.18430

Determinazione dell’indennità di esproprio di un terreno destinato a cava

In tema di determinazione dell’indennità di esproprio di un terreno destinato a cava occorre fare riferimento all’art. 39 della l. n. 2359 del 1865 e, pertanto, al valore venale del bene che, nella specie, va ragguagliato al parametro del materiale complessivamente estraibile dalla cava sino al suo esaurimento. Trattasi di criterio omnicomprensivo, che non è compatibile con la liquidazione, in favore dell’espropriato, di una ulteriore indennità per l’occupazione della cava, con la funzione di indennizzarlo della privazione del godimento del bene oggetto del procedimento di esproprio e della mancata percezione dei frutti nel corso dell’occupazione medesima, in quanto – avuto conto delle modalità di liquidazione dell’indennità di espropriazione, che fa riferimento al valore dei materiali estraibili durante il periodo di godimento della cava e non prevede il riconoscimento di un reddito in periodi e per causa ulteriori rispetto a quelli già considerati – si tradurrebbe in una ingiustificata duplicazione della medesima indennità di espropriazione.

Cassazione civile sez. I, 05/05/2021, n.11811

Opposizione alla stima dell’indennità di esproprio

In tema di insinuazione al passivo, la sentenza della Corte d’appello che in sede di opposizione alla stima abbia determinato l’indennità di esproprio dovuta dal beneficiario dell’espropriazione, dichiarato fallito in corso di causa, non è opponibile alla massa fallimentare, poiché la liquidazione di tale indennità non si sottrae al principio di esclusività del concorso formale dei creditori, sancito dall’art. 52 l.fall., in forza del quale ogni pretesa deve essere fatta valere nelle forme previste per l’accertamento dello stato passivo.

Cassazione civile sez. I, 16/04/2021, n.10111

Maggiorazione del 10% dell’indennità di esproprio

In materia di espropriazione per pubblica utilità, l’azione volta ad ottenere la maggiorazione del dieci per cento dell’indennità di esproprio, ai sensi dell’art. 37, comma 2, d.P.R. n. 327 del 2001, deve essere promossa nel termine perentorio di trenta giorni, previsto per la domanda di determinazione giudiziale dell’indennità dall’art. 54, comma 2, d.P.R. citato – nel testo previgente al d.lgs. n. 150 del 2011 -, poiché tale maggiorazione costituisce una componente della ridetta indennità.

Cassazione civile sez. I, 16/03/2021, n.7369

Accertamento delle possibilità legali ed effettive di edificazione

L’accertamento delle possibilità legali ed effettive di edificazione di un’area ai fini della determinazione dell’indennità di esproprio va effettuato senza tenere conto delle varianti apportate allo strumento urbanistico generale allo specifico scopo di realizzare l’opera che viene contestualmente approvata, giacché tali varianti costituiscono fonte di vincolo preordinato all’esproprio e pertanto non può, ad esse, essere riconosciuta alcuna incidenza in sede di accertamento della vocazione edificatoria dell’area. Deve, invece, ai predetti fini, attribuirsi rilevanza alle varianti successive all’apposizione del vincolo espropriativo, e presenti al verificarsi della vicenda ablativa, le quali abbiano carattere conformativo, imponendo un vincolo di destinazione riguardante una generalità di beni e di soggetti.

Cassazione civile sez. I, 03/03/2021, n.5803

Determinazione della giusta indennità di esproprio

La contestazione sul criterio di stima adottato nella sentenza che definisce il giudizio di determinazione della giusta indennità di esproprio non introduce una domanda quanto, piuttosto, una argomentazione in diritto che ben può essere disattesa dal giudice del merito nella ritenuta rispondenza a disciplina di legge del criterio altrimenti osservato, sia esso, o meno, di adesione alle conclusioni disposte dalla disposta consulenza tecnica di ufficio.

Nel giudizio di determinazione della cosiddetta giusta indennità il giudice, infatti, nel procedere alla liquidazione non è vincolato alla prospettazione di parte attrice, ma deve applicare i criteri previsti dalla legge, anche in assenza di contestazioni al riguardo che non integrano, in ogni caso, una eccezione in senso tecnico ma una mera difesa, non comportando l’allegazione di alcun fatto impeditivo, modificativo o estintivo della pretesa dedotta in giudizio, ma solo la contestazione della fondatezza in diritto della richiesta di controparte.

Cassazione civile sez. I, 17/02/2021, n.4229

Espropriazione per pubblica utilità: cosa rileva per la quantificazione dell’indennità?

In tema di espropriazione per pubblica utilità, ai fini della quantificazione dell’indennità di esproprio rileva l’edificabilità legale dell’area ablata all’epoca dell’adozione del relativo decreto, secondo gli strumenti urbanistici già in essere, non potendosi tener conto dell'”aspettativa” di edificabilità futura di un terreno attualmente agricolo in ragione dell’evoluzione degli strumenti anzidetti. (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che aveva stimato un’area agricola, valorizzandone la collocazione adiacente al centro comunale e la propensione al mutamento di destinazione urbanistica, come edificabile).

Cassazione civile sez. I, 17/02/2021, n.4228

Verifica dell’edificabilità legale

In tema di espropriazione per pubblico interesse e di determinazione dell’indennità di esproprio la edificabilità legale è categoria che non può essere affidata ad una prognosi di eventuale incidenza di futuri strumenti rispetto al governo del territorio che per di più risulti impropriamente agganciata alla realtà fattuale attraverso il solo richiamo al dato della vicinanza dei terreni espropriati dall’abitato di un centro urbano senza riferimento alcuno a strutture di servizio e a collegamenti logistici con lo stesso. L’esito che si vorrebbe in tal modo conseguire di una diversa classificazione urbanistico-legale dell’area ablata ai fini della quantificazione della indennità di esproprio risulterebbe, infatti, del tutto estraneo all’applicazione del criterio dell’effettività.

(In applicazione dei riferiti principi la Suprema corte ha cassato la sentenza impugnata, affermando che la Corte di appello, in sede di rinvio, facendo applicazione del criterio legale di stima dell’area espropriata ai fini della quantificazione della indennità di esproprio, ferma la classificazione urbanistica della prima, dovrà provvedere a verificare l’edificabilità dell’area ablata all’epoca di adozione del decreto di esproprio per gli strumenti urbanistici all’epoca in vigore e per una lettura sostenuta dal criterio dell’effettività del mercato immobiliare, successivamente provvedendo a fare applicazione, ove prescelta, della stima sintetico-comparativa secondo il canone dell’omogeneità dei beni a confronto).

Cassazione civile sez. I, 15/02/2021, n.3844

Azione di cessione volontaria di aree

Nelle espropriazioni per pubblica utilità, quali che siano le modalità e gli istituti mediante i quali l’Amministrazione espropriante pervenga all’acquisizione dell’immobile privato, il suo obbligo di pagare un corrispettivo correlato al valore venale del bene deriva direttamente dall’art. 42, comma 3, Cost.; pertanto, qualora il privato abbia promosso una prima domanda, per conseguire la declaratoria di nullità della cessione volontaria delle aree ed il risarcimento del danno dipendente dalla vicenda ablativa, azione conclusasi con esito negativo, ed abbia allora introdotto un’ulteriore domanda giudiziale, in conseguenza dell’ormai definitivamente accertata validità ed efficacia della cessione delle aree, volta a conseguire la corresponsione della differenza tra l’acconto ricevuto a la definitiva indennità di esproprio, sussiste tra le due azioni uno stretto collegamento, con la conseguenza che la domanda prioritariamente promossa è sufficiente ad interrompere la prescrizione anche rispetto al diritto invocato con la seconda, perché le due azioni sono volte entrambe a far valere il diritto al ristoro patrimoniale in ragione della medesima vicenda ablativa, senza che rilevi, a tal fine, la differenza tra il “petitum” e la “causa petendi” delle due domande.

Cassazione civile sez. I, 12/02/2021, n.3655

Le plusvalenze da indennità di esproprio

A prescindere dalla destinazione del bene oggetto di esproprio – se per la realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilità – le plusvalenze realizzate sono sottoposte alla tassazione delle imposte dirette sui redditi, ai sensi della L. 30 dicembre 1991, n. 413, art. 11, comma 5.

Cassazione civile sez. trib., 21/01/2021, n.1230

Opposizione stima indennità di espropriazione: provvedimento del giudice ordinario

Il contenuto del provvedimento del giudice ordinario, nel pronunciare sull’opposizione alla stima della indennità di espropriazione: a) non può essere quello di condanna dell’Amministrazione al pagamento di una somma, perché, una volta determinata definitivamente l’indennità di esproprio, potrebbero residuare diritti di terzi su di essa; b) può essere solo quello di condanna al deposito presso il Ministero dell’economia e delle finanze della maggiore somma risultante dall’accertamento giurisdizionale, con conseguente esclusione dell’ingiunzione del pagamento diretto a favore dell’espropriato. Si configura, quindi, un obbligo di facere, consistente nel deposito, rientrante nei limiti della cognizione del giudice ordinario .

Consiglio di Stato sez. IV, 24/11/2020, n.7355

Sistema premiale della triplicazione dell’indennità di esproprio

In tema di determinazione dell’indennità di espropriazione, a seguito della sentenza della Corte cost. n. 181 del 2011, che ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 5-bis, comma 4, del d.l. n. 333 del 1992 (conv. con mod. nella l. n. 359 del 1992), e comportato in via conseguenziale l’incostituzionalità dell’art. 40, commi 2 e 3, del d.P.R. n. 327 del 2001, il sistema premiale della triplicazione dell’indennità di esproprio, riconosciuto in favore del coltivatore diretto dall’art. 17, comma 1, della l. n. 865 del 1971, al pari di quello previsto dall’art. 45, comma 2, lett. c)-d), del d.P.R. n. 327 del 2001, deve ritenersi abrogato per incompatibilità con il nuovo assetto normativo.

