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Decadenza beneficio d’inventario: ultime sentenze

3 Settembre 2021
Decadenza beneficio d’inventario: ultime sentenze

Acquisto della qualità di erede puro e semplice; redazione dell’inventario nel tempo prescritto dall’art. 485 del Codice civile; verifica del decorso del termine di decadenza.

Mancato compimento dell’inventario nel termine: conseguenze

Le regole cui la legge subordina la facoltà, per l’erede che si trovi nel possesso dei beni ereditari, di accettare l’eredità con beneficio d’inventario sono stabilite dall’articolo 485 del Cc, che distingue tre ipotesi: il chiamato all’eredità che si trova nel possesso dei beni ereditari deve ultimare l’inventario entro tre mesi dell’apertura della successione o della notizia della devoluta eredità (comma 1); se fa l’inventario tempestivamente, potrà poi rinunciare all’eredità anche dopo la scadenza dei tre mesi, purché entro quaranta giorni dall’ultimazione dell’inventario (comma 3); se, invece, il chiamato all’eredità non compie l’inventario nel termine stabilito dalla legge, è considerato erede puro e semplice e non può più rinunciare all’eredità (comma 2).

Deriva da quanto precede, sul piano sostanziale, che quando il chiamato all’eredità si trovi, al momento dell’apertura della successione, nel possesso dei beni ereditari, l’onere del compimento dell’inventario nel termine di legge condiziona, non solo, la facoltà di accettare con beneficio d’inventario, ma anche quella di rinunciare all’eredità in maniera efficace nei confronti dei creditori del de cuius, sul piano processuale, che quando l’erede del debitore eccepisca di avere rinunciato all’eredità, la prova del mero decorso del termine previsto dall’articolo 485 del Cc senza che l’inventario sia stato redatto implica che il chiamato all’eredità debba essere considerato erede puro e semplice e determina, di per sé, l’inefficacia della rinuncia.

Cassazione civile sez. III, 11/05/2021, n.12437

Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario

A seguito dell’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, prescritta, a pena di inammissibilità dell’azione, dall’art. 564 c.c., l’erede beneficiato risponde dei debiti ereditari e dei legati non solo “intra vires hereditatis”, e cioè non oltre il valore dei beni a lui pervenuti a titolo di successione, ma altresì esclusivamente “cum viribus hereditatis”, con esclusione cioè della responsabilità patrimoniale in ordine a tutti gli altri suoi beni, che i creditori ereditari e i legatari non possono aggredire, sicchè già in fase antecedente l’esecuzione forzata è preclusa ogni misura anche cautelare sui beni propri dell’erede, vale a dire diversi da quelli a lui provenienti dalla successione.

Cassazione civile sez. II, 22/12/2020, n.29252

Decadenza dal beneficio di inventario 

Ai fini della verifica del decorso del termine di decadenza dell’erede dal beneficio d’inventario, rileva la data di redazione dello stesso e non quella del suo inserimento nel registro delle successioni; ove l’inventario sia stato effettuato dopo la dichiarazione, il pubblico ufficiale che lo ha redatto deve, nel termine di un mese, fare inserire nel registro l’annotazione della data in cui è stato compiuto.

Cassazione civile sez. II, 23/07/2019, n.19838

Ente non societario chiamato a un’eredità

L’ente non societario chiamato a un’eredità può accettarla solo con il beneficio d’inventario; se accetta l’eredità e non compie l’inventario, non decade però dal diritto di acquisire l’eredità, in quanto conserva pur sempre la facoltà di compiere un nuovo atto di accettazione dell’eredità e di formare il conseguente inventario nei termini prescritti dalla legge. Ad affermarlo è la Cassazione che cambia orientamento rispetto ai precedenti interventi di legittimità.

Per la Corte, dunque, il mancato compimento dell’inventario non determina una irrimediabile situazione di decadenza dal diritto di accettare l’eredità, ma per l’ente chiamato all’eredità c’è l’opportunità, entro il limite prescrizionale decennale, di accettare di nuovo l’eredità con il beneficio d’inventario e di effettuare correttamente la compilazione dell’inventario.

