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Notifica ricorso e decreto di fissazione udienza: ultime sentenze

14 Dicembre 2019
Notifica ricorso e decreto di fissazione udienza: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: ricorso introduttivo del giudizio e del decreto di fissazione dell’udienza; improcedibilità dell’appello; mancata comparizione all’udienza di almeno una delle parti in causa.

Il ricorso è depositato nella cancelleria del giudice competente insieme con i documenti in esso indicati. Il giudice, entro cinque giorni dal deposito del ricorso, fissa, con decreto, l’udienza di discussione, alla quale le parti sono tenute a comparire personalmente. Tra il giorno del deposito del ricorso e l’udienza di discussione non devono decorrere più di sessanta giorni [1]. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza, deve essere notificato al convenuto, a cura dell’attore, entro dieci giorni dalla data di pronuncia del decreto, salvo quanto disposto dall’articolo 417.

Rito del lavoro: controversie

Nelle controversie soggette al rito del lavoro, in caso di mancata comparizione all’udienza di almeno una delle parti in causa il giudice non può fissare d’ufficio altra udienza per il prosieguo del giudizio, difettando allo scopo il necessario impulso di parte. Infatti, la mancata notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza di discussione, da parte del ricorrente che abbia ritualmente depositato l’atto introduttivo, può essere sanata mediante assegnazione di un nuovo termine per la notifica, ex art. 291 c.p.c., a condizione che almeno una delle parti sia comparsa all’udienza originariamente fissata, non potendo il giudice, in caso contrario, disporre d’ufficio la prosecuzione del giudizio contro il disinteresse della parte.

Tribunale Roma sez. lav., 17/07/2019, n.7151

Termine assegnato al ricorrente per la notifica di ricorso e decreto di fissazione dell’udienza

Nelle controversie di lavoro il termine di dieci giorni assegnato al ricorrente per la notificazione del ricorso e del decreto giudiziale di fissazione dell’udienza di discussione al convenuto, ai sensi dell’art. 415, comma quarto, c.p.c., non è perentorio, ma ordinatorio, con la conseguenza che la sua inosservanza non produce alcuna decadenza né implica la vulnerazione della costituzione del rapporto processuale a condizione che risulti garantito al convenuto il termine per la sua costituzione in giudizio non inferiore ai trenta giorni, come stabilito dal quinto comma della stessa norma (ovvero a quaranta giorni nell’ipotesi prevista dal successivo sesto comma).

Corte appello Bari sez. lav., 06/05/2019, n.1151

Dichiarazione di fallimento e decreto di fissazione dell’udienza

L’art. 15, comma 3, L.F. stabilisce che alla notifica del ricorso per la dichiarazione di fallimento e del decreto di fissazione dell’udienza debba procedere la Cancelleria e che essa debba essere effettuata all’indirizzo pec del destinatario risultante dal registro delle imprese ovvero dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata.

Solo nel caso in cui ciò risulti impossibile o se la notifica abbia avuto esito negativo, della stessa viene onerato il creditore istante che dovrà procedervi a mezzo di ufficiale giudiziario il quale, a tal fine, dovrà accedere di persona presso la sede legale del debitore, con successivo deposito presso la casa comunale, ove il destinatario non sia colà reperito. E’ quindi proprio l’art.15 L.F. che dispone che la notifica debba essere eseguita presso la sede risultante dal registro delle imprese sicché essa non può essere effettuata, in via alternativa e nemmeno sussidiaria, presso la residenza o il domicilio del legale rappresentante – se il debitore è una società – ovvero della persona fisica titolare dell’impresa – in caso di impresa individuale – ove detti luoghi non coincidano con la sede dell’impresa.

Ne consegue che ove il destinatario della notifica sia un imprenditore individuale, e quindi una persona fisica, essa potrà effettuarsi dall’ufficiale giudiziario, mediante accesso diretto in loco, ma sempre ricercando le persone idonee a ricevere l’atto limitatamente ai locali ed all’edificio ove ha sede l’impresa, e ciò per espresso precetto normativo.

Corte appello Milano sez. IV, 24/05/2019, n.2266

Appello erroneamente proposto con ricorso: come va verificata la tempestività?

Nei procedimenti di appello erroneamente introdotti con ricorso anziché con citazione, al fine della decorrenza del termine per impugnare va tenuto conto della notifica del ricorso e decreto di fissazione udienza e non del deposito del primo.

Tribunale Potenza, 26/04/2019, n.368

Ragionevole durata del processo

Premesso che nel rito del lavoro, l’appello, pur tempestivamente proposto nel termine, è improcedibile ove la notificazione del ricorso depositato e del decreto di fissazione dell’udienza non sia avvenuta; tale principio è applicabile al procedimento di primo grado, non essendo consentito al giudice – alla stregua di un’interpretazione costituzionalmente orientata imposta dal principio della cosiddetta ragionevole durata del processo ex art. 111, secondo comma, Cost. – di assegnare all’ appellante un termine perentorio per provvedere ad una nuova notifica a norma dell’art. 291 cod. proc. civ., sicchè, nel procedimento in primo grado, la mancata notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza determina l’improcedibilità del ricorso.

