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Prestazione d’opera intellettuale: ultime sentenze

13 Dicembre 2019
Prestazione d’opera intellettuale: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: contratto di prestazione d’opera intellettuale; conferimento dell’incarico e adempimento dello stesso; onere probatorio incombente sul professionista; diritto al compenso per il lavoro svolto; prescrizione presuntiva triennale del diritto dei professionisti per il compenso.

Compenso per prestazione d’opera intellettuale

Nel contratto di prestazione d’opera intellettuale, come nelle altre ipotesi di lavoro autonomo, l’onerosità è elemento normale, anche se non essenziale, sicché, per esigere il pagamento, il professionista deve provare il conferimento dell’incarico e l’adempimento dello stesso, e non anche la pattuizione di un corrispettivo, mentre è onere del committente dimostrare l’eventuale accordo sulla gratuità della prestazione.

Tribunale Ancona sez. I, 08/02/2019, n.253

Progettazione di un edificio

Il contratto di prestazione d’opera intellettuale, in base al quale sia stato progettato un edificio in tutto o in parte non conforme alla vigente disciplina edilizia, non è di per sé nullo per contrasto con le norme imperative e con l’ordine pubblico, e neanche per impossibilità dell’oggetto, essendo la prestazione a cui è contrattualmente vincolato il progettista eseguibile anche dal punto di vista giuridico.

Deve, infatti, reputarsi che poiché il professionista che si obbliga alla redazione di un progetto edilizio deve usare la diligenza del buon padre di famiglia nel porre in essere tutte le attività finalizzate ad ottenere il provvedimento amministrativo che consenta la legittima esecuzione dell’opera che ne costituisce oggetto, ivi compresa la presentazione della documentazione richiesta dal Comune ai fini del rilascio della concessione edilizia, così che il mancato rispetto di tale canone può determinare la responsabilità per inadempimento.

Cassazione civile sez. VI, 11/01/2019, n.562

Accertamento della sussistenza del rapporto di prestazione d’opera intellettuale

In tema di prestazione d’opera intellettuale ex art. 2230 c.c., la sussistenza del rapporto di prestazione d’opera non postula necessariamente una prova scritta dell’incarico, potendo il giudice accertare la sussistenza dello stesso per via delle presunzioni ex art. 2729 c.c.

Corte appello Milano sez. II, 22/10/2018, n.4573

Contratto d’opera intellettuale: recesso

La previsione della facoltà di recesso “ad nutum” del cliente nel contratto di prestazione d’opera intellettuale, quale contemplata dall’art. 2237, comma 1, c.c., non ha carattere inderogabile e, quindi, è possibile che, per particolari esigenze delle parti, sia esclusa una tale facoltà di recesso fino al termine del rapporto, ragion per cui anche l’apposizione di un termine ad un rapporto di collaborazione professionale continuativa può essere sufficiente ad integrare la deroga convenzionale alla suddetta facoltà di recesso così come disciplinata dalla legge, senza che a tal fine sia propriamente necessario pervenire alla conclusione di un patto specifico ed espresso.

Cassazione civile sez. lav., 07/09/2018, n.21904

L’inadempimento del professionista 

In materia di responsabilità professionale il professionista deve comportarsi secondo le comuni regole di correttezza e di diligenza. In particolare, per quanto attiene alla diligenza, l’art. 1176, comma 2, c.c. ne qualifica il contenuto allorché si tratti di valutare il comportamento del professionista, la cui diligenza deve essere conforme alla natura dell’attività professionale da svolgere, con la conseguenza che al rapporto scaturente dal contratto di prestazione d’opera intellettuale debbono essere applicate, in linea generale (e salvo quanto previsto dalla specifica normativa dettata per tale tipo di rapporto), le norme che determinano le conseguenze dell’inadempimento (art. 1218 c.c.) e che consentono di operare la definizione di inadempimento nel quadro della attuazione del rapporto.

Il regime di responsabilità del professionista (la cd. colpa professionale) è sempre il medesimo, per cui, l’inadempimento, oltre che totale o dovuto a incuria o disattenzione, consiste generalmente nell’imperizia, ossia nell’errore determinato da ignoranza di cognizioni tecniche o da inesperienza professionale, sia quando il professionista risponde solo per dolo o colpa grave (art. 2236 c.c.) sia quando – secondo le regole comuni – deve rispondere anche di colpa (art. 1176, comma 2, c.c.).