Cassazione civile sez. II, 27/05/2019, n.14442

Decadenza dal diritto di accettare col beneficio d’inventario

Ai fini della decadenza dal diritto di accettare col beneficio d’inventario che colpisce il chiamato all’eredità in possesso dei beni nell’ipotesi di mancato tempestivo compimento dell’inventario, è sufficiente una relazione materiale intercorrente con una parte dei beni ereditari o anche con uno solo di essi, tale da consentirgli l’esercizio di concreti poteri su detti beni, sia pure per mezzo di terzi detentori, con la consapevolezza della loro appartenenza al compendio ereditario.

Tribunale Venezia, 11/04/2019

Decennio dal beneficio d’inventario

Decennio dal beneficio d’inventario l’erede che, senza la prescritta autorizzazione, abbia permutato con un’altra arma i fucili che appartenevano al de cuius.

Tribunale di Venezia, 11/04/2019

Causa di decadenza dal beneficio di inventario

In tema di successioni “mortis causa”, la omissione nell’inventario di beni appartenenti all’eredità, non soltanto totale, ma anche parziale, è sanzionata con la decadenza dal beneficio d’inventario ai sensi dell’art. 494 c.c., e tanto non solo risulta dall’interpretazione letterale della disposizione in esame, che fa riferimento all’omissione di “beni appartenenti all’eredità” e non quindi all’integrale patrimonio costituito dall’asse ereditario, ma è pure conforme alle finalità della redazione dell’inventario, per le quali una qualsiasi omissione parziale nell’indicazione di beni ereditari è idonea a ledere i diritti dei creditori del defunto.

Cassazione civile sez. II, 23/07/2007, n.16195

Domanda di accertamento della qualità di erede

Secondo l’art. 386 c.p.c. la giurisdizione si determina attraverso l’oggetto della domanda, e questo, secondo il criterio stabilito dall’art. 5 dello stesso codice, non può riferirsi se non alla domanda introduttiva come originariamente formulata.

Alla stregua di questo principio, deve ritenersi che la controversia avente ad oggetto la domanda di accertamento della qualità di erede beneficiato e quella tendente ad ottenere la disapplicazione della iscrizione a ruolo dei tributi dovuti dal “de cuius”, effettuata sul presupposto dell’intervenuta decadenza dell’erede dal beneficio d’inventario, – ancorché, nel corso del giudizio proposto dinanzi al giudice ordinario, sia intervenuta, sulla contestazione della iscrizione a ruolo, pronuncia definitiva del giudice tributario e nonostante la assoluta estraneità al sistema della disapplicazione di atti impositivi o di riscossione – si esaurisca nella richiesta di una dichiarazione d’invalidità e/o inefficacia dell’atto in questione, ricalcando, nella connessione delle sue componenti, il modello dell’azione dinanzi alle commissioni tributarie.

Ne deriva che tale controversia appartiene alla giurisdizione di dette commissioni e non a quella del giudice ordinario.

Cassazione civile sez. un., 06/07/2000, n.467

Decadenza del beneficio d’inventario: quando avviene?

La decadenza del beneficio d’inventario conseguente alla mancata osservanza da parte del chiamato nel possesso dei beni ereditari delle disposizioni dettate dall’art. 485 c.c., non può trovare applicazione nella ipotesi in cui il successibile sia un minore, posto che la sua decadenza dal beneficio può avvenire solo in applicazione della normativa di cui all’art. 489 c.c., nel quadro della quale la verificazione di siffatta decadenza va senz’altro esclusa tutte le volte che l’accettazione beneficiata e l’inventario siano stati eseguiti prima del raggiungimento della maggiore età anche senza l’osservanza del termine di cui all’art. 485 c.c.

Cassazione civile sez. II, 28/08/1993, n.9142

Successione ereditaria di minore

In tema di successione ereditaria di minore, l’art. 489 c.c., il quale prevede la decadenza dal beneficio d’inventario solo al compimento di un anno dalla maggiore età, comporta che, entro tale termine, il minore stesso non acquista la qualità di un erede puro e semplice ma resta nella veste di chiamato all’eredità, qualora il suo legale rappresentante, dopo aver accettato con beneficio, non abbia provveduto alla redazione dell’inventario nel tempo prescritto dall’art. 485 c.c.

