Arriva il nuovo concorso in magistratura: ecco le date

20 Novembre 2019
Arriva il nuovo concorso in magistratura: ecco le date

Bando di concorso per 310 posti di magistrato ordinario: domanda di partecipazione; requisiti; prove da sostenere.

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale [1] l’annuncio di un nuovo concorso, per esami, per il reclutamento di 310 magistrati ordinari. La domanda di partecipazione al concorso deve essere inviata tassativamente entro il 19 dicembre.

Quali sono i requisiti per l’ammissione al concorso?

La domanda di partecipazione al concorso deve essere inviata esclusivamente in via telematica entro e non oltre le ore 23:59 del 19 dicembre 2019, collegandosi al sito istituzionale del ministero della Giustizia e seguendo tutte le istruzioni per compilare l’apposito form.

I requisiti per la partecipazione al concorso sono indicati nell’apposito decreto [2].

In particolare, per essere ammesso al concorso, è necessario che l’aspirante:

  • sia cittadino italiano;
  • abbia l’esercizio dei diritti civili;
  • sia di condotta incensurabile;
  • sia fisicamente idoneo all’impiego a cui aspira;
  • sia in posizione regolare nei confronti del servizio di leva al quale sia stato eventualmente chiamato;
  • non sia stato dichiarato per tre volte non idoneo nelconcorso per esami alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda;
  • rientri, senza possibilita’ di cumulare le anzianita’ di servizio previste come necessarie nelle singole ipotesi, in una delle seguenti categorie:
    • magistrati amministrativi e contabili;
    • procuratori dello Stato che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
    • dipendenti dello Stato, con qualifica dirigenziale o appartenenti ad una delle posizioni corrispondenti all’area C, gia’ prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro, comparto ministeri, con almeno cinque anni di anzianita’ nella qualifica, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
    • appartenenti al personale universitario di ruolo docente di materie giuridiche in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
    • dipendenti, con qualifica dirigenziale o appartenenti alla ex area direttiva, della pubblica amministrazione, degli enti pubblici a carattere nazionale e degli enti locali, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, con almeno cinque anni di anzianita’ nella qualifica o, comunque, nelle predette carriere e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
    • abilitati all’esercizio della professione forense e, se iscritti all’albo degli avvocati, non incorsi in sanzioni disciplinari;
    • coloro i quali hanno svolto le funzioni di magistrato onorario (giudice di pace, giudice onorario di tribunale, vice procuratore onorario, giudice onorario aggregato, giudice ausiliario di corte di appello) per almeno sei anni senza demerito, senza essere stati revocati e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
    • laureati in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e del diploma conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali previste dall’art. 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398, e successive modifiche;
    • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il dottorato di ricerca in materie giuridiche;
    • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il diploma di specializzazione in una disciplina giuridica, al termine di un corso di studi della durata non inferiore a due anni presso le scuole di specializzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162;
    • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata almeno quadriennale e che hanno concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari o hanno svolto il tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art. 73 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, nel testo vigente a seguito dell’entrata in vigore del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con legge 11 agosto 2014, n. 114;
  • sia in regola con il pagamento del diritto di segreteria; a tal fine il candidato deve indicare in domanda l’avvenuto versamento in conto entrata del bilancio dello Stato della somma di euro 50,00, quale contributo per la copertura delle spese della procedura concorsuale, ai sensi dell’art. 3, comma 4-bis, del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160. Il versamento potra’ essere effettuato, specificando la causale «concorso magistratura ordinaria anno 2019», mediante bonifico bancario o postale sul conto corrente con codice IBAN IT 62O 07601 14500001020172217, intestato alla Tesoreria dello Stato, capo XI, capitolo 2413, art. 17, oppure mediante bollettino postale sul conto corrente postale n. 1020172217, intestato alla Tesoreria dello Stato, capo XI, capitolo 2413, art. 17, oppure mediante versamento in conto entrate tesoro, capo XI, capitolo 2413, art. 17, presso una qualsiasi Tesoreria dello Stato. Il candidato deve, inoltre, indicare gli estremi identificativi del versamento. Il contributo non e’ rimborsabile. La ricevuta del versamento dovra’ essere allegata alla domanda di partecipazione;
  • sia in possesso degli altri requisiti richiesti dalle leggi vigenti.

Prova d’esame: in cosa consiste?

L’esame consiste in una prova scritta. Il candidato dovrà svolgere tre elaborati teorici inerenti al diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo, e in una prova orale, vertente su: diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano; procedura civile; diritto penale; procedura penale; diritto amministrativo, costituzionale e tributario; diritto commerciale e fallimentare; diritto del lavoro e della previdenza sociale; diritto comunitario; diritto internazionale pubblico e privato; elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario; colloquio su una lingua straniera scelta tra inglese, francese, spagnolo e tedesco.

Le prove d’esame si svolgeranno nella sede indicata nel diario contenente la disciplina delle prove scritte che sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, quarta serie speciale del 27 marzo 2020, nonché sul sito del ministero della Giustizia.

Nel box sottostante, puoi trovare il testo integrale del decreto ministeriale, contenente tutte le informazioni utili per la partecipazione al concorso.

note

[1] Decreto del 29.10.2019 (pubblicato in G.U., 4° Serie Speciale, del 19.11.2019, n. 91).

[2] Art. 2 Decreto del 29.10.2019 (pubblicato in G.U., 4° Serie Speciale, del 19.11.2019, n. 91).

 MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Concorso, per esami, a trecentodieci posti di magistrato ordinario indetto con decreto ministeriale 29 ottobre 2019; in G.U., 4° Serie Speciale, del 19 novembre 2019, n. 91

                     IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

    Visto il regolamento per il concorso in  magistratura,  approvato

con regio decreto 15 ottobre 1925, n. 1860, e successive modifiche;

Visto il regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, ordinamento giudiziario, e successive modifiche;

    Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno  1954,

n. 368, recante le norme  per  la  presentazione  dei  documenti  nei

concorsi per le carriere statali e successive modifiche;

    Visto il testo unico delle disposizioni  concernenti  lo  statuto

degli  impiegati  civili  dello  Stato,  approvato  con  decreto  del

Presidente della Repubblica 10  gennaio  1957,  n.  3,  e  successive

modifiche;

    Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3  maggio  1957,

n. 686,  concernente  norme  di  esecuzione  del  testo  unico  delle

disposizioni sullo statuto degli impiegati civili dello Stato;

    Vista la legge 24 marzo 1958, n.  195,  e  successive  modifiche,

concernente  norme  sulla  costituzione  e  sul   funzionamento   del

Consiglio Superiore della Magistratura;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 1958, n. 916, e successive modifiche, concernente disposizioni di attuazione e coordinamento della legge 24 marzo 1958, n. 195;

Vista la legge 24 dicembre 1986, n. 958, concernente norme sul servizio militare di leva e sulla ferma di leva prolungata, e successive modifiche;

    Vista la legge 23 agosto 1988, n.  370,  concernente  l’esenzione

dall’imposta  di  bollo  per  le  domande  di  concorso   presso   le

amministrazioni pubbliche e successive modifiche;

    Vista la legge 27 ottobre 1988, n. 470,  concernente  anagrafe  e

censimento degli italiani all’estero;

    Vista la legge 28 marzo 1991, n. 120, concernente norme in favore

dei privi della vista per l’ammissione ai concorsi;

Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone portatrici di handicap;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 febbraio 1994, n. 174, recante norme sull’accesso dei cittadini degli Stati membri dell’Unione europea ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche;

    Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9  maggio  1994,

n.  487,  e  successive   modifiche,   concernente   il   regolamento

 

 sull’accesso agli  impieghi  nelle  pubbliche  amministrazioni  e  le

modalita’ di svolgimento dei concorsi;

    Vista la legge 8 luglio 1998, n. 230, concernente nuove norme  in

materia di obiezione di coscienza;

    Visto il decreto del  Presidente  della  Repubblica  28  dicembre

2000, n. 445, recante il testo unico delle disposizioni legislative e

regolamentari in materia di documentazione amministrativa;

    Vista la legge 6 marzo 2001, n.  64,  recante  l’istituzione  del

servizio civile nazionale;

Visto il decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, concernente disposizioni per disciplinare la trasformazione progressiva dello strumento militare in professionale, a norma dell’art. 3, comma 1, della legge 14 novembre 2000, n. 331;

    Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,  concernente

il Codice in materia di protezione dei dati personali;

Vista la legge 23 agosto 2004, n. 226, concernente la sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e la disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata, nonche’ recante delega al Governo per il conseguente coordinamento con la normativa di settore;

    Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, concernente  il

Codice dell’Amministrazione digitale;

    Visto il decreto legislativo 5 aprile 2006, n.  160,  concernente

la  nuova  disciplina  dell’accesso  in  magistratura  e   successive

modifiche;

    Vista la legge 30 luglio 2007, n.  111,  recante  modifiche  alle

norme sull’ordinamento giudiziario;

    Vista la legge 28 gennaio 2009, n. 2, recante misure urgenti  per

il  sostegno  a  famiglie,  lavoro,  occupazione  e  impresa  e   per

ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale;

    Visto il decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  6

maggio 2009 recante disposizioni in materia  di  rilascio  e  di  uso

della  casella  di  posta  elettronica   certificata   assegnata   ai

cittadini;

    Vista la legge 18 giugno 2009, n. 69, recante disposizioni per lo

sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’, nonche’ in

materia di processo civile;

    Visto il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, concernente il

Codice dell’ordinamento militare;

Visto il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita’ economica;

Visto il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria;

    Vista la legge 4 aprile 2012, n. 35, recante disposizioni urgenti

in materia di semplificazione e di sviluppo;

Visto il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con legge 17 dicembre 2012, n. 221, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese;

Vista la legge 31 dicembre 2012, n. 247, recante nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense;

 

     Visto il decreto-legge 21 giugno  2013,  n.  69,  convertito  con

legge 9 agosto 2013, n. 98;

    Vista la legge 30 ottobre 2013, n. 125;

    Vista la legge 27 dicembre 2013, n. 147;

    Visto il decreto-legge 24 giugno  2014,  n.  90,  convertito  con

legge 11 agosto 2014, n. 114;

Visto il decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il

Ministro dell’economia e delle finanze, del 16 settembre 2014;

    Visto il decreto-legge 31 agosto 2016,  n.  168,  convertito  con

legge 25 ottobre 2016, n. 197;

Vista la legge 30 dicembre 2018, n. 145, recante disposizioni per

la formazione del bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2019; Vista la delibera del Consiglio Superiore della Magistratura in

data 23 ottobre 2019;

Decreta:

        Art. 1

Posti messi a concorso

E’ indetto un concorso, per esami, a trecentodieci posti di magistrato ordinario.

