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Quale tipo di testamento conviene fare per l’eredità

20 Novembre 2019
Quale tipo di testamento conviene fare per l’eredità

Il testamento pubblico, in base alle disposizioni del Codice civile, impone alcune formalità particolarmente rigorose. È necessaria, obbligatoriamente, la presenza del notaio. Il testamento olografo non ha costi.

Se non sei superstizioso, ogni momento della tua vita è buono per fare testamento. Probabilmente, sarai abituato a pensare al testamento come a quell’atto che si redige nel segreto della propria stanza e che, dopo aver sigillato, si consegna a qualche amico o parente affinché lo apra al momento giusto.

Tuttavia, devi sapere che esistono diverse forme di testamento, non solo una. Non si può stabilire, in via generale, quale tipo di testamento conviene fare per l’eredità: tutto dipende dalle tue disponibilità economiche e dal rischio che vuoi assumerti.

In questo articolo, voglio spiegarti innanzitutto quali forme di testamento prevede la legge e quale di queste può essere più adatta alle tue necessità. Ma procediamo con ordine.

Le tre forme di testamento

Esistono sostanzialmente tre tipi di testamento. Il testamento olografo è quello più conosciuto: si tratta del testamento “fatto in casa”, senza l’assistenza di un pubblico ufficiale, senza costi ma senza neanche le garanzie di genuinità e di conservazione dell’atto che, pertanto, può essere più facilmente contestabile. Poi, c’è il testamento pubblico, che invece è quello redatto davanti a un notaio e da questi conservato fino a quando non decede l’interessato; nel qual caso, sarà il pubblico ufficiale a convocare gli eredi per comunicare loro le ultime volontà del defunto. Infine, c’è il testamento segreto, che è quello redatto di proprio pugno ma poi consegnato, in busta chiusa, a un notaio affinché lo custodisca.

Ognuno di questi testamenti presenta dei vantaggi e degli svantaggi. Cerchiamo di valutarli insieme e di scoprire quale tipo di testamento conviene fare per l’eredità 

Cos’è il testamento pubblico?

Il testamento pubblico è ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni. I testimoni devono essere maggiorenni, capaci d’agire, cittadini italiani o stranieri residenti in Italia e non devono essere interessati nell’atto.

Non possono fare da testimoni i non vedenti, gli audiolesi, i portatori di handicap relativo alla facoltà di parlare, tutti i parenti in linea retta e in linea collaterale fino al 3° grado, gli affini e il coniuge del notaio e del testatore, e coloro i quali non sanno o non vogliono firmare.

Il testatore dichiara al notaio quali sono le sue disposizioni e quest’ultimo deve provvedere a che vengano messe per iscritto. Non è necessario, ovviamente, che l’atto sia redatto di pugno del notaio stesso. In nessun caso, il notaio può modificare o completare le ultime volontà del testatore. Il notaio si deve limitare a fornire chiarimenti o spiegazioni sulle conseguenze pratiche e giuridiche delle disposizioni così come gli sono state esposte, oppure dare suggerimenti su come conseguire un certo risultato (ad esempio dividere l’eredità tra i figli rispettando le quote di legittima di ciascuno di essi).

Una volta redatto il testo del testamento pubblico, il notaio ne dà lettura al testatore e ai testimoni per il consenso finale. Di ciò va dato poi menzione nell’atto.

Il documento deve essere firmato dal notaio, dal testatore e dai testimoni. Il testamento è ugualmente valido se il testatore non sa o non può firmare. In questo caso è sufficiente farne menzione nell’atto, precisando la natura dell’impedimento.

Vantaggi e svantaggi del testamento pubblico

Iniziamo dai vantaggi che comporta il testamento pubblico. Come tutti gli atti pubblici, il testamento redatto davanti al notaio fa pubblica fede fino a querela di falso: ciò significa che il documento fa piena prova per tutto quello che il notaio attesta essere avvenuto in sua presenza nell’esercizio delle sue funzioni.

Un erede corre sempre il rischio di non poter provare la veridicità di un testamento; tuttavia qualora il testamento sia redatto davanti ad un notaio, il rischio non esiste praticamente più. Non solo. La forma pubblica assicura anche la conservazione dell’atto. Fino alla morte del testatore, il notaio conserva il testamento in appositi fascicoli, e lo registra nel repertorio per gli atti di ultima volontà. Un’ulteriore copia dell’atto viene, poi, inviata all’archivio notarile in modo che non vada mai dispersa.

Infine, questa forma permette alle persone analfabete di fare testamento e così pure a tutte quelle che non sono in grado di scrivere a causa di una malattia o di una infermità. Difatti, chi ha la mano tremula o paralizzata non può far scrivere il proprio testamento da un’altra persona o redigerlo al computer per poi limitarsi solo a firmarlo.