Tribunale Bari sez. lav., 08/04/2019, n.1578

Assegnazione di un nuovo termine per la notifica

Nelle controversie soggette al rito del lavoro, la mancata notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza di discussione, da parte del ricorrente che abbia ritualmente depositato l’atto introduttivo, può essere sanata mediante assegnazione di un nuovo termine per la notifica, ex art. 291 cod. proc. civ., a condizione che almeno una delle parti sia comparsa all’udienza originariamente fissata, non potendo il giudice, in caso contrario, disporre d’ufficio la prosecuzione del giudizio contro il disinteresse della parti.

Tribunale Bari sez. lav., 27/03/2019, n.1420

Giudizio svolto senza regolare instaurazione del contraddittorio

In mancanza di prova della notifica del ricorso, dell’originario decreto di fissazione dell’udienza e del provvedimento di differimento della prima udienza, il giudizio di secondo grado, in cui la ricorrente per cassazione è rimasta contumace, si è svolto senza la regolare instaurazione del contraddittorio, con conseguente nullità della pronuncia impugnata.

Cassazione civile sez. II, 24/01/2019, n.2046

Giudizio di impugnazione funzionale all’instaurazione del contraddittorio

In tema di impugnazione della sentenza di separazione personale tra coniugi, l’art. 23 l. n. 74 del 1987, in forza del quale “l’appello è deciso in camera di consiglio”, postula l’applicazione del rito camerale con riferimento all’intero giudizio di impugnazione, con la conseguenza che la proposizione dell’appello si perfeziona con il deposito del relativo ricorso in cancelleria, nel termine perentorio di cui agli artt.325 e 327 c.p.c., costituendo, per converso, la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza un momento meramente esterno e successivo alla fattispecie processuale introduttiva del giudizio di impugnazione, funzionale soltanto all’instaurazione del contraddittorio.

Nondimeno, ove l’appello sia stato introdotto con atto di citazione e non con ricorso, la nullità dell’impugnazione non risulta predicabile in applicazione del generale principio di conservazione degli atti processuali, sempre che l’atto viziato abbia i requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo, ed il relativo deposito nella cancelleria del giudice adito sia avvenuto entro i termini perentori fissati dalla legge.

Cassazione civile sez. VI, 10/01/2019, n.403

Termine di dieci giorni per la notifica di ricorso e decreto di fissazione dell’udienza

In materia di controversie di lavoro, il termine di dieci giorni assegnato al ricorrente per la notificazione del ricorso e del decreto giudiziale di fissazione dell’udienza di discussione al convenuto, ai sensi dell’art. 415, comma 4, c.p.c., non è perentorio, ma ordinatorio, con la conseguenza che la sua inosservanza non produce alcuna decadenza né implica la vulnerazione della costituzione del rapporto processuale a condizione che risulti garantito al convenuto il termine per la sua costituzione in giudizio non inferiore ai trenta giorni, come stabilito dal comma 5 della stessa norma.

Tribunale Catania sez. lav., 14/12/2018, n.5181

Appello: quando è improcedibile?

Nel rito del lavoro l’appello pur tempestivamente proposto nel termine previsto dalla legge, è improcedibile ove la notificazione del ricorso depositato e del decreto di fissazione dell’udienza non sia avvenuta non essendo consentito – alla stregua di una interpretazione costituzionalmente orientata (art. 111 Cost., comma 2) – al giudice di assegnare ex art. 421 c.p.c. all’appellante, previa fissazione di una altra udienza di discussione, un termine perentorio per provvedere ad una nuova notifica a norma dell’art. 291 c.p.c..

Principio questo che deve ritenersi applicabile al procedimento per opposizione a decreto ingiuntivo – per identità di ratio rispetto alle sopraindicate disposizioni di legge ed ancorchè detto procedimento debba considerarsi un ordinario processo di cognizione anzichè un mezzo di impugnazione.

Tribunale Roma sez. lav., 13/12/2018, n.9879

Omessa o inesistente notifica di ricorso e decreto fissazione dell’udienza

Nel rito del lavoro, in caso di omessa o inesistente notifica del ricorso introduttivo del giudizio e del decreto di fissazione dell’udienza, è ammessa la concessione di un nuovo termine, perentorio, per rinnovare la notifica.

Analogo principio vale per il rito di cui all’art. 1, commi 48 e ss, legge n. 92/13, atteso che le esigenze di celerità che pur lo ispirano non possono spingersi sino al punto di negare la possibilità di concedere ex art. 291 co. 1° cpc nuovo termine per la notifica del ricorso introduttivo del giudizio e del decreto di fissazione dell’udienza, pur se la notifica stessa risulti omessa del tutto.

Corte appello Milano sez. lav., 01/08/2019, n.1295


note

[1] Art. 415 cod. proc. civ.


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