                                Art. 2

                Requisiti per l’ammissione al concorso

    Per essere ammesso al concorso e’ necessario che l’aspirante:

      a. sia cittadino italiano;

      b. abbia l’esercizio dei diritti civili;

      c. sia di condotta incensurabile;

      d. sia fisicamente idoneo all’impiego a cui aspira;

      e. sia in posizione regolare nei confronti del servizio di leva

al quale sia stato eventualmente chiamato;

f. non sia stato dichiarato per tre volte non idoneo nel concorso per esami alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda;

g. rientri, senza possibilita’ di cumulare le anzianita’ di servizio previste come necessarie nelle singole ipotesi, in una delle seguenti categorie:

        1) magistrati amministrativi e contabili;

        2) procuratori dello Stato che non sono incorsi  in  sanzioni

disciplinari;

3) dipendenti dello Stato, con qualifica dirigenziale o appartenenti ad una delle posizioni corrispondenti all’area C, gia’ prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro, comparto ministeri, con almeno cinque anni di anzianita’ nella qualifica, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea,

 

 al termine di un  corso  universitario  di  durata  non  inferiore  a

quattro anni e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;

        4) appartenenti al personale universitario di  ruolo  docente

di  materie  giuridiche  in  possesso  del  diploma  di   laurea   in

giurisprudenza che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;

        5) dipendenti, con qualifica dirigenziale o appartenenti alla

ex  area  direttiva,  della  pubblica  amministrazione,  degli   enti

pubblici a  carattere  nazionale  e  degli  enti  locali,  che  hanno

costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per  il  quale

era richiesto il possesso del diploma  di  laurea  in  giurisprudenza

conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine  di

un corso universitario di durata non inferiore a  quattro  anni,  con

almeno cinque anni di anzianita’ nella qualifica o,  comunque,  nelle

predette carriere e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;

        6) abilitati all’esercizio della professione  forense  e,  se

iscritti  all’albo  degli   avvocati,   non   incorsi   in   sanzioni

disciplinari;

7) coloro i quali hanno svolto le funzioni di magistrato onorario (giudice di pace, giudice onorario di tribunale, vice procuratore onorario, giudice onorario aggregato, giudice ausiliario di corte di appello) per almeno sei anni senza demerito, senza essere stati revocati e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;

        8)  laureati  in  possesso   del   diploma   di   laurea   in

giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea,

al termine di un  corso  universitario  di  durata  non  inferiore  a

quattro  anni  e  del  diploma  conseguito  presso   le   scuole   di

specializzazione per le professioni legali previste dall’art. 16  del

decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398, e successive modifiche;

9) laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il dottorato di ricerca in materie giuridiche;

        10) laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza

a seguito di un corso universitario di durata non inferiore a quattro

anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno  conseguito

il diploma  di  specializzazione  in  una  disciplina  giuridica,  al

termine di un corso di studi della durata non inferiore  a  due  anni

presso le scuole di specializzazione di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162;

11) laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata almeno quadriennale e che hanno concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari o hanno svolto il tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art. 73 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, nel testo vigente a seguito dell’entrata in vigore del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con legge 11 agosto 2014, n. 114;

h. Sia in regola con il pagamento del diritto di segreteria; a tal fine il candidato deve indicare in domanda l’avvenuto versamento in conto entrata del bilancio dello Stato della somma di euro 50,00, quale contributo per la copertura delle spese della procedura

 

 concorsuale, ai sensi dell’art. 3, comma 4-bis, del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160. Il versamento potra’ essere effettuato, specificando la causale «concorso magistratura ordinaria anno 2019», mediante bonifico bancario o postale sul conto corrente con codice IBAN IT 62O 07601 14500001020172217, intestato alla Tesoreria dello Stato, capo XI, capitolo 2413, art. 17, oppure mediante bollettino postale sul conto corrente postale n. 1020172217, intestato alla Tesoreria dello Stato, capo XI, capitolo 2413, art. 17, oppure mediante versamento in conto entrate tesoro, capo XI, capitolo 2413, art. 17, presso una qualsiasi Tesoreria dello Stato. Il candidato deve, inoltre, indicare gli estremi identificativi del versamento. Il contributo non e’ rimborsabile. La ricevuta del versamento dovra’ essere allegata alla domanda di partecipazione;

      i. sia in possesso degli altri requisiti richiesti dalle  leggi

vigenti.

    Tutti i requisiti devono essere posseduti  entro  il  termine  di

trenta giorni decorrenti dalla data  di  pubblicazione  del  presente

decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4a Serie

speciale «Concorsi ed esami».

                                Art. 3

     Domanda telematica di partecipazione e modalita’ per l’invio

La domanda di partecipazione al concorso deve essere inviata esclusivamente per via telematica, con le modalita’ di seguito indicate, entro il termine di trenta giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4a Serie speciale «Concorsi ed esami».