Vediamo ora gli inconvenienti. Il testamento pubblico non è gratuito: devono infatti essere corrisposti degli onorari al notaio per l’opera prestata. Se il notaio è tenuto alla discrezione, ovvero al segreto professionale, lo stesso non vale per i testimoni. Niente impedisce ai testimoni indelicati di divulgare il contenuto del documento alle persone interessate. Questo rischio può essere tuttavia eliminato usando una diversa forma di testamento, che è chiamata appunto “testamento segreto“.

Cos’è il testamento olografo?

Il testamento olografo è la forma più semplice e meno costosa con cui un soggetto può disporre dei propri beni. Esso viene redatto dal suo autore su di un foglio di carta e con una normalissima penna. Non può essere scritto al computer e firmato. La grafia deve essere leggibile, ma non diversa da quella solita del suo autore.

I tre requisiti essenziali del testamento olografo sono:

  • la scrittura autografa per intero di mano del testatore (cosiddetta olografia);
  • la data;
  • la firma.

Il vantaggio di tale forma di testamento è, innanzitutto, dato dall’assenza di costi. Ciò lo rende anche un atto facilmente revocabile e sostituibile in qualsiasi momento. In questo modo, tale testamento si adatta perfettamente a chi non ha ancora le idee chiare oppure è molto giovane e ritiene di dover intervenire successivamente sulle proprie volontà.

Gli svantaggi di tale forma di testamento si notano sotto il profilo contenutistico (l’autore normalmente non è un esperto di diritto e pertanto potrebbe non essere in grado di esprimere le ultime volontà in maniera chiara o valida) e sotto il profilo della conservazione del testamento che, non essendo affidata a un notaio, presenta il rischio di smarrimento, distruzione, reperibilità da parte degli eredi e, quindi, soppressione, alterazione, falsificazione da parte di chi lo rinvenga. A tali problemi si può, in parte, ovviare depositando una o più copie del testamento presso persone di propria fiducia. Il testatore, infatti, potrebbe redigere ben più di un testamento olografo – purché tutti con lo stesso contenuto – a patto che i relativi originali siano tutti tra loro uguali.

Cos’è il testamento segreto?

Il testamento segreto è scritto dal testatore o da un terzo e poi consegnato in busta chiusa ad un notaio, affinché custodisca tale scheda testamentaria e la renda pubblica dopo la morte del testatore.

Questo tipo di testamento permette al testatore di tenere celato il contenuto delle sue ultime volontà, avendo però la sicurezza circa la conservazione e la pubblicazione dopo la morte. Tuttavia, presenta gli svantaggi tipici dell’atto scritto in proprio: incertezza sulla scelta delle espressioni da usare, rischio di ambiguità, frasi o concetti atecnici con errori di diritto. Inoltre presenta dei costi dovuti alla presenza del notaio.

Per tali motivi, è scarsamente diffuso nella prassi.



4 Commenti

  1. La revoca del testamento, quando non è espressa (art. 680 c.c.), cioè manifestata con apposita dichiarazione del testatore, deve concretarsi in uno degli atti incompatibili con una precedente disposizione testamentaria, che la legge indica nel testamento posteriore (art. 682 c.c.), nella distruzione del testamento olografo (art. 684 c.c.), nel ritiro del testamento segreto olografico (art. 684 c.c.), nel ritiro del testamento segreto (art. 685 c.c.) e nell’alienazione o trasformazione della cosa legata (art. 686 c.c.). Quest’ultima forma di revoca tacita del testamento si riferisce, però, alle sole disposizioni a titolo particolare e non a quelle a titolo universale, che non sono assoggettabili a revoca con tale mezzo.

  2. L’attestazione del notaio, contenuta nell’atto di ricevimento del testamento segreto, circa lo stato di piena capacità mentale del presentatore della scheda, pur non impedendo ai soggetti interessati di provare il contrario rappresenta tuttavia un fatto da cui è lecito dedurre almeno la mancanza di segni apparenti di incapacità del testatore all’atto della presentazione della scheda.

  3. Il testamento olografo o segreto, che è atto del testatore, è cosa distinta dalla pubblicazione dello stesso, che è atto del notaio, consistente non in una semplice attività materiale ma in un vero e proprio atto pubblico.Pertanto, l’apposizione da parte del notaio di una postilla dattiloscritta al verbale già redatto per pubblicare un testamento olografo e successivamente utilizzato per pubblicarne un secondo dà luogo ad un’ipotesi di falso verbale e di atto espressamente vietato dalla legge.

  4. La pubblicazione del testamento olografo (o di quello segreto) non costituisce elemento di validità nè di efficacia del testamento stesso, ma è necessaria al solo scopo di ottenere, da chi non voglia espressamente consentirvi, l’esecuzione delle disposizioni in esso contenute.

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