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Termini per querela di falsa testimonianza

5 Dicembre 2019 | Autore:
Termini per querela di falsa testimonianza

Cos’è il reato di falsa testimonianza? Entro quanto tempo occorre sporgere denuncia per la falsità di una testimonianza? Cosa fare dopo la denuncia?

In un processo occorre dimostrare le proprie ragioni fornendo al giudice le giuste prove a sostegno della propria tesi. I mezzi di prova più comuni sono i documenti e le testimonianze, cioè le narrazioni di persone che hanno assistito direttamente ai fatti oggetto del procedimento. il testimone, dunque, è colui che riferisce al giudice circostanze importanti per la sua decisione finale. È chiaro che il testimone deve dire il vero, altrimenti ingannerebbe il giudice; è per questo motivo che il teste, prima della deposizione, è invitato a recitare una formula con cui si impegna a dire la verità, pena il reato. Il teste che mente può dunque essere denunciato. Ma entro quanto tempo si può querelare per falsa testimonianza?

Il problema non è di poco conto, e si intreccia con quello riguardante il momento in cui la falsità della testimonianza è accertabile: un’efficace denuncia per falsa testimonianza, infatti, non può prescindere dall’aver ottenuto l’accertamento dell’infondatezza della deposizione resa dal testimone. Per poter parlare dei termini per la querela di falsa testimonianza, dunque, occorre necessariamente comprendere quando una testimonianza sia non veritiera.

Il reato di falsa testimonianza

Secondo il Codice penale [1], chiunque, deponendo come testimone innanzi all’autorità giudiziaria, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato, è punito con la reclusione da due a sei anni.

Secondo la legge, dunque, ci sono tre modi diversi per commettere il reato di falsa testimonianza:

  • affermando il falso («Tizio è stato lì», sapendo che non v’è mai stato);
  • negando il vero («Tizio non è stato lì», sapendo che invece v’è stato);
  • tacendo su ciò che il teste sa.

La falsità della testimonianza, inoltre, viene valutata in base a quanto conosciuto dal teste e non dunque sulla scorta della verità storica od oggettiva. In altre parole, se il teste afferma il falso ritenendo però, in base alle sue conoscenze, che fosse vera, non commette alcun reato. In altre parole, solo la falsità cosciente e volontaria è punibile.

Va ricordato, poi, che la falsa testimonianza può essere commessa in qualsiasi tipo di processo, civile o penale che sia.

Quando non è falsa testimonianza?

Abbiamo appena detto che non si commette il reato di falsa testimonianza nel caso in cui si dica il falso pensando, però, di dire il vero. Facciamo un esempio.

Tizio, chiamato a testimoniare in un processo penale, dice di aver visto Caio avvicinarsi furtivamente di notte alla finestra dell’abitazione di Sempronio. Alla fine del processo, si scopre che, in realtà, la persona vista da Tizio non era Caio. Tizio non risponde di falsa testimonianza se ha riferito al giudice ciò che credeva essere vero, cioè se pensava realmente che l’individuo fosse Caio.

Nel procedimento penale, inoltre, vi sono altri casi in cui quella che normalmente potrebbe essere scambiata per una condotta di falsa testimonianza, in realtà, non integra alcun delitto.

Per la precisione, nel processo penale, il testimone:

  • non è obbligato a rispondere  a domande le cui risposte potrebbero provocare la propria incriminazione per qualche reato;
  • non è obbligato a testimoniare se il processo riguarda i suoi ascendenti, i suoi discendenti, il coniuge, i fratelli o sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti;
  • non è obbligato a deporre se ha conosciuto i fatti come ministro di una confessione religiosa, ed, in determinate situazioni, se li ha conosciuti come notaio, medico, chirurgo, farmacista, ostetrica, esercente una professione sanitaria.

Denuncia per falsa testimonianza: entro quanto tempo?

Quali sono i termini per sporgere denuncia per falsa testimonianza? Ebbene, devi sapere che il reato di falsa testimonianza è procedibile d’ufficio, nel senso che è un delitto che chiunque può denunciare alle autorità senza limiti di tempo (ad eccezione di quelli previsti per la prescrizione del reato).

Dunque, non occorrerà rispettare i rigidi termini previsti dalla legge per sporgere querela [2], e cioè i tre mesi (eccezionalmente sei) a decorrere dal momento in cui la persona offesa ha avuto conoscenza del fatto criminoso.

In pratica, una falsa testimonianza potrà essere denunciata da chiunque vi assista, tant’è vero che spesso è lo stesso giudice o il pubblico ministero che, in presenza di una testimonianza palesemente falsa, invia alla Procura gli atti per indagare sulla falsità della deposizione resa.

Quando si può querelare una falsa testimonianza?

La domanda fatidica è la seguente: quando posso denunciare una persona per falsa testimonianza? Posto che non esistono termini precisi da rispettare (salvo che la falsa deposizione sia stata resa più di sei anni prima: in tal caso il reato sarebbe prescritto), si pone il problema di capire quando una testimonianza è falsa.

Ebbene, è opportuno che la falsità della testimonianza sia concretamente dimostrabile in un processo, in quanto la denuncia per falsa testimonianza punto proprio a sottoporre a processo la persona che, in altro procedimento, in qualità di testimone, ha mentito al giudice. Facciamo un esempio.

Tizio ha citato in giudizio Caio per farsi pagare alcuni lavori che il primo ha fatto a casa del secondo. Tizio chiama come testimone Mevia, la quale dice al giudice di aver accompagnato Tizio a lavorare presso la casa di Caio per oltre un mese. Caio viene, dunque, condannato. Caio, però, riesce ad avere la prova inconfutabile della menzogna di Mevia: questa, infatti, essendo appena diciottenne, si trovava a scuola i giorni in cui diceva di aver accompagnato Tizio a lavoro. Caio può allora sporgere denuncia per falsa testimonianza e allegare, come prova, gli estratti dei registri scolastici ove emerge che, in quei giorni, Mevia fosse a scuola.

Cosa fare dopo la denuncia per falsa testimonianza?

Come detto, la denuncia per falsa testimonianza mira ad aprire un procedimento penale volto ad accertare la menzogna (o la reticenza) del testimone. Di conseguenza, dopo aver sporto denuncia bisogna attendere gli esiti del processo penale che ne scaturisce: la querela per falsa testimonianza, infatti, se ritenuta fondata dall’autorità inquirente, fa sempre sorgere un processo penale, anche se la falsità è stata detta davanti al giudice civile.

A cosa serve la denuncia per falsa testimonianza?

La denuncia per falsa testimonianza non serve solo a far condannare il teste menzognero, ma anche a ottenere un effetto pratico sul giudizio “macchiato” dalla testimonianza in questione. Secondo la legge [3], infatti, è possibile rivedere un processo oramai chiuso, quando la sentenza sia frutto di una falsità in atti o in giudizio.

Dunque, la sentenza definitiva può essere rimessa in discussione se è stata accertata la falsità della testimonianza sulla quale essa si basa. In pratica, significa che, se sei stato condannato sulla scorta di una testimonianza falsa, potrai ottenere la revisione (o revocazione) della sentenza, purché esista un’altra sentenza (penale) che abbia accertato la falsità della testimonianza.

note

[1] Art. 372 cod. pen.

[2] Art. 124 cod. pen.

[3] Art. 630 cod. proc. pen.; Art. 395 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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