Cani, collare elettrico vietato: ecco che può succedere

18 Novembre 2019
Cani, collare elettrico vietato: ecco che può succedere

Le scariche elettriche emesse dal collare a ogni abbaio hanno fatto morire un cane: condannato il proprietario per il reato di maltrattamento di animali.

Condannato a 6.000 euro per aver fatto morire il suo cane con un collare elettrico illegale: così ha sentenziato oggi il tribunale di Parma a conclusione del primo grado di un procedimento penale per morte dell’animale, svoltosi nei confronti di un allevatore di 48 anni e nel quale l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) si era costituito parte civile. La notizia è stata diramata ora dall’agenzia stampa Adnkronos.

Il cane, un bracco, era stato trovato morto dalla polizia municipale sul ciglio di una strada tangenziale di Fontenallato, in provincia di Parma, alla fine dell’estate del 2013. Non era stato investito, non c’erano tracce di ferite o traumi. Però indossava un collare elettrico e aveva del sangue che fuoriusciva dalla bocca.

Ora, il processo ha risolto il giallo: “Le scosse del collare possono aver ucciso il cane“, si legge nella sentenza emessa dal giudice monocratico Giuseppe Monaco. Il reato di cui era imputato il proprietario è quello di maltrattamento di animali.

Ecco il ragionamento che ha deciso il processo nel senso della condanna: le scariche elettriche provenienti dal collare possono, in determinati casi come appunto quello del bracco, provocare la morte dell’animale che lo indossa.

Il collare elettrico è infatti ”uno strumento in grado di individuare le vibrazioni che vengono diffuse dalle corde vocali dell’animale nel momento in cui inizia ad abbaiare. Ogni volta quindi – sottolinea il giudice nella sentenza – che il cane emette tali vibrazioni, ecco che riceve una scossa elettrica sul collo fino a quando non cessa l’abbaio”.

A questo punto, è facile comprendere cosa sia accaduto. Durante il processo è emerso che l’allevatore utilizzava costantemente il collare elettrico per impedire che il suo cane abbaiasse. Non era l’unico cane a ricevere questo trattamento: nel corso di un sopralluogo è risultato che anche altri suoi cani avevano il medesimo collare elettrico.

”È conseguenza diretta – continua il giudice nella sentenza – desumere e concludere che il cane possa anche essere morto a seguito degli impulsi elettrici ripetuti, e con ogni probabilità incontrollati, dati da quel collare”. Insomma il povero cane è morto perché abbaiava molto e ogni suo gemito faceva scattare il collare elettrico. Infatti il bracco era stato venduto all’allevatore di Parma dal precedente proprietario proprio perché abbaiava troppo.

Inoltre il collare impiegato era anche fuorilegge poiché privo del marchio Ce. Nel corso del dibattimento, il giudice ha anche ascoltato un elettricista, il quale ha affermato che ”la scarica elettrica provocata da quel collare privo di certificato di conformità era di una certa intensità”.

Contro l’uso incontrollato di questo dispositivo in grado di infliggere sofferenze interviene anche l’Ente nazionale protezione animali: «il collare elettrico – afferma la Presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – è molto più diffuso di quanto si pensi ed è purtroppo acquistabile senza problemi. Si tratta di un vero strumento di tortura per gli animali ed è ora di dire basta e vietare la vendita anche di quelli con il marchio Ce. Questa sentenza crea un precedente che fa ben sperare, e per questo ringraziamo il giudice per la sua competenza e per la sua attenzione, ma non è abbastanza. C’è ancora tanta ignoranza sul tema del collari elettrici: dobbiamo dire con forza che usarli è illegale proprio perché rappresentano per i cani, sempre, una vera e propria tortura».

Infatti un tale comportamento è punito penalmente: si tratta del reato di maltrattamento di animali [1] che è aggravato quando dal fatto deriva la morte dell’animale con un aumento di pena fino alla metà. Leggi anche maltrattamento di animali: cosa prevede la legge.


note

[1] Art. 544 ter Cod. pen.

Immagine: 123rf.com


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