L’esperto | Articoli

Responsabilità del prestatore d’opera: ultime sentenze

14 Dicembre 2019
Responsabilità del prestatore d’opera: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: riconoscimento della responsabilità del prestatore d’opera intellettuale; violazione del dovere di diligenza adeguato alla natura dell’attività esercitata; mancanza di elementi probatori.

Negligente svolgimento dell’attività professionale

L’affermazione della responsabilità del prestatore d’opera nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento dell’attività professionale prevede una valutazione prognostica positiva riguardo al probabile esito favorevole del risultato della sua attività, se essa fosse stata correttamente e diligentemente svolta.

Cassazione civile sez. III, 28/06/2019, n.17414

Riparto dell’onere probatorio

In tema di responsabilità del prestatore d’opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento dell’attività professionale, inquadrabile nella responsabilità contrattuale, è a carico del cliente danneggiato la prova dell’esistenza del contratto e del pregiudizio patito, nonché del relativo nesso di causalità con l’azione o l’omissione del professionista, incombendo su quest’ultimo l’onere di dimostrare la non imputabilità a sé del fatto dannoso e la prova positiva che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che l’esito sia stato determinato da un evento imprevisto ed imprevedibile.

Tribunale Rieti, 30/05/2019, n.381

Negligente svolgimento dell’attività dal prestatore d’opera

Secondo la giurisprudenza di legittimità, in tema di responsabilità del prestatore d’opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento dell’attività professionale, inquadrabile nella responsabilità contrattuale, è a carico del cliente danneggiato la prova dell’esistenza del contratto e del pregiudizio patito, nonché del relativo nesso di causalità con l’azione o l’omissione del professionista, incombendo su quest’ultimo l’onere di dimostrare la non imputabilità a sé del fatto dannoso e la prova positiva che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che l’esito sia stato determinato da un evento imprevisto ed imprevedibile.

Tribunale Bari sez. II, 27/06/2018, n.2759

Prova di danno e nesso causale fra condotta e pregiudizio

La giurisprudenza di legittimità subordina il riconoscimento della responsabilità del prestatore d’opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento del mandato affidatogli alla prova del danno e del nesso causale fra la condotta del professionista ed il pregiudizio subito dal cliente e, in particolare, alla dimostrazione dell’esito favorevole del giudizio prognostico sulla probabile e presumibile fondatezza dell’azione giudiziale omessa per colpa del professionista.

Tribunale Potenza, 10/05/2018, n.473

Responsabilità civile del prestatore d’opera: la colpa grave

L’art. 2236 c.c. (rubricato “responsabilità del prestatore d’opera”), sebbene non direttamente esportabile nel diritto penale, è espressione del principio di razionalità: situazioni tecnico scientifiche nuove, complesse o influenzate e rese più difficoltose dall’urgenza implicano un diverso e più favorevole metro di valutazione.

Tale principio, che assegna rilevanza solo alla colpa grave, può trovare applicazione in ambito penalistico come regola di esperienza cui attenersi nel valutare l’addebito di imperizia, qualora il caso concreto imponga la soluzione di problemi di speciale difficoltà.

Cassazione penale sez. IV, 20/04/2017, n.28187

L’inadempimento del professionista

L’inadempimento del professionista non può essere senz’altro desunto dal mancato raggiungimento del risultato utile per il cliente, ma soltanto dalla violazione del dovere di diligenza adeguato alla natura dell’attività esercitata, ragion per cui l’affermazione della sua responsabilità implica l’indagine, positivamente svolta sulla scorta degli elementi di prova che il cliente ha l’onere di fornire, circa il sicuro fondamento dell’azione che avrebbe dovuto essere proposta e diligentemente coltivata e la certezza morale che gli effetti di una diversa sua attività sarebbero stati più vantaggiosi per il cliente medesimo; la responsabilità del prestatore d’opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento dell’attività professionale presuppone, quindi, la prova del danno e del nesso causale tra la condotta del professionista e il danno del quale è chiesto il risarcimento.

Cassazione civile sez. III, 01/12/2009, n.25271

Responsabilità del prestatore d’opera professionale: l’accertamento

In materia di responsabilità del prestatore d’opera professionale ai sensi dell’art. 2236 c.c. l’accertamento in ordine alla speciale difficoltà dei problemi tecnici da risolvere ed alla gravità della colpa spetta al giudice del merito, la cui decisione, se congruamente motivata, non è censurabile in cassazione (nella specie, la Corte ha ritenuto immune da vizi di motivazione la sentenza impugnata, che, in relazione allo stato della giurisprudenza al tempo del fatto, aveva escluso la responsabilità dell’avvocato per avere proposto un inammissibile appello tardivo su appello principale di un consorte di lite in cause scindibili).