    Il candidato deve collegarsi al sito internet del Ministero della

giustizia, www.giustizia.it,  alla  voce  strumenti/concorsi,  esami,

assunzioni, per registrarsi.

    Per effettuare la registrazione, occorre inserire:

      codice fiscale;

      posta elettronica nominativa;

      codice di sicurezza (password).

    La domanda  di  partecipazione  deve  essere  redatta  compilando

l’apposito modulo (FORM), disponibile dal giorno di pubblicazione del

presente bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica  italiana  e

fino alla  data  di  scadenza  dello  stesso;  dopo  aver  completato

l’inserimento e la registrazione dei  dati,  il  sistema  informatico

notifichera’ l’avvenuta ricezione, fornendo una  pagina  di  risposta

che contiene il collegamento al  file  in  formato  pdf  «domanda  di

partecipazione».

    Il candidato deve salvare  la  domanda,  stamparla,  firmarla  in

calce e unitamente a fotocopia di un documento di identita’  e  della

ricevuta del versamento del diritto  di  segreteria  scansionarla  in

formato pdf.

Per completare la procedura, occorre inviare la domanda con la seguente modalita’: il candidato deve effettuare l’upload, sul sito, della domanda scansionata; il sistema notifichera’ la ricevuta di presa in carico della domanda, con invio di una e-mail all’indirizzo

 

 indicato dal candidato. Nella ricevuta e’ presente anche il  file  in

formato  pdf  «codice  identificativo».  Il  codice   identificativo,

comprensivo del codice a  barre,  deve  essere  salvato,  stampato  e

conservato  a  cura   del   candidato,   nonche’   esibito   per   la

partecipazione alle prove scritte.

    La procedura di invio della domanda  nella  modalita’  suindicata

deve essere completata entro il termine di  scadenza  del  bando.  In

assenza di invio, la domanda e’ irricevibile. L’elenco delle  domande

irricevibili sara’ pubblicato sul sito del Ministero.

    In caso di piu’ invii, l’ufficio prendera’ in  considerazione  la

domanda inviata per ultima.

    Allo scadere dei termini, il sistema informatico non  permettera’

piu’ l’accesso al FORM ne’ l’invio della domanda.

Le modalita’ operative di compilazione ed invio telematico della domanda sono allegate al presente decreto e ne costituiscono parte integrante.

    Non sono ammessi a partecipare al concorso  i  candidati  le  cui

domande sono state redatte, presentate o spedite in modalita’ diverse

da quelle suindicate.

    Gli aspiranti devono dichiarare nella domanda:

      1. il proprio cognome e nome;

      2. la data e il luogo di nascita;

      3. il codice fiscale;

      4. di essere cittadini italiani;

      5. di avere l’esercizio dei diritti civili;

      6. di essere di condotta incensurabile;

      7. di non avere riportato condanne penali e  di  non  avere  in

corso procedimenti penali ovvero procedimenti per  l’applicazione  di

misure di sicurezza o di prevenzione;

      8. di non avere precedenti giudiziari  tra  quelli  iscrivibili

nel casellario giudiziale ai sensi del decreto del  Presidente  della

Repubblica 14 novembre 2002, n. 313;

      9. di non essere a conoscenza di essere sottoposti ad  indagini

preliminari;

      10.  di  non  essere  stati  esclusi  dall’elettorato  politico

attivo, destituiti ovvero licenziati o dispensati dall’impiego presso

una   pubblica   amministrazione   per   persistente    insufficiente

rendimento, ovvero di non essere  stati  dichiarati  decaduti  da  un

impiego statale a seguito dell’accertamento che l’impiego  stesso  e’

stato conseguito mediante la produzione di documenti falsi o  viziati

da invalidita’ non sanabile;

      11. di essere in posizione regolare nei confronti del  servizio

di leva al quale siano stati eventualmente chiamati;

      12. di essere fisicamente idonei ad  esercitare  l’impiego  cui

aspirano;

13. se, nel caso in cui siano portatori di handicap, abbiano l’esigenza, ai sensi degli articoli 4 e 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di essere assistiti durante le prove scritte, indicando, in caso affermativo, l’ausilio necessario in relazione al proprio handicap, nonche’ l’eventuale necessita’ di tempi aggiuntivi. Tali richieste sono da comprovare indicando gli estremi dell’apposita

 

 certificazione rilasciata  dalla  competente  struttura  pubblica  in

relazione all’handicap;

14. il luogo di residenza (indirizzo, comune, provincia, C.A.P.); ogni cambiamento di indirizzo deve essere comunicato all’ufficio con una delle modalita’ di cui al successivo art. 15;

15. i numeri telefonici di reperibilita’; ogni cambiamento deve essere comunicato all’Ufficio con una delle modalita’ di cui al successivo art. 15;

16. il luogo ove desiderano ricevere eventuali comunicazioni relative al concorso qualora sia diverso da quello di residenza. In assenza di tale dichiarazione le comunicazioni saranno inviate al luogo di residenza; ogni cambiamento deve essere comunicato all’ufficio con una delle modalita’ di cui al successivo art. 15;

      17. l’Universita’ presso la quale e’ stata conseguita la laurea

in giurisprudenza e la data del conseguimento;

      18. l’eventuale precedente prima laurea, l’Universita’ dove  e’

stata conseguita e la data del conseguimento;

      19. la categoria di appartenenza di cui all’art. 2, lettera  g,

nn. 1 – 11;

      20. la lingua straniera, oggetto del colloquio in sede di prova

orale, scelta dal  candidato  fra  le  seguenti:  inglese,  francese,

spagnolo e tedesco;

      21. il versamento del  diritto  di  segreteria,  indicando  gli

estremi dell’avvenuto pagamento, come specificato nel precedente art.

2.

L’amministrazione non assume alcuna responsabilita’ in caso di mancata ricezione delle comunicazioni del candidato ovvero nel caso in cui le proprie comunicazioni non siano ricevute dal candidato a causa dell’inesatta indicazione del recapito o della mancata o tardiva segnalazione del cambiamento di indirizzo indicato nella domanda, ne’ per eventuali disguidi postali o telegrafici non imputabili a colpa dell’amministrazione stessa.

                                Art. 4

                   Cause di esclusione dal concorso

Non sono ammessi al concorso:

a) coloro che non sono in possesso dei requisiti di cui

all’art. 2 del presente decreto;

      b) coloro le cui  domande  di  partecipazione  non  sono  state

inviate nei termini e/o con le  modalita’  indicate  all’art.  3  del

presente decreto;

c) coloro che, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, sono stati dichiarati non idonei in tre concorsi per l’ammissione in magistratura. L’espulsione del candidato dopo la dettatura del tema, durante le prove scritte, equivale ad inidoneita’. Produce, inoltre, gli stessi effetti dell’inidoneita’ l’annullamento di una prova da parte della commissione quando essa abbia accertato che la stessa sia stata in tutto o in parte copiata da quella di altro candidato o da qualsiasi testo ovvero che l’elaborato sia stato reso riconoscibile;

 

       d)  coloro  che  non   hanno   sottoscritto   la   domanda   di

partecipazione.   Le   domande   di   partecipazione   prive    della

sottoscrizione    dell’aspirante    si    considerano    inesistenti.

L’esclusione del candidato per mancata sottoscrizione  della  domanda

potra’ avvenire in ogni momento della procedura concorsuale.

    Il Consiglio Superiore della Magistratura, sentito l’interessato,

puo’ escludere da uno o piu’  concorsi  successivi  chi,  durante  lo

svolgimento delle prove scritte di un concorso, sia stato espulso per

comportamenti fraudolenti,  diretti  ad  acquisire  o  ad  utilizzare

informazioni  non  consentite,  o  per  comportamenti  violenti   che

comunque abbiano turbato le operazioni del concorso.

    L’ammissione al concorso per ciascun candidato e’ deliberata  dal

Consiglio   Superiore   della    Magistratura,    sotto    condizione

dell’accertamento  dei  requisiti  prescritti  per  l’assunzione   in

magistratura  e  delle  altre  condizioni  richieste  dal  bando   di

concorso.

                                Art. 5

                          Prove concorsuali

    L’esame consiste in una prova scritta ed in una prova orale.

    La prova scritta consiste  nello  svolgimento  di  tre  elaborati

teorici vertenti su:

      a. diritto civile;

      b. diritto penale;

      c. diritto amministrativo.

    Per lo svolgimento di ciascun elaborato teorico i candidati hanno

a disposizione otto ore dalla dettatura della traccia.

    La prova orale verte su:

      a. diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano;

      b. procedura civile;

      c. diritto penale;

      d. procedura penale;

      e. diritto amministrativo, costituzionale e tributario;

      f. diritto commerciale e fallimentare;

      g. diritto del lavoro e della previdenza sociale;

      h. diritto comunitario;

      i. diritto internazionale pubblico e privato;

      l.  elementi  di  informatica  giuridica   e   di   ordinamento

giudiziario;

      m. colloquio su una lingua straniera scelta  fra  le  seguenti:

inglese, francese, spagnolo e tedesco.

    Le prove si svolgono secondo le procedure  previste  dall’art.  8

del regio decreto 15 ottobre 1925, n. 1860, e successive modifiche, e

dall’art. 3 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160.

                                Art. 6

                       Commissione esaminatrice

    La commissione di esame e’  nominata  con  decreto  del  Ministro

della  giustizia,  previa  delibera  del  Consiglio  Superiore  della

 

 Magistratura, nei quindici giorni antecedenti  l’inizio  della  prova

scritta, ed e’ composta da un magistrato il quale abbia conseguito la

sesta valutazione di professionalita’,  che  la  presiede,  da  venti

magistrati che abbiano conseguito  almeno  la  terza  valutazione  di

professionalita’, da cinque professori universitari di ruolo titolari

di insegnamenti nelle materie oggetto di  esame  e  da  tre  avvocati

iscritti all’albo speciale dei patrocinanti dinanzi alle magistrature

superiori.

    Non possono  essere  nominati  componenti  della  commissione  di

concorso i magistrati, gli avvocati ed i professori universitari  che

nei dieci anni precedenti abbiano  prestato,  a  qualsiasi  titolo  e

modo, attivita’ di docenza nelle scuole di preparazione  al  concorso

per magistrato ordinario.

