Diritto e Fisco | Articoli

L’aumento demografico e le conseguenze sul mondo del lavoro

19 luglio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 luglio 2013



Pubblicato il rapporto della 102a Conferenza Internazionale del Lavoro: quanto potrà influire sul mercato del lavoro l’aumento della popolazione mondiale e il progressivo invecchiamento dei Paesi più ricchi?

È stato pubblicato, sul sito dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il Resoconto Provvisorio della Conferenza Internazionale del lavoro che si è svolta a Ginevra nel mese di giugno. Il problema dell’aumento demografico mondiale fino al 2050 ha tenuto testa nel corso del dibattito. Nello specifico, sono stati analizzati tutti gli effetti negativi riguardanti il mondo del lavoro e i sistemi di protezione sociale, dei prossimi decenni.

La sfida demografica spingerà tutti gli stati ad adottare politiche coerenti e integrate, che dovranno trarre vantaggio dal circolo virtuoso tra:

– occupazione

– protezione sociale

– sviluppo.

La popolazione mondiale aumenta e invecchia

Le previsioni attestano che da qui al 2050, la popolazione con più di 60 anni triplicherà. L’aumento delle persone anziane amplificherà gli effetti della loro dipendenza, ci saranno solo 4 persone in età lavorativa per ogni individuo con più di 65 anni, per un raffronto immediato basti pensare che nel 2000 ce n’erano ben 9.

Inoltre, l’invecchiamento della popolazione è una tendenza universale osservata in tutti i paesi. Vivere più a lungo e in salute è da sempre la principale ambizione dello sviluppo umano, ma oggi è un privilegio di pochi.

Quello che preoccupa di più è il nuovo contesto demografico che avrà conseguenze profonde:

– su lavoratori e popolazione attiva,

– sulle dinamiche del mercato del lavoro,

– sui sistemi di sicurezza sociale

– sullo sviluppo economico.

Si calcola che, nel corso del prossimo decennio, ci saranno 420 milioni di lavoratori in più rispetto ad oggi, ma la crescita della popolazione attiva sarà particolarmente marcata nei paesi in via di sviluppo. Al contrario, in molti paesi industrializzati, la crescita si fermerà o rallenterà.

Oggi, Nel mondo solo il 20% delle persone in età lavorativa hanno accesso a una protezione sociale completa, mentre, nei Paesi in via di sviluppo, la sicurezza alimentare, la nutrizione e l’accesso all’acqua potabile sono problemi tragici per il maggior numero delle famiglie prive di un reddito sufficiente.

Alla luce di questi nuovi scenari, l’organizzazione internazionale del lavoro ritiene indispensabile aumentare i tassi di occupazione e definire nuove attività per soddisfare i bisogni in materia di protezione sociale e sviluppo economico, per non mettere a repentaglio la sicurezza sociale.

Il problema è che, in molti Paesi, le misure di aggiustamento prese per rispondere agli effetti della crisi economica hanno provocato un rallentamento della crescita facendo pesare i loro effetti sui mercati del lavoro e sulla popolazione.

Esistono, però, Paesi in cui le politiche pubbliche sono riuscite a conciliare la crescita con l’occupazione e la ripartizione della ricchezza.

È quindi possibile attuare politiche efficaci per rispondere alle sfide presenti e future. Ma, per farlo, i governi dovranno tenere nella dovuta considerazione le seguenti questioni:

(a) applicazione di politiche che promuovano la piena, produttiva e libera occupazione;

(b) promozione di politiche macroeconomiche a favore dell’occupazione e incentivi fiscali che migliorino la capacità di creare posti di lavoro e l’accesso al credito;

(c) massima priorità all’occupazione giovanile;

(d) politiche di crescita che creaino nuovi posti di lavoro, promuovendo la sostenibilità finanziaria sul lungo periodo. Tutte le politiche per il sostegno e la crescita devono, inoltre, tenere conto delle diverse realtà dei paesi;

(e) modi finanziariamente sostenibili per effettuare interventi come:

–       programmi pubblici per l’occupazione,

–       sistemi di garanzia dell’impiego,

–       infrastrutture che richiedano molta manodopera;

(f) assicurare uno  sviluppo favorevole al lavoro nelle politiche industriali e di settore che possa facilitare l’economia ecosostenibile;

(g) promozione e creazione di un quadro normativo che faciliti il passaggio al lavoro dignitoso, in ogni settore;

(h) Il coinvolgimento delle parti sociali nelle decisioni politiche;

(i) Il rinforzo di meccanismi di monitoraggio.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI