È corsa ai contanti: la gente ha paura

20 Novembre 2019
È corsa ai contanti: la gente ha paura

Il conto corrente è diventato, più che uno strumento d’appoggio per le operazioni ordinarie, quello che un tempo era il materasso dove un’enorme massa di denaro giace immobilizzata anno dopo anno in attesa di maggiore certezza politica, economica e monetaria. 

«L’Europa in un mare di liquidità»: così titola stamattina Il Sole 24 Ore in un articolo che apre il quotidiano e spiega quali preoccupazioni spingono le persone a non immobilizzare più i propri risparmi. Sale il bisogno di sicurezza e, con esso, il vecchio materasso ritorna di moda. Così, dal 2005 ad oggi, la liquidità parcheggiata in banca è raddoppiata, superando ormai i 10mila miliardi: una somma superiore ai due terzi del Pil.

Addio investimenti ed immobilizzazioni: è corsa ai contanti. La gente ha paura delle crisi economiche, delle incertezze politiche, della stessa Europa. Ragion per cui è sempre meglio avere il classico conto corrente come salvagente in caso di necessità. 

La Germania è prima con 2.970 miliardi, davanti a Francia (2.203) e Italia (1.429). 

La sbandierata povertà del nostro Paese è, evidentemente, solo a livello statale: le famiglie, invece, sono terze in Europa per quantitativo di denaro depositato presso i forzieri delle banche, le seconde per numero di immobili di proprietà. 

Secondo una pubblicazione congiunta Banca d’Italia-Istat dal titolo «La ricchezza delle famiglie e delle società non finanziarie», diffusa nello scorso mese di maggio, anche se la nostra economia è tra le peggiori d’Europa, anche se il nostro Stato ha così tanti debiti da non poter pagare gli interessi, anche se gli stipendi sono fermi dalla fine degli anni ’90 e il Pil lotta costantemente contro la recessione, la ricchezza delle famiglie italiane – quella non ufficiale, si intende – supera quella delle famiglie tedesche, francesi e inglesi. 

Ci sono 98 miliardi in circolazione in più dal 2017. Sempre secondo l’Istat, oltre l’80% degli italiani vive in casa di proprietà.  

La predisposizione a conservare i soldi “sotto il materasso” non sembra essere un’attitudine esclusivamente italiana: secondo l’European banking authority, i depositi sui conti correnti o fondi liquidità nelle banche dell’Eurozona (sommando famiglie e imprese) hanno superato per la prima volta la soglia dei 10mila miliardi di euro. In altri termini, è ferma in banca senza alcuna direzione una somma superiore ai due terzi del Pil. Solo in Italia i depositi a vista ora superano i 1.400 miliardi, pari a circa l’80% del Pil. 

Dal 2005, la montagna di contanti è raddoppiata nonostante la consapevolezza che tener fermo il denaro ha un costo. Si pensi all’erosione del potere d’acquisto che arriva con l’inflazione, il 30% dal 2000. 

«È evidente che nel tempo è aumentato il bisogno di sicurezza e molti risparmiatori, non solo italiani, hanno trovato via via la risposta nel conto corrente – spiega Andrea Iannelli, direttore degli investimenti per l’obbligazionario di Fidelity international intervistato da Il Sole 24 Ore -. Ma i numeri indicano che i costi di questa sicurezza sono elevatissimi. Basti pensare che, dal 2000 ad oggi, l’Eurozona ha generato un’inflazione del 30%. Quindi, chi non ha mosso da allora i soldi dal conto corrente, solo per effetto dell’erosione del potere d’acquisto, ha subito una perdita del 30%. Senza considerare il costo opportunità, rappresentato dall’aver perso il treno dei rendimenti che, nel frattempo, tanto il mercato obbligazionario quanto quello azionario, entrambi a doppia cifra, hanno generato. Sommando inflazione e costo opportunità del “mancato investimento” il costo del parcheggio della liquidità è quindi elevatissimo».

I vecchi punti di riferimento per i risparmiatori (titoli di Stato) sono venuti a mancare. «Una recente indagine Eurisko indica che la priorità degli italiani per un investimento è cambiata, conclude Iannelli. Se in passato l’obiettivo primario era ottenere un rendimento elevato, adesso la parola d’ordine è diventata “sicurezza”». E cos’è più sicuro del vecchio, caro conto in banca?



5 Commenti

  1. Gli italiani non sono stupidi: stiano attente le banche che fra un po di tempo si troveranno senza soldi. Attento governo, fra un mese o 2 o anche prima andrai a casa.

  2. meglio sul conto corrente o nascosti in qualche desueto recodito posto in casa…che in mano ai truffatori speculatori…me li magno: questo è il miglio investimento…foderare la casa di contanti prima che le SARDINE ci mettano le squame sopra come ha intenzione di fare il “Conte”…Sono Conti che non contano, siamo in REPUBBLICA, non il giornalacCIA…i angue tarato di blu non se li CAGA nessuno…Se dev’esserre FASCIO, FASCIO sia ! Almeno è dittatura palese non nascosta ! Ve lo dico da Comunista TRADITA.

  3. Meglio del conto corrente (che costa) il mattone…nel senso di pavimento di casa….sotto il pavimento. le banche falliscono o fanno finta di fallire e la gente si ritrova con un pugno di mosche in mano. Meglio sotto il pavimento… e sei poi arriva il terremoto? Eh..vabbé…ma allora sono proprio jellato! Il mercato borsistico è un meccanismo creato per fregare soldi a chi ne ha pochi a vantaggio di chi ne ha molti. L’ho capito troppo tardi (ma ancora in tempo, visto che sono vivo).

  4. Il problema è che poi, i soldi piastrellati, dovranno essere spesi ed è li che ci aspetta il fisco perché se vede uno sbilanciamento tra entrate e uscite, queste ultime fatte con i contanti sono mazzate. PURTROPPO.
    Riescono a controllare anche quanta carta igienica consumiamo con l’aiuto delle tessere dei supermercati.

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