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Videocitofono per un solo appartamento: è possibile?

21 Novembre 2019 | Autore:
Videocitofono per un solo appartamento: è possibile?

Videocitofono personale: si può installare in condominio? Occorre il consenso dell’assemblea? Videocitofono e privacy: le regole da rispettare.

Vivere in condominio non è mai facile, soprattutto quando si tratta di ripartire le spese inerenti a lavori di ristrutturazione o di conservazione dell’edificio: quasi mai c’è unanimità di veduta quando si tratta di pagare. La situazioni si complica ancor di più allorquando si deve procedere a commissionare lavori per opere di cui soltanto qualcuno può beneficiare. Come ci si comporta in questi casi? Qual è il limite entro cui il singolo condomino può operare per apportare una modifica che vada solo a proprio favore? Metti il caso dell’installazione di un videocitofono: è possibile un impianto per un solo appartamento?

Come saprai, il videocitofono rappresenta una comodità di non poco conto: oltre che sentire, è possibile vedere chi sta bussando al portone di ingresso. Il videocitofono assolve anche (se non soprattutto) a una funzione di sicurezza, tanto che, in molti stabili, il videocitofono ha sostituito il portiere. Cosa accade se solamente un condomino vuole il videocitofono solo per il proprio appartamento? È possibile procedere a un’installazione del genere oppure occorre chiedere il consenso degli altri condomini? Scopriamolo insieme.

Videocitofono e uso della cosa comune

Per comprendere se un singolo condòmino può installare un videocitofono solamente per sé, occorre capire cosa dice la legge a proposito dell’utilizzo delle cose comuni in condominio: l’installazione di un videocitofono, infatti, non riguarda solamente l’appartamento di proprietà esclusiva del condòmino, ma anche l’edificio condominiale e, in particolare, la facciata esterna dello stesso, la quale dovