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Scoppia lo scandalo delle guardie mediche irregolari

19 Novembre 2019
Scoppia lo scandalo delle guardie mediche irregolari
Più di un centinaio le segnalazioni di medici che denunciano: costretti a svolgere dei turni per mansioni su cui non siamo preparati.
Pronto soccorso al collasso. Oltre 100 segnalazioni di guardie mediche a rischio irregolarità sono arrivate, in meno di 9 mesi, da medici che hanno lamentato problemi di gestione delle richieste di turnazione per lo svolgimento delle guardie interdivisionali nei pronto soccorso di tutt’Italia. A riceverle il network legale Consulcesi & Partners.
“Sono internista e, da questo mese, l’azienda ospedaliera ci ha imposto guardie notturne interdipartimentali, in Medicina generale e Medicina d’urgenza, per coprire le carenze di personale. E’ giusto? Io non ho formazione per medicina d’urgenza“, chiede uno dei camici bianchi. “Sono un oculista ospedaliero. Sono obbligato a guardie dipartimentali per specialità non affini e senza tutela assicurativa, sono preoccupato”, scrive un altro.
Il servizio di guardia medica interna interdivisionale – spiega Consulcesi in una nota – è svolto da medici di differenti specialità allo scopo di garantire 24 ore su 24 l’assistenza ai pazienti ricoverati nei vari reparti. E sempre più  strutture ospedaliere, forse per far fronte alla carenza di personale medico, fanno eccessivo e non sempre appropriato ricorso alla guardia interdivisionale per assicurare la continuità assistenziale notturna nei giorni feriali e festivi. Del resto, come ha sottolineato la Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), nei pronto soccorso mancano ormai oltre 2.000 medici e non si riescono più a coprire i turni.
Ma quanto può costare la scelta di fare ricorso alla guardia interdivisionale alla salute dei cittadini?. A rispondere è una recente pronuncia del tribunale di Oristano, che ha accolto il ricorso di due dottoresse specializzate in malattie infettive che erano state adibite ai turni di guardia interdivisionale e ai turni di doppia disponibilità al reparto di Neuroriabilitazione del presidio ospedaliero San Martino di Oristano.
La sentenza – commentano i legali di Consulcesi & Partners – è significativa perché per la prima volta fa prevalere il bene primario della tutela della salute dei cittadini che, inconsapevolmente, vengono esposti a rischi facilmente prevedibili e certamente prevenibili. Il tribunale, infatti, ha dichiarato l’illegittimità della delibera aziendale che obbligava le ricorrenti al servizio di guardia interdivisionale nel reparto di Neuroriabilitazione con la motivazione che “adibire le ricorrenti, chiaramente non in possesso di specializzazioni idonee a prestare l’assistenza ai pazienti ricoverati nel reparto in oggetto (Neuroriabilitazione), al servizio di guardia notturna e pronta disponibilità non appare adeguato a garantire adeguatamente ai pazienti medesimi gli interventi necessari al recupero di disabilità
importanti, specialmente in casi di emergenza”.
L’alta specializzazione e competenza richieste per la corretta e adeguata gestione di pazienti così gravemente vulnerati nella loro validità fisica – pazienti che patiscono gravi lesioni cerebrali con possibili perdite di coscienza superiori alle 24 ore – impongono allora di destinare le migliori e più appropriate risorse mediche disponibili, evitando di ricorrere a professionalità che, prive delle necessarie conoscenze ed esperienze, possono mettere a rischio sé stesse ed i pazienti ricoverati, si evidenzia.

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