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Bonus disoccupati

20 Novembre 2019
Bonus disoccupati

Lo Stato cerca di favorire il reinserimento lavorativo di chi ha perso il lavoro anche attraverso lo strumento dell’incentivo a chi assume.

Non è facile muoversi nella fitta trama di misure fiscali, esoneri contributivi ed altre forme di premialità previste nel nostro ordinamento per le aziende che assumono del nuovo personale. Nel corso del tempo, infatti, si sono andate a sedimentare misure nuove, con presupposti e criteri sempre differenti e un riordino di questo settore appare necessario e utile a fare chiarezza.

In questo quadro, spesso sfugge che è ancora possibile per le aziende usufruire del Bonus disoccupati che venne istituito insieme alla cosiddetta Aspi, ossia l’indennità di disoccupazione introdotta nell’ambito della riforma Fornero.

È evidente che se un disoccupato che percepisce l’indennità di disoccupazione trova un nuovo lavoro, per l’Inps c’è un risparmio di spesa. Infatti, il reimpiego fa venire meno il diritto all’indennità di disoccupazione. Per questo, lo Stato ha deciso di mettere a disposizione delle imprese che assumono i disoccupati una parte di questo risparmio.

Bonus disoccupati: cos’è?

A partire dal 2013, la legge [1] prevede un incentivo per favorire la ricollocazione lavorativa di soggetti privi di occupazione e beneficiari dell’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI).

In particolare, la norma prevede che al datore di lavoro che, senza esservi tenuto, assuma a tempo pieno e indeterminato lavoratori che fruiscono dell’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI) è concesso, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore, un contributo mensile pari al cinquanta per cento dell’indennità mensile residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore.

La norma precisa che il diritto a tali benefici economici è escluso con riferimento a quei lavoratori che siano stati licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un’impresa dello stesso o diverso settore di attività che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa che assume, ovvero risulti con quest’ultima in rapporto di collegamento o controllo.

In sostanza, la legge vuole evitare che un’impresa licenzi un dipendente per poi riassumerlo (direttamente o indirettamente) e fruire del beneficio.

A tal fine, l’impresa che assume dichiara, sotto la propria responsabilità, all’atto della richiesta di avviamento, che non ricorrono le sopramenzionate condizioni ostative alla fruzione del Bonus disoccupati.

Con questo Bonus, lo Stato spinge le aziende ad assumere disoccupati che percepiscono la disoccupazione, erogando loro un contributo.

Bonus disoccupati: si applica anche con la Naspi?

Come abbiamo visto, il Bonus disoccupati è stato introdotto con riferimento all’assunzione di disoccupati percettori dell’Aspi, ossia l’indennità di disoccupazione introdotta dalla riforma Fornero.

Nel 2015, tuttavia, la legge [2] ha introdotto una nuova tipologia di indennità di disoccupazione, la Naspi (Nuova assicurazione per l’impiego).

Ci si è, dunque, chiesti se il Bonus disoccupati spettasse anche alle aziende che assumono soggetti disoccupati che percepiscono la Naspi. A questo quesito ha risposto l’Inps [3] affermando che, stante il rinvio operato dalla normativa sulla Naspi alle norme in materia di ASpI, continua a trovare applicazione il particolare beneficio contributivo in favore dei datori di lavoro che assumono/trasformano, con contratto a tempo pieno e indeterminato, lavoratori in godimento dell’indennità NASpI (ex ASpI).

In questo messaggio, l’Inps ha ribadito che, con riferimento agli aspetti generali (normativi e procedurali) di tale bonus, continua a valere quanto affermato dall’Inps con una circolare esplicativa relativa al Bonus disoccupati [4].

Bonus disoccupati: come funziona?

Chiarito che il Bonus disoccupati si applica ancora oggi per chi assume disoccupati in Naspi, vediamo a chi spetta tale incentivo, le condizioni per ottenerlo, il cumulo con altri benefici.

Per quanto concerne i destinatari Bonus disoccupati, il beneficio è riferito alle assunzioni a tempo pieno e indeterminato di soggetti in godimento della Naspi. L’Inps ha chiarito che la misura potrà riferirsi anche a lavoratori che hanno inoltrato istanza di concessione della Naspi ma non l’abbiano ancora percepita.

Il Bonus non spetta solo in caso di assunzione a tempo indeterminato, ma anche in caso di trasformazione a tempo pieno e indeterminato di un rapporto a termine già instaurato con un lavoratore, titolare di indennità Naspi, cui, sia stata sospesa la corresponsione della prestazione in conseguenza della sua occupazione a tempo determinato.

Per quanto concerne i beneficiari Bonus disoccupati, possono accedere alla nuova misura incentivante tutti i datori di lavoro, comprese le cooperative che instaurano con soci lavoratori un rapporto di lavoro in forma subordinata, nonché le imprese di somministrazione di lavoro con riferimento ai lavoratori assunti a scopo di somministrazione.

