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Diritto e Fisco | Articoli

Assegni familiari gestione separata: chiarimenti Inps

20 Novembre 2019 | Autore:
Assegni familiari gestione separata: chiarimenti Inps

L’Inps, con un nuovo messaggio, ha illustrato le regole relative al diritto agli Anf per i professionisti “senza cassa” ed i parasubordinati.

Il contenzioso, in merito al diritto agli assegni familiari per gli iscritti alla gestione Separata Inps, è all’ordine del giorno: per questo motivo, l’istituto ha illustrato, in un recente messaggio [1], le regole relative al diritto agli assegni.

A questo proposito, è bene ricordare che gli assegni familiari, o più precisamente gli Anf, assegni per il nucleo familiare, costituiscono un sostegno economico da parte dell’Inps non solo per i lavoratori dipendenti, ma anche per i parasubordinati e gli autonomi non iscritti presso una cassa professionale (i cosiddetti professionisti senza cassa).

Non tutti gli autonomi ed i parasubordinati iscritti presso la gestione Separata sono però tutelati, ma soltanto coloro che risultano iscritti in via esclusiva e non sono pensionati.

Vediamo allora, in merito agli assegni familiari gestione separata, i chiarimenti Inps, che l’istituto ha fornito assieme a tutte le regole da seguire in merito ai ricorsi amministrativi in materia.

Per quanto concerne il ricorso amministrativo per il diritto agli Anf, la verifica della spettanza degli assegni è volta ad accertare sia il soddisfacimento dei requisiti in capo al lavoratore, che in capo al nucleo familiare. Ma procediamo con ordine.

A chi va presentato il ricorso per il diritto agli Anf gestione Separata?

Il ricorso relativo ad accertare il diritto agli Anf presso la gestione Separata deve essere presentato alla sede Inps di appartenenza, che lo trasmette, attraverso la sede regionale, al Comitato amministratore del fondo, che ha la competenza decisionale.

Come si verifica il diritto agli Anf?

La verifica del diritto agli assegni familiari è finalizzata ad accertare:

  • il soddisfacimento dei requisiti soggettivi, cioè in capo al lavoratore:
    • l’iscrizione esclusiva alla gestione Separata Inps;
    • il versamento dell’aliquota contributiva aggiuntiva dello 0,72%, destinata al finanziamento degli Anf e dell’indennità di maternità;
  • il soddisfacimento dei requisiti oggettivi, previsti dalla legge istitutiva degli assegni [2], che sono relativi al reddito del nucleo familiare e alla composizione del nucleo

Lavoratore già pensionato o iscritto in via non esclusiva alla gestione Separata

Non ha diritto agli Anf presso la gestione Separata il lavoratore già in pensione, in quanto versa un’aliquota complessiva del 24% e non versa l’aliquota aggiuntiva dello 0,72%.

Gli Anf non spettano nemmeno a chi risulta iscritto, oltreché alla gestione Separata, anche ad altre forme obbligatorie di previdenza gestite dall’Inps, in quanto anche in questo caso è dovuta l’aliquota complessiva del 24% e non è dovuta l’aliquota aggiuntiva dello 0,72%. Se il lavoratore svolge più attività, è necessario aver riguardo al versamento dell’aliquota aggiuntiva dello 0,72% per il diritto agli Anf.

Lavoratore che non raggiunge il reddito minimale

La spettanza degli assegni familiari è collegata alla copertura contributiva: perché risultino accreditati 12 mesi di contributi presso la gestione Separata, quindi risulti coperta l’intera annualità, è necessario che il lavoratore versi una contribuzione annua non inferiore a quella calcolata sul minimale di reddito stabilito per gli artigiani ed i commercianti (15.878 euro per il 2019).

Se i contributi sono versati in misura inferiore, i mesi sono ridotti in proporzione alla contribuzione versata e sono accreditati a partire dal mese di gennaio.

Verifica reddito complessivo del nucleo familiare

Per il diritto agli Anf presso la gestione separata, almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo familiare deve derivare da lavoro dipendente, parasubordinato o autonomo (quest’ultimo, relativo alle attività per le quali è richiesta l’iscrizione presso la gestione Separata [3]). Il diritto agli Anf sussiste anche quando il reddito della famiglia deriva per almeno il 70% da lavoro dipendente, ed il reddito derivante da attività per le quali è obbligatoria l’iscrizione presso la gestione Separata sia uguale a zero.

Il periodo di spettanza degli assegni va dal 1° luglio di ciascun anno sino al 30 giugno dell’anno successivo: il reddito da considerare è quello conseguito dal nucleo familiare nell’anno che precede la prima annualità del periodo di spettanza (ad esempio, per il periodo che va dal 1° luglio 2019 al 30 giugno 2020, si considerano i redditi 2018).

È bene ricordare che il reddito complessivo del nucleo familiare è dato dalla somma dei singoli redditi di ciascun componente del nucleo familiare.

Il reddito complessivo deve essere inoltre inferiore ai limiti stabiliti ogni anno per la spettanza degli Anf.

note

[1] Inps mess. 4230/2019.

[2] L. 153/1988.

[3] Art.2 Co.26 L. 335/1995.


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