Tribunale Genova sez. II, 18/01/2018, n.182

Prestazione d’opera intellettuale: pagamento il professionista

Nel contratto di prestazione d’opera intellettuale, come nelle altre ipotesi di lavoro autonomo, l’onerosità è elemento normale, anche se non essenziale, sicché, per esigere il pagamento, il professionista deve provare il conferimento dell’incarico e l’adempimento dello stesso, e non anche la pattuizione di un corrispettivo, mentre è onere del committente dimostrare l’eventuale accordo sulla gratuità della prestazione.

Cassazione civile sez. II, 23/11/2016, n.23893

Diritti di utilizzazione economica dell’opera

L’art. 110 legge n. 633 del 1941 non è applicabile quando, come nella fattispecie, il committente abbia acquistato, a titolo originario, i diritti di utilizzazione economica dell’opera, per effetto ed in esecuzione di un contratto (in forma libera) di prestazione d’opera intellettuale concluso con l’autore, coerentemente con il fatto che tale contratto implica il trasferimento dei diritti di sfruttamento economico pertinenti al suo oggetto e alle sue finalità.

In altri termini, nella specie, non vi è stato un trasferimento dei diritti di utilizzazione economica dell’opera, nel senso considerato dall’art. 110 cit., ma l’esecuzione di un contratto d’opera professionale che ha consentito all’opera di venire alla luce, con la sua originalità e proteggibilità, e di essere acquisita in via originaria al patrimonio del committente, il quale era legittimato ad utilizzarla economicamente per gli scopi pubblicitari che erano stati concordati.

Cassazione civile sez. I, 24/06/2016, n.13171

La revoca dell’incarico prima del termine convenuto 

In tema di prestazione d’opera intellettuale, in caso di revoca dell’incarico prima della sua ultimazione (a prescindere dalle cause della revoca), il professionista ha diritto ad un indennizzo pari al compenso a lui spettante per i lavori compiti fino a quel momento.

Tribunale L’Aquila, 03/02/2016, n.81

Compenso dell’opera prestata e per il rimborso delle spese

La prescrizione presuntiva triennale del diritto dei professionisti, per il compenso dell’opera prestata e per il rimborso delle spese correlative (art. 2956 n. 2 c.c.), trova la sua giustificazione nella particolare natura del rapporto di prestazione d’opera intellettuale dal quale, secondo la valutazione del legislatore del 1942, derivano obbligazioni il cui adempimento suole avvenire senza dilazione, o comunque in tempi brevi, e senza il rilascio di quietanza scritta.

Ne consegue, in un regime nel quale il contratto d’opera professionale sia caratterizzato dalla personalità della prestazione, non solo che ad una società può essere conferito soltanto l’incarico di svolgere attività diverse da quelle riservate alle professioni c.d. protette, ma anche che deve necessariamente essere utilizzato uno strumento diverso dal contratto d’opera professionale e che perciò alla società non può essere opposta la prescrizione presuntiva triennale.

Cassazione civile sez. un., 25/06/2015, n.13144

Prestazioni d’opera intellettuale di natura odontoiatrica

La disciplina sulla decadenza e prescrizione di cui all’art. 2226 cod. civ., in caso di difformità e vizi dell’opera, non si applica al contratto di prestazione d’opera intellettuale per prestazione odontoiatrica, il quale, anche quando si estrinsechi nell’installazione di una protesi dentaria, ha per oggetto un bene immateriale, assumendo rilievo assorbente l’attività, riservata al medico dentista, di diagnosi della situazione del paziente, di scelta della terapia e di successiva applicazione della protesi, sicché non sono percepibili, così come per i beni materiali, le difformità o i vizi in essa eventualmente presenti.

Cassazione civile sez. III, 22/06/2015, n.12871

Rapporto tra committente e professionista incaricato

In tema di prestazione d’opera intellettuale, nel caso in cui il professionista si avvalga, nell’espletamento dell’incarico, della collaborazione di sostituti ed ausiliari, ai sensi dell’art. 2232 c.c., gli eventuali contatti tra il cliente e questi ultimi, in assenza di uno specifico mandato in loro favore, non generano un nuovo rapporto professionale, ma restano assorbiti nel rapporto tra committente e professionista incaricato.

Tribunale Siena, 04/05/2015, n.401

Controversia e giurisdizione ordinaria

Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto il provvedimento di revoca di un incarico professionale, trattandosi di prestazione d’opera intellettuale che, ancorché resa in favore di un ente pubblico, è svolta dal libero professionista con piena autonomia organizzativa.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. III, 05/12/2014, n.3172



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