Cassazione civile sez. I, 07/09/2020, n.18578

Scelta dei tecnici per determinare l’indennità di esproprio

Qualora sia il privato non accettante l’indennità di esproprio a sollecitare l’amministrazione espropriante a designare i propri tecnici e procedere a norma dell’art. 21, d.P.R. n. 327 del 2001, quest’ultima non ha una possibilità di scelta, bensì l’obbligo di procedere in tal senso entro un congruo lasso temporale, designando i propri periti ai fini della nomina del collegio.

Consiglio di Stato sez. IV, 27/08/2019, n.5909

Determinazione dell’indennità di esproprio: la facoltà di adire il giudice

In materia di opposizione alla stima nelle espropriazioni, il termine di trenta giorni dalla comunicazione dell’avviso di deposito della relazione di stima, di cui all’art. 27, comma 2, del d.P.R. n. 327 del 2001, è finalizzato a consentire agli interessati di prendere visione del documento e decidere se accettarla oppure opporvisi, ed ha perciò natura dilatoria.

Ne consegue che non può ritenersi improponibile l’opposizione alla stima introdotta prima della scadenza di tale termine, in quanto va riconosciuta all’espropriato la facoltà di adire il giudice ai fini della determinazione dell’indennità di esproprio anche prima della stima definitiva e comunque prima che inizi a decorrere il distinto termine perentorio di opposizione previsto all’art. 29, comma 3, del d.lgs. n. 150 del 2011, dovendo anche tenersi conto che la pronuncia di improponibilità dell’azione è suscettibile di determinare effetti, non solo processuali, ma anche sostanziali, ossia preclusivi della reiterabilità della domanda di merito, qualora in concomitanza decorra e scada il ricordato termine perentorio ed ostano, ad una simile conclusione, profili di illegittimità costituzionale.

Cassazione civile sez. I, 09/08/2019, n.21225

Realizzazione delle opere pubbliche

L’impossibilità, per il proprietario dell’area soggetta a vincolo espropriativo (operante sin dall’adozione dello strumento urbanistico, con l’applicazione delle misure di salvaguardia), di realizzare nuove costruzioni o ampliamenti è funzionale ad evitare che il programma di realizzazione delle opere pubbliche, considerato dal consiglio comunale al momento dell’imposizione di vincoli espropriativi, possa essere impedito o ostacolato da parte del privato con la nuova edificazione o possa subire maggiori oneri in sede di determinazione dell’indennità di esproprio.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. II, 22/07/2019, n.660

Valore di mercato del bene

In tema di determinazione dell’indennità di esproprio, ovvero del risarcimento del danno da cd. occupazione acquisitiva, occorre fare riferimento esclusivamente al valore di mercato del bene alla data del decreto di esproprio (ovvero dell’occupazione illegittima), restando inammissibile l’accertamento del valore del fondo espropriato od occupato attraverso la comparazione con il prezzo di immobili omogenei, oppure calcolando i relativi costi di costruzione, in un momento diverso dalla data dell’esproprio o dell’occupazione, devalutando poi il “quantum” liquidato mediante l’uso degli indici Istat, poiché il mercato immobiliare risente di variabili macroeconomiche diverse dalla fluttuazione della moneta nel tempo, anche se a questa parzialmente legate, nonché di condizioni microeconomiche dettate dallo sviluppo edilizio di una determinata zona, che sono completamente avulse dal valore della moneta.

Cassazione civile sez. I, 06/06/2019, n.15412

Onere della notificazione dell’indennità di esproprio all’interessato

In tema di espropriazione per pubblico interesse, il deposito della relazione di stima nella segreteria del Comune e la sua successiva comunicazione al pubblico mediante affissione all’albo pretorio, ai sensi dell’art. 15, comma 2, della legge n. 865 del 1971, non soddisfa l’onere della notificazione dell’indennità di esproprio all’interessato nelle forme degli atti processuali civili, quale adempimento finalizzato a dare certezza della conoscenza dell’atto da parte del destinatario ed a consentire, in caso di sua consapevole inerzia, il maturarsi della decadenza dall’impugnazione.

(Nella specie, la Corte di appello, equiparando erroneamente l’affissione della relazione di stima all’albo pretorio del Comune alla notificazione dell’indennità definitiva ex art. 143 c.p.c., aveva dichiarato inammissibile l’opposizione alla stima proposta da uno dei comproprietari oltre il termine di trenta giorni dalla detta affissione).