Pertanto, ove la successione riguardi la partecipazione ad una società di persone, deve escludersi che il fallimento della società, dichiarato in pendenza del suddetto termine, possa implicare il fallimento del minore in qualità di socio, senza che rilevi il verificarsi dell’indicata decadenza in epoca posteriore, nè il compimento, da parte del legale rappresentante, di atti di gestione della impresa durante la procedura di accettazione dell’eredità.

Cassazione civile sez. I, 11/07/1988, n.4561

Decadenza del beneficio d’inventario della persona giuridica

La mancanza dell’autorizzazione governativa, comporta ai sensi dell’art. 17 c.c. l’inefficacia dell’accettazione dell’eredità che sia stata effettuata con beneficio d’inventario dalla persona giuridica istituita erede con la conseguenza che, in mancanza di una accettazione dell’eredità antecedente all’inventario, non può verificarsi a norma dell’art. 487, comma 2, c.c., la decadenza del detto ente dal beneficio d’inventario per mancato compimento delle operazioni nei tre mesi dalla dichiarazione e così con la conseguente accettazione pura e semplice preclusa alle persone giuridiche, una sua incapacità a succedere nella devoluta eredità.

Cassazione civile sez. II, 20/02/1988, n.1781

Decadenza dell’erede dal beneficio d’inventario

L’inventario redatto a seguito di disposizione dell’autorità giudiziaria costituisce documento idoneo a superare la presunzione di esistenza nell’attivo ereditario di gioielli, denaro e mobilia di cui all’art. 31 r.d. 30 dicembre 1923 n. 3270, anche nel caso di decadenza dell’erede dal beneficio d’inventario.

Comm. trib. centr. sez. XIV, 01/06/1987, n.4305

Decadenza dell’eredità con beneficio d’inventario: l’accertamento incidentale

In tema di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, la decadenza da quest’ultimo può essere oggetto di accertamento incidentale ex art. 34 c.p.c. (e quindi senza autorità di giudicato) nel giudizio in cui il creditore del “de cuius” agisca nei confronti dell’erede per l’integrale soddisfacimento della propria pretesa creditoria e quest’ultimo eccepisca la limitazione della sua responsabilità patrimoniale intra vires hereditatis allegando l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario.

Cassazione civile sez. lav., 02/03/1987, n.2198

Incapacità della persona giuridica a succedere nell’eredità devoluta

I termini di decadenza previsti dagli art. 485 e 487 c.c. in caso di omesso compimento dell’inventario nei termini si applicano anche nei confronti delle persone giuridiche. Alla decadenza dal beneficio d’inventario consegue l’incapacità della persona giuridica a succedere nell’eredità devoluta.

Cassazione civile sez. II, 08/05/1979, n.2617



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3 Commenti

  1. Salve. vorrei sciogliere un mio dubbio. Se gli eredi omettono di segnalare nell’inventario dell’asse ereditario un conto corrente del morto decadono dal beneficio di inventario?

    1. Dal beneficio d’inventario decade l’erede che ha omesso in mala fede di denunziare nell’inventario beni appartenenti all’eredità, o che ha denunziato in mala fede, nell’inventario stesso, passività non esistenti [1]. Per consolidata giurisprudenza, in applicazione della norma sopracitata, si è disposto che in tema di successioni mortis causa, la omissione nell’inventario di beni appartenenti all’eredità, non soltanto totale, ma anche parziale, è sanzionata con la decadenza dal beneficio d’inventario, e tanto non solo risulta dall’interpretazione letterale della disposizione in esame, che fa riferimento all’omissione di beni appartenenti all’eredità e non, quindi, all’integrale patrimonio costituito dall’asse ereditario, ma è pure conforme alle finalità della redazione dell’inventario, per le quali una qualsiasi omissione parziale nell’indicazione di beni ereditari è idonea a ledere i diritti dei creditori del defunto [2]. Pertanto, facendo riferimento al caso di specie, l’omissione di un conto corrente intestato al de cuius può ritenersi elemento idoneo per richiedere la decadenza dal beneficio d’inventario. Tuttavia, la mala fede – comportamento di chi pregiudica consapevolmente gli interessi altrui – è un elemento imprescindibile e va dimostrata dal creditore che intende chiedere la decadenza.

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