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Pensione anticipata contributiva: computo gestione separata

23 Novembre 2019
Pensione anticipata contributiva: computo gestione separata

Sono nata nel 1961,ho versato 15 anni e 11 mesi di contributi: sette anni e mezzo come commerciante e dipendente dal 1985 al 1993 e altrettanti contributi volontari autorizzati nel settembre 1993 e versati dal 2001 al 2008 (per raggiungere, in base alla precedente normativa,la pensione a 57 anni con l’opzione contributiva).
E’ cambiata la normativa : la legge Fornero stabilisce nuovi requisiti d’età e, come contribuzione “mista” ( da lavoro sia autonomo che dipendente), non mi consente di accedere alla pensione di vecchiaia in quanto non ho versato 20 anni di contributi. Per avere la pensione anticipata a 64 anni dovrei esercitare la facoltà di computo facendo confluire tutti i miei contributi pregressi nella gestione Separata Inps ottenendo così un’unica pensione col metodo contributivo.Per fare ciò è necessario avere almeno un mese di contributi versati.
Cercando poi informazioni in rete ho trovato ad esempio, che, per il lavoratore autonomo occasionale, vi è l’obbligo di iscrizione alla gestione Separata da 5mila euro di ricavi all’anno in su (e il pagamento dei contributi viene calcolato sull’importo eccedente).
Da ciò mi sono domandata se per importi inferiori a 5mila euro ci sia la facoltà di iscriversi alla gestione Separata e calcolare i contributi anche su importi inferiori.
Dal momento che non ho la possibilità di richiedere indietro almeno i contributi volontari versati sulla base di una norma sorpassata, vorrei “consolidare”, se possibile, il diritto alla pensione a 64 anni e quindi Le chiedo qual’è la tipologia del lavoro/ l’importo minimo annuo che permette di maturare un mese di contributi, con il solo obiettivo di aprire la posizione presso la gestione Separata per esercitare la facoltà di computo?

In base alla normativa attuale, per ottenere la pensione anticipata contributiva a 64 anni presso la gestione separata, se non si è iscritti alla previdenza obbligatoria dal 1996 in poi (e quindi si è già di per sé assoggettati alla pensione anticipata contributiva) occorre non più la semplice opzione contributiva (per lo meno, per come l’Inps ha interpretato la normativa, anche se la questione è oggetto di discussioni), ma il computo presso la gestione Separata. Attraverso il computo, tutta la contribuzione presente presso le gestioni amministrate dall’Inps confluisce nella gestione Separata, e viene sottoposta al calcolo contributivo della pensione.
Per richiedere il computo è necessario:
• possedere almeno 15 anni di contributi;
• possedere almeno un contributo e meno di 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995;
• possedere almeno 5 anni di contributi dal 1° gennaio 1996;
• possedere almeno 1 mese di contributi presso la gestione separata Inps.

I requisiti per la pensione anticipata contributiva sono invece:
• almeno 64 anni di età;
• almeno 20 anni di contributi;
• una pensione almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale, cioè, per il 2019, almeno pari a 1.282,37 euro mensili.

Lei, ad oggi, possiede i requisiti per il computo, ma non quelli per la pensione anticipata contributiva presso la gestione separata: dovrebbe versare almeno 4 anni e 1 mese di contribuzione, ed accertarsi riguardo all’importo del futuro assegno spettante.
Perché presso la gestione separata sia riconosciuto un anno intero di contributi, è necessario un reddito almeno pari a 15.878 euro (valore 2019). Attenzione, però: se l’annualità è lavorata come autonomo occasionale, essendovi una soglia di esenzione annuale pari a 5mila euro, occorrerebbe un reddito pari a 20.878 euro.
I contributi dovuti sarebbero pari a 5.435,04 euro, di cui 1/3 a carico Suo e 2/3 a carico del committente (l’aliquota è del 34,23%).
Bisogna comunque osservare che è difficile raggiungere un simile reddito con un’attività meramente occasionale, e che la saltuarietà dell’attività sarebbe probabilmente contestata in caso di verifiche, ispezioni o contenzioso.
Se Lei invece desidera iscriversi come lavoratrice autonoma occasionale ai soli fini dell’accredito di un mese di contribuzione presso la gestione Separata, e intende versare la contribuzione mancante sino al raggiungimento dei 20 anni presso altre casse, dovrebbe comunque superare 5mila euro annui di reddito, in misura almeno pari al reddito mensile, ossia, per il 2019, a 1323,17 euro. Occorrerebbe dunque un reddito minimo di 6323,17 euro. La contribuzione mensile dovuta sarebbe pari a 452,92 euro, di cui 1/3 a carico Suo e 2/3 a carico del committente.
I valori sono gli stessi nel caso in cui Lei si iscriva presso la gestione separata come lavoratrice parasubordinata/collaboratrice, senza però la soglia di esenzione di 5mila euro annui.
Nell’ipotesi in cui Lei desideri iscriversi presso la gestione separata come libera professionista- lavoro autonomo non occasionale/con partita Iva, pagherebbe il 25,72% di contribuzione. Per ottenere l’accredito di un anno di contributi, il reddito minimo sarebbe pari a 15.878 euro, ugualmente, e la contribuzione dovuta a 4.083,82 euro. L’accredito di un mese di contribuzione come libera professionista vale dunque 340,32 euro.

Attraverso il computo presso la gestione separata, quindi versando almeno un mese di contribuzione presso la gestione, non ci sono comunque problemi al raggiungimento della pensione di vecchiaia a 71 anni di età, con un minimo di cinque anni di contributi. In questo caso non sarebbe necessario il versamento di contributi volontari.

Articolo tratto da una consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci, consulente del lavoro.



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