Cassazione civile sez. I, 16/05/2019, n.13269

Illegittima occupazione di fondi agricoli: al coltivatore spetta l’indennità aggiuntiva di esproprio?

In tema di occupazione di fondi agricoli da parte della p.a., qualora il procedimento espropriativo non si concluda ritualmente, non spetta l’indennità aggiuntiva prevista dall’art. 17 l. 865/71, così come non spetta al privato proprietario del bene l’indennità di esproprio, mancando il presupposto che è alla base dell’indennità, cioè la legittimità dell’espropriazione; in tal caso, poichè non si ravvisa l’ipotesi del sacrificio legittimamente imposto, ma solo quella del fatto illecito produttivo di danni, per il coltivatore, che si è visto definitivamente estromesso dal fondo in cui svolgeva il lavoro agricolo, soccorre la norma di cui all’art. 2043 c.c., che consente al coltivatore di chiedere il risarcimento dei danni, consistenti anche nel non aver potuto percepire l’indennità aggiuntiva di cui al predetto art. 17 l. 865/71, che gli sarebbe spettata ove l’espropriazione fosse stata ritualmente compiuta.

Corte appello Reggio Calabria, 11/04/2019, n.317

Plusvalenze conseguenti alla percezione di indennità di esproprio

Ai fini dell’assoggettabilità a tassazione delle plusvalenze conseguenti alla percezione di indennità di esproprio o di somme derivanti da cessioni volontarie nel corso di procedimenti espropriativi, nonché di somme comunque dovute per effetto di acquisizione coattiva, conseguente ad un’occupazione d’urgenza divenuta illegittima, di terreni destinati ad opere pubbliche, ciò che conta è la collocazione dei suoli nelle zone omogenee (di tipo A, B, C, D) di cui all’art. 11, comma 5, della l. n. 413 del 1991, non la loro vocazione edificatoria o agricola fondata sulle previsioni dello strumento urbanistico locale.

Cassazione civile sez. trib., 03/04/2019, n.9228

Pagamento delle somme ricevute in deposito a titolo di indennità di esproprio 

L’articolo 12, comma 4, della legge n. 865 del 1971 – a tenore del quale la Cassa depositi e prestiti provvede, in deroga alle vigenti disposizioni, al pagamento delle somme ricevute in deposito a titolo di indennità di esproprio o di occupazione in base al solo nulla osta del Prefetto, al quale compete l’accertamento della libertà dell’immobile espropriato – va interpretato, in un’ottica costituzionalmente orientata, posto che essa è diretta a ristorare l’espropriato della perdita del diritto di proprietà, e tale ristoro non tollera di sottostare ad adempimenti di natura fiscale, quantunque connessi alla successione ereditaria (la cui eventuale violazione comporta sanzioni inerenti alla sola questione fiscale).

Cassazione civile sez. I, 28/02/2019, n.5967

Quantificazione dell’indennità di esproprio: controversia

La contestazione del procedimento di determinazione delle indennità di esproprio esula dalla competenza del G.A. in quanto si risolve in una controversia vertente sulla quantificazione dell’indennità di esproprio che avrebbe dovuto essere fatta valere dinanzi alla Corte d’Appello, funzionalmente competente in materia.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 17/12/2018, n.12255

Autorizzazione al pagamento dell’indennità di esproprio

In tema di determinazione dell’indennità di esproprio, il termine fissato dall’art. 27, comma 2, del d.P.R. n. 327 del 2001, di trenta giorni dalla comunicazione del deposito della relazione di stima a partire dal quale l’autorità espropriante autorizza il pagamento dell’indennità o ne ordina il deposito presso la Cassa depositi e prestiti, non è perentorio ma dilatorio, imponendo a tutte le parti del procedimento di agire per la determinazione giudiziale dell’indennità almeno trenta giorni dopo la comunicazione del deposito della relazione di stima, fermo restando tale potere di agire fino alla scadenza del termine perentorio di cui all’art. 54, secondo comma, del d.P.R. citato, il quale decorre dalla notificazione del decreto di esproprio o della relazione di stima, se successiva all’atto ablatorio, termine, questo, che non corrisponde a quello dilatorio di cui all’art. 27, comma 2, del d.P.R. medesimo.

Cassazione civile sez. I, 09/11/2018, n.28791

L’accordo sull’ammontare dell’indennità di esproprio 

L’accordo sull’ammontare dell’indennità di esproprio previsto dall’articolo 26 della legge 2359 del 1865 non comporta la cessione volontaria del bene, ma costituisce un accordo preliminare finalizzato alla stipula del negozio di cessione destinato a perdere di efficacia se, nel termine di scadenza della dichiarazione di pubblica utilità, non intervenga la cessione (o un valido decreto di esproprio).

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. II, 13/08/2018, n.1700



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