    Nel caso in cui non  sia  possibile  raggiungere  il  numero  dei

componenti  della   commissione,   il   Consiglio   Superiore   della

Magistratura nomina d’ufficio magistrati che non  hanno  prestato  il

loro consenso all’esonero dalle funzioni. Non possono essere nominati

coloro che abbiano fatto parte della commissione in uno degli  ultimi

tre concorsi.

Il presidente della commissione e gli altri componenti possono essere nominati anche tra i magistrati a riposo da non piu’ di due anni ed i professori universitari a riposo da non piu’ di cinque anni che, all’atto della cessazione dal servizio, erano in possesso dei requisiti per la nomina.

    Con decreto del Ministro della  giustizia,  previa  delibera  del

Consiglio Superiore  della  Magistratura,  terminata  la  valutazione

degli elaborati scritti, sono nominati componenti  della  commissione

esaminatrice docenti universitari delle lingue indicate dai candidati

ammessi alla prova orale.

Le attivita’ di segreteria della commissione e delle sottocommissioni sono esercitate da personale amministrativo di area terza, in servizio presso il Ministero della giustizia e sono coordinate dal titolare dell’Ufficio competente per il concorso.

                                Art. 7

                      Diario delle prove scritte

    Le prove di esame si svolgeranno nella  sede  di  cui  al  diario

contenente la disciplina delle prove  scritte  che  sara’  pubblicato

nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  italiana –  4a   Serie

speciale «Concorsi ed esami» – del 27 marzo 2020,  nonche’  sul  sito

del Ministero della giustizia, www.giustizia.it

Nella stessa Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sul sito del Ministero della giustizia verra’ data notizia di eventuali differimenti e/o prescrizioni attinenti alla partecipazione alle prove di esame.

    Tale pubblicazione avra’ valore di notifica a tutti gli effetti.

    I concorrenti ammessi alle prove  scritte  dovranno  presentarsi,

senza alcun preavviso, nella sede d’esame, nei  giorni  e  nelle  ore

stabilite per lo svolgimento delle operazioni preliminari  e  per  lo

svolgimento delle prove  medesime,  muniti  di  valido  documento  di

 

 riconoscimento e del codice identificativo.

                                Art. 8

   Candidati ammessi alle prove orali e candidati dichiarati idonei

    Sono ammessi alla prova orale i candidati che ottengono non  meno

di 12/20 di punti in ciascuna delle materie della prova scritta.

    Ai candidati che abbiano conseguito l’ammissione alla prova orale

e’ data  comunicazione,  con  l’indicazione  del  voto  riportato  in

ciascuna delle prove scritte, almeno venti giorni prima di quello  in

cui devono sostenere detta prova.

Conseguono l’idoneita’ i candidati che ottengono non meno di 6/10 in ciascuna delle materie della prova orale, e un giudizio di sufficienza nel colloquio sulla lingua straniera prescelta, e comunque una votazione complessiva nelle due prove non inferiore a 108 punti. Non sono ammesse frazioni di punto.

                                Art. 9

          Termini per la produzione dei titoli di preferenza

I titoli di preferenza, elencati al successivo art. 10, devono essere posseduti non oltre la data di scadenza del bando.

I documenti comprovanti il possesso o le relative dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, accompagnate dalla fotocopia di un documento di identita’, devono pervenire, a pena di decadenza, all’ufficio concorsi, entro il giorno in cui il candidato sostiene la prova orale, ai sensi dell’art. 8 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160. Il candidato puo’ scegliere, per la trasmissione o il deposito dei documenti, una delle modalita’ indicate nel successivo art. 15, fermo restando il rispetto del termine di decadenza suindicato.

                               Art. 10

  Titoli di preferenza a parita’ di merito ed a parita’ di merito e

                                titoli

    Ai sensi dell’art. 5, comma 4, del decreto del  Presidente  della

Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, e successive modifiche,  a  parita’

di merito, sono preferiti:

      1. gli insigniti di medaglia al valor militare;

      2. i mutilati ed invalidi di guerra ex combattenti;

      3. i mutilati ed invalidi per fatto di guerra;

      4. i mutilati ed invalidi per servizio nel settore  pubblico  e

privato;

      5. gli orfani di guerra;

      6. gli orfani dei caduti per fatto di guerra;

7. gli orfani dei caduti per servizio nel settore pubblico e privato;

      8. i feriti in combattimento;

      9. gli insigniti di croce di guerra  o  di  altra  attestazione

 

 speciale di merito di guerra, nonche’ i capi di famiglia numerosa;

      10. i  figli  dei  mutilati  e  degli  invalidi  di  guerra  ex

combattenti;

11. i figli dei mutilati e degli invalidi per fatto di guerra; 12. i figli dei mutilati e degli invalidi per servizio nel

settore pubblico e privato;

      13. i genitori vedovi non risposati, i coniugi non risposati  e

le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti di guerra;

      14. i genitori vedovi non risposati, i coniugi non risposati  e

le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti per fatto di

guerra;

      15. i genitori vedovi non risposati, i coniugi non risposati  e

le sorelle ed i fratelli vedovi o non sposati dei caduti per servizio

nel settore pubblico o privato;

      16. coloro che  abbiano  prestato  il  servizio  militare  come

combattenti;

      17. coloro che abbiano prestato lodevole servizio  a  qualunque

titolo,  per  non  meno  di  un  anno,   nell’amministrazione   della

Giustizia;

      18. i coniugati ed i non coniugati con riguardo al  numero  dei

figli a carico;

      19. gli invalidi e i mutilati civili;

      20. i militari volontari delle  Forze  armate  congedati  senza

demerito al termine della ferma o rafferma.

A parita’ di merito e di titoli, la preferenza e’ determinata: a. dal numero dei figli a carico, indipendentemente dal fatto

che il candidato sia coniugato o meno;

      b. dall’aver prestato lodevole servizio  nelle  amministrazioni

pubbliche, ovvero dall’aver prestato servizio militare di leva;

      c. dalla minore eta’.

L’esito positivo dello stage di cui all’art. 73 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, nel testo vigente, costituisce titolo di preferenza a parita’ di merito.

                               Art. 11

            Graduatoria dei concorrenti dichiarati idonei

I concorrenti dichiarati idonei sono classificati secondo il numero totale dei punti riportati, con l’osservanza, in caso di parita’, delle disposizioni generali vigenti sui titoli di preferenza per l’ammissione ai pubblici impieghi di cui al precedente art. 10.

La commissione esaminatrice del concorso per magistrato ordinario, terminati i lavori, forma la graduatoria che e’ immediatamente trasmessa per l’approvazione al Consiglio Superiore della Magistratura, con le eventuali osservazioni del Ministro della giustizia.

    Il Consiglio Superiore della Magistratura approva la  graduatoria

e  delibera  la  nomina  dei  vincitori  entro  venti  giorni   dalla

ricezione. I relativi decreti di approvazione della graduatoria e  di

nomina dei vincitori sono emanati dal Ministro della giustizia  entro

dieci giorni  dalla  ricezione  della  delibera.  La  graduatoria  e’

 

 pubblicata senza ritardo nel Bollettino Ufficiale del Ministero della

giustizia e dalla pubblicazione decorre il termine di  trenta  giorni

entro  il  quale  gli  interessati  possono  proporre  reclamo.   Gli

eventuali provvedimenti di rettifica della graduatoria sono  adottati

entro il termine di trenta  giorni,  previa  delibera  del  Consiglio

Superiore della Magistratura.

                               Art. 12

                    Nomina a magistrato ordinario

I concorrenti dichiarati idonei all’esito del concorso per esami sono classificati secondo il numero totale dei punti riportati e, nello stesso ordine, sono nominati, con decreto ministeriale, magistrati ordinari, nei limiti dei posti messi a concorso e di quelli aumentati ai sensi del comma 3-bis dell’art. 8 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, nei tempi, anche diversi, consentiti dall’art. 9, commi 5 e 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122 nonche’ dagli articoli 16 e 37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, con legge 15 luglio 2011, n. 111.

    I provvedimenti di nomina sono immediatamente esecutivi, salva la

sopravvenuta inefficacia per ricusazione del visto di legittimita’ da

parte dell’organo di controllo.

                               Art. 13

          Termini per la presentazione dei documenti di rito

    I    vincitori,    nominati    sotto    condizione     risolutiva

dell’accertamento  del  possesso  dei  requisiti  di  legge,   devono

comprovare  tale  possesso   con   le   modalita’   e   nei   termini

successivamente   indicati   nell’invito   ad    assumere    servizio

dall’ufficio competente.

                               Art. 14

                    Trattamento dei dati personali

    I  dati  personali  forniti  dai  candidati  sono  raccolti   dal

Ministero della giustizia per le finalita’ di gestione del  concorso,

sono trattati presso una banca dati automatizzata e conservati  anche

successivamente  all’instaurazione  del  rapporto   di   lavoro.   Il

conferimento di tali dati e’ obbligatorio ai fini  della  valutazione

dei requisiti di partecipazione al concorso, pena l’esclusione  dalla

procedura. I predetti dati possono essere comunicati unicamente  alle

amministrazione pubbliche direttamente interessate  allo  svolgimento

del concorso o alla posizione giuridico –  economica  del  candidato.

L’interessato gode dei diritti del capo III  del  regolamento  UE  n.

2016/679 e puo’ esercitarli con le modalita’ previste dal regolamento

stesso. Tali diritti possono essere fatti valere  nei  confronti  del

Ministero   della   giustizia –   Dipartimento    dell’organizzazione

giudiziaria, del personale e dei  servizi –  Direzione  generale  dei

magistrati – ufficio concorsi, responsabile del  trattamento  per  il

 

 concorso.

    Il form per l’invio della domanda di  partecipazione  e’  gestito

dalla Direzione generale dei sistemi  informativi  automatizzati  che

provvede alla protezione dei dati per i profili di competenza.

    I  risultati  delle  prove  scritte   ed   i   riferimenti   alla

pubblicazione della graduatoria finale vengono resi  disponibili  sul

sito del Ministero della  giustizia,  alla  voce  strumenti/concorsi,

esami, assunzioni, per la durata massima di sessanta giorni.