Cassazione civile sez. III, 17/01/2007, n.974

Contratto di prestazione d’opera e obbligo di diligenza

In tema di contratto d’opera, la norma di cui all’art. 2224 c.c. costituisce applicazione specifica dell’obbligo di diligenza previsto in via generale dall’art. 1176 c.c. che, facendo riferimento alla figura media del buon padre di famiglia, detta un criterio di carattere generale che sta ad indicare la misura in astratto dell’attenzione, della cura e dello sforzo psicologico che il debitore deve adoperare per attuare esattamente la prestazione pattuita.

Pertanto, non incorre nel vizio di ultrapetizione il giudice che applichi d’ufficio il canone di cui all’art. 1176 c.c., atteso che in tal caso la decisione non si fonda su un titolo di responsabilità diverso da quello richiesto, né risultano mutati il petitum o la causa petendi, non essendo introdotti nel tema controverso nuovi elementi di fatto.

(Nella specie, il committente aveva agito ai sensi dell’art. 2224 c.c. nei confronti dell’esecutore dei lavori di restaurazione di una imbarcazione, affondata a causa di infiltrazioni d’acqua verificatesi durante la navigazione; la sentenza impugnata, nell’affermare la responsabilità del prestatore d’opera, ha ritenuto la violazione dell’obbligo della diligenza media, applicando d’ufficio la norma di cui all’art. 1176 c.c.).

Cassazione civile sez. II, 08/06/2006, n.13351

Imputazione soggettiva della responsabilità del professionista

In tema di responsabilità civile, sono sempre consentiti all’amministrazione l’allegazione degli elementi (pure indiziari) ascrivibili allo schema dell’errore scusabile, ovvero, fare riferimento al criterio di imputazione soggettiva della responsabilità del professionista (art. 1176 e 2236, c.c.), che tiene conto del grado di complessità delle questioni implicate dall’esecuzione della prestazione e che attenua la responsabilità del prestatore d’opera quando il livello di difficoltà risulti rilevante.

Consiglio di Stato sez. IV, 07/06/2005, n.2891

Responsabilità del prestatore d’opera intellettuale

A fronte di una situazione connotata da apprezzabili profili di complessità, può ritenersi giustificata, in analogia con la disciplina della responsabilità del prestatore d’opera intellettuale, un’attenuazione di quella dell’amministrazione per attività provvedimentale illegittima che la circoscriva alla sola ipotesi di colpa grave.

La predetta ricostruzione soddisfa, al contempo, le esigenze di superare l’inaccettabile equazione illegittimità dell’atto-colpa dell’apparato pubblico, surrettiziamente reintrodotta con la sentenza della Cassazione, Sez. un., n. 500 del 1999, di valorizzare gli aspetti obiettivi della condotta della p.a., di restituire coerenza sistematica alla regola di riparto dell’onere della prova da applicarsi nello schema di responsabilità in questione e, in definitiva, di agevolare le parti nell’adempimento del dovere di dimostrare la colpa in prima battuta, o la sua mancanza, negli estremi dell’esimente dell’errore scusabile.

Consiglio di Stato sez. IV, 15/02/2005, n.478

Responsabilità del prestatore d’opera intellettuale: colpa derivante da imperizia

La limitazione della responsabilità del prestatore d’opera intellettuale alla colpa grave concerne la sola colpa derivante da imperizia e non anche quella che dipenda dal difetto di diligenza e di prudenza.

Cassazione civile sez. III, 05/07/2004, n.12273

Obbligo di diligenza del buon padre di famiglia

La responsabilità del prestatore d’opera intellettuale è normalmente regolata dall’art. 1176 c.c., che fa obbligo al professionista di usare la diligenza del buon padre di famiglia, da valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata, e, solo nel caso di prestazione implicante la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, detta normale responsabilità è attenuata, a norma dell’art. 2236 c.c., nel senso che il professionista è tenuto al risarcimento del danno unicamente per dolo o colpa grave.

Cassazione civile sez. II, 07/05/1988, n.3389



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube