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Lo sai che? Incidenti: la dichiarazione nel Cid non è prova nei confronti del responsabile

Lo sai che? Pubblicato il 19 luglio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 luglio 2013

Se il CID non è sottoscritto dalla compagnia assicuratrice non ha valore legale e va considerata la conclusione del Ctu

La confessione dichiarata nel CID dal responsabile dell’incidente non fa prova neanche nei suoi confronti. Per cui, sia l’assicurazione che il giudice sono liberi di non tenerne conto. Facile sarebbe, altrimenti, far risultare come esistenti dei sinistri invece fasulli.

Questo principio, ormai stabile in giurisprudenza, è stato ripreso ieri dalla Cassazione [1].

Secondo la Corte, infatti, il CID non è un documento che firma l’assicurazione e pertanto non vincola quest’ultima. Né, tantomeno, può vincolare il giudice, che è quindi libero di verificare – in base alle prove risultate del giudizio (o anche attraverso una consulenza tecnica d’ufficio) – una dinamica effettiva dell’incidente, diversa da quella risultante nel modulo di costatazione amichevole.

La Cassazione, in particolare, ha affermato che la dichiarazione confessoria, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro (cosiddetto CID), resa dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti di quest’ultimo, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice.

Il giudice, in buona sostanza, è libero di ritenere che il sinistro si sia verificato con modalità diverse rispetto a quelle esposte nel modulo CID.

La vicenda

Nel caso di specie, il proprietario di un furgone aveva dedotto che, a causa di un tamponamento subito da un’auto che gli sopraggiungeva da dietro, era andato a collidere contro un muretto, con conseguenti danni al mezzo e alla persona. Il giudice, dopo aver verificato l’esistenza di un urto sul paraurti posteriori, ha riconosciuto il risarcimento del danno derivante solo da tale primo sconto e non quello per il successivo scontro con il muro, ritenuto quest’ultimo, dal consulente tecnico, inverosimile.

note

[1] Cass. sent. n. 17571 del 18.07.2013.


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