                               Art. 15

                    Comunicazioni con i candidati

    Scaduti i termini di  vigenza  del  bando,  i  candidati  possono

comunicare  con  l’amministrazione,   nel   corso   della   procedura

concorsuale, con una delle seguenti modalita’:

      dal  proprio   indirizzo   di   posta   elettronica   ordinaria

all’indirizzo: ufficioconcorsi.dgmagistrati.dog@giustizia.it;

dal proprio indirizzo di posta elettronica certificata all’indirizzo: ufficioconcorsi.dgmagistrati.dog@giustiziacert.it;

      per posta  raccomandata  A/R,  all’indirizzo:  Ministero  della

giustizia    Dipartimento   dell’organizzazione   giudiziaria,   del

personale e dei servizi – Direzione generale dei magistrati – ufficio

concorsi – via Arenula n. 70 – 00186 Roma.

    Per  problemi  tecnici,  inerenti  alla  procedura   informatica,

scrivere    a    supportotecnicoutenti.siticoncorsiesami@giustizia.it

specificando la procedura concorsuale, il proprio codice fiscale ed i

recapiti telefonici.

    I candidati gia’ in possesso di  documenti  comprovanti  stati  o

qualita’ personali rilevanti  per  la  procedura  possono,  altresi’,

procedere al deposito diretto, o tramite delegato,  presso  l’ufficio

concorsi. L’amministrazione non assume alcuna responsabilita’ in caso

di mancata ricezione delle comunicazioni  del  candidato  ovvero  nel

caso in cui le proprie comunicazioni non siano ricevute dal candidato

a causa dell’inesatta indicazione del  recapito  o  della  mancata  o

tardiva segnalazione del  cambiamento  di  indirizzo  indicato  nella

domanda,  ne’  per  eventuali  disguidi  postali  o  telegrafici  non

imputabili a colpa dell’amministrazione stessa.

      Roma, 29 ottobre 2019

                                                 Il Ministro: Bonafede

                                                              Allegato

    MODALITA’ OPERATIVE DI COMPILAZIONE ED INVIO DELLA DOMANDA DI

                            PARTECIPAZIONE

    Leggere attentamente il bando di concorso prima di procedere alla

compilazione del form.

Per la navigazione nella applicazione utilizzare i pulsanti ed i link presenti nella stessa (e non i tasti/frecce avanti-dietro del browser).

 

     Si consiglia  di  abilitare  Javascript  per  beneficare  di  una

migliore esperienza ed usabilita’.

Utilizzare uno dei seguenti web browser: Internet Explorer 9 o superiore, Mozilla Firefox o Google Chrome.

    Si raccomanda la massima accuratezza nell’inserimento dei dati.

    I  campi  contrassegnati  con   *(obbligatorio)   devono   essere

valorizzati affinche’ la domanda possa essere registrata.

    Per la selezione multipla  dei  requisiti  di  ammissione  tenere

premuto il tasto Ctrl per Windows e il tasto Command per Mac.

    I dati relativi al recapito vanno inseriti  solo  se  diversi  da

quelli di residenza.

Se un campo non interessa, non inserire alcun segno; se il campo interessa, inserire la sola informazione richiesta.

    Controllare attentamente i dati inseriti prima  di  cliccare  sul

pulsante “Registra”.

    Dopo aver completato l’inserimento e la registrazione  dei  dati,

il sistema mostrera’ al  candidato  il  collegamento  al  file  “pdf”

contenente la domanda di partecipazione registrata. Si raccomanda  di

aprire il collegamento pdf utilizzando le funzioni di Acrobat  Reader

per il salvataggio e la stampa.

    La domanda dovra’ essere salvata, stampata, firmata,  scansionata

in  formato  pdf  unitamente  a  fotocopia   di   un   documento   di

riconoscimento  ed  alla  ricevuta  di  versamento  del  diritto   di

segreteria ed inviata.

    Avvertenze tecniche scansione: la scansione della  documentazione

deve essere:

      • in formato PDF

        in  modalita’  bianco  e  nero;  si  consiglia  la  predetta

modalita’; se poco leggibile, anche scala di grigi o colori;

      • la dimensione massima del file non puo’ superare 10 MB;

• il file PDF deve essere unico e completo di domanda firmata, fotocopia del documento di riconoscimento e della ricevuta di versamento del diritto di segreteria.

Il candidato dovra’ inviare la domanda scansionata attraverso la funzionalita’ di invio (upload sul sito) predisposta nell’apposita sezione dell’applicativo, seguendo le indicazioni fornite dal sistema.

N.B. La procedura si intende completata con l’invio della domanda; in

caso di mancato invio, la domanda e’ irricevibile.

    A seguito di invio della domanda, verificare che lo  stato  della

domanda sia  INVIATA;  in  caso  contrario,  ripetere  nuovamente  la

procedura di invio.

    Al termine dell’invio, il sistema  notifichera’  la  ricevuta  di

presa in carico (codice identificativo),  comprensiva  del  codice  a

barre, che dovra’ essere salvata, stampata e conservata  a  cura  del

candidato, nonche’ esibita per la partecipazione alle prove scritte.

N.B. La ricevuta di presa in carico (codice identificativo) e’ sempre

disponibile nella pagina del concorso cui il candidato puo’  accedere

con le proprie credenziali; se il sistema non ha generato la ricevuta

di presa in carico, vuol dire che la domanda non e’ stata inviata.

    Per  problemi  tecnici,  inerenti  alla  procedura   informatica,

 

 scrivere    a    supportotecnicoutenti.siticoncorsiesami@giustizia.it

specificando la procedura concorsuale, il proprio codice fiscale ed i

recapiti telefonici.

 


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