Riforma licenziamenti in vista

19 Novembre 2019 | Autore:
Riforma licenziamenti in vista

La riforma della giustizia abolisce il rito Fornero, che ha funzionato male; le cause di licenziamento avranno un rito unico ed una corsia preferenziale. 

La riforma della giustizia elaborata dal ministro Bonafede e che il Governo vorrebbe introdurre in tempi brevi contiene anche novità per le cause che riguardano il lavoro. Il pacchetto legislativo, infatti, mette mano anche al processo del lavoro nel cui ambito c’è un canale privilegiato per le cause che riguardano i licenziamenti.

Il documento in fase di approvazione sta riformando il processo di cognizione di primo grado che avviene nell’ambito del giudizio civile del quale la materia del lavoro fa parte, nella quale però c’è già un particolare modello processuale accelerato. Il legislatore ritiene infatti che le cause di lavoro meritino un rito più snello e rapido rispetto a quello del modello generale applicato alle cause ordinarie in ambito civile.

La riforma in arrivo si ispira ai principi di semplicità e durata ragionevole del processo e questo dovrà riguardare tutte le materie civili. Ma il nuovo sistema dovrà deve fare i conti con le cause che riguardano i licenziamenti per i quali era già previsto uno speciale rito, chiamato rito Fornero [1] applicabile però solo ai casi previsti dall’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e non anche a quelli che riguardano gli assunti con contratto a tutele crescenti dal 2015 in poi secondo la normativa del Jobs Act.

La bozza della legge di riforma dei procedimenti civili non riguarda espressamente il processo del lavoro, che anzi è escluso dal suo ambito applicativo, ma prevede l’eliminazione, o il superamento (il testo non è chiaro) proprio del rito Fornero. Questo vorrebbe dire un ritorno al rito generale in materia di cause di lavoro, licenziamenti compresi, con un modello processuale che tornerebbe ad essere unico, come era prima del 2012.

I licenziamenti, però, dovrebbero avere priorità sugli altri tipi di cause, perché una vertenza che riguarda la perdita del lavoro è più urgente di una che ha per oggetto, ad esempio, differenze retributive non corrisposte. Una corsia preferenziale che dovrebbe ora essere prevista dalla legge anziché dipendere dalla discrezionalità dei tribunali.

Il rito Fornero non aveva mai incontrato il favore degli specialisti e la sua prossima abolizione è vista con favore: oggi, sul Sole 24 Ore, interviene il presidente dell’Agi (Avvocati giuslavoristi italiani), Aldo Bottini, per sottolineare che la richiesta era stata fatta già alcuni anni fa, poiché «nell’esperienza applicativa, il rito speciale per i licenziamenti ha creato più problemi di quelli che si proponeva di risolvere, dando luogo a infinite dispute procedurali e creando di fatto un grado di giudizio in più, con relative complicazioni e aggravio di costi. Oggi, ha ancora meno senso, posto che si applica solo al licenziamento dei lavoratori assunti prima del Jobs act».


note

[1] Art. 1 comma 48 Legge n. 92/2012


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