Per quanto riguarda l’oggetto del beneficio, il Bonus è pari al 50% dell’importo dell’indennità residua Naspi cui il lavoratore avrebbe avuto titolo se non fosse stato assunto. L’importo viene corrisposto sotto forma di contributo mensile e spetta solamente per i periodi di effettiva erogazione della retribuzione al lavoratore. Se il lavoratore è stato retribuito per tutto il mese, il contributo compete in misura intera.

In presenza di giornate non retribuite (per eventi quali, ad es., astensione dal lavoro per sciopero, malattia, maternità, ecc.), invece, l’importo mensile dovrà essere diviso per i giorni di calendario del mese da considerare e il quoziente così ottenuto, moltiplicato per il numero di giornate non retribuite, dovrà essere detratto dal contributo riferito allo stesso mese. Sono considerate retribuite anche le giornate in cui si è in presenza di emolumenti ridotti.

Esiste, comunque, un tetto massimo Bonus disoccupati. Infatti, il Bonus non potrà comunque essere superiore all’importo della retribuzione erogata al lavoratore interessato nel corrispondente mese dell’anno, comprendendovi anche le eventuali competenze ultramensili calcolate pro quota.

Il Bonus, inoltre, non può superare la durata dell’indennità Naspi che sarebbe ancora spettata al lavoratore che viene assunto, durata da determinarsi con riferimento alla decorrenza iniziale dell’indennità stessa.

Per quanto concerne il cumulo con altri incentivi, l’Inps ha chiarito che il Bonus disoccupati è cumulabile con le agevolazioni contributive eventualmente spettanti in forza della normativa vigente. La cumulabilità, invece, non si estende ad altre tipologie di aiuti di tipo finanziario.

Per accedere al Bonus, deve essere rispettata la disciplina comunitaria in materia di aiuti all’occupazione. Conseguentemente, secondo gli orientamenti espressi dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la concessione del beneficio è subordinata alla disciplina comunitaria degli aiuti “de minimis”. Questa normativa prevede che non si possano concedere a soggetti privati benefici economici superiori ad un certo tetto.

Bonus disoccupati: come ottenerlo

Per accedere al Bonus disoccupati, i datori di lavoro devono trasmettere alla sede presso la quale assolvono i propri obblighi contributivi una specifica dichiarazione di responsabilità secondo il form allegato alla circolare Inps sul Bonus disoccupati.

La trasmissione del modulo può avvenire online, tramite la funzionalità “contatti” del cassetto previdenziale aziende, selezionando nel campo “oggetto” la relativa casella dedicata al Bonus disoccupati.

La sede Inps alla quale è stata inoltrata la richiesta provvederà alla definizione della stessa, accertando i dati utili per determinare diritto e durata del contributo in questione. L’avvenuta ammissione al beneficio sarà resa nota attraverso una comunicazione da inoltrare all’azienda secondo i consueti canali e all’intermediario autorizzato, utilizzando la funzionalità “contatti” del cassetto previdenziale aziende.

Alla comunicazione sarà allegato un prospetto con il piano di fruizione della misura mensile massima dell’incentivo.

Naspi: a chi spetta

Il Bonus disoccupati, come abbiamo visto, spetta alle aziende che assumono soggetti disoccupati che percepiscono la Naspi.

Ma a chi spetta la Naspi? La Naspi è la nuova indennità di disoccupazione che è stata introdotta nel 2015. La Naspi spetta a tutti i lavoratori che perdono involontariamente il lavoro.

I principali requisiti sono:

  • stato di disoccupazione involontario: la Naspi non spetta a quei lavoratori che si dimettono in modo volontario dal posto di lavoro ma solo a chi perde il lavoro contro la sua volontà. Ne consegue che la Naspi spetta solo in caso di licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta in determinate condizioni;
  • requisito lavorativo: il lavoratore deve avere cumulato almeno 30 giornate di lavoro effettivo nell’arco dei dodici mesi precedenti alla data di cessazione del rapporto di lavoro. I periodi di malattia ed infortunio sono neutri e comportano un ampliamento del periodo di osservazione del requisito;
  • requisito contributivo: il lavoratore deve avere cumulato almeno 13 settimane di contribuzione previdenziale nell’arco dei quattro anni precedenti alla data di cessazione del rapporto di lavoro;
  • presentazione della domanda: la Naspi non viene erogata in automatico quando si perde il lavoro ma deve essere richiesta con una apposita domanda che va presentata all’Inps entro sessantotto giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro;
  • assenza di reddito: se il lavoratore che fruisce della Naspi trova un nuovo lavoro, l’indennità potrebbe essere revocata qualora il nuovo lavoro produca un reddito superiore a determinate soglie che variano a seconda della natura autonoma o subordinata del nuovo impiego;
  • patto di servizio: per accedere alla Naspi, il disoccupato deve dichiarare ai servizi per l’impiego la propria immediata disponibilità al lavoro (Did) e firmare un patto di servizio con il quale si impegna a partecipare attivamente alla ricerca di un nuovo lavoro.

note

[1] Art. 7 co. 5 D.L. 76/2013.

[2] D. Lgs. n. 22/2015.

[3] Messaggio Inps 30/06/2015 n. 4441.

[4] Circolare Inps n. 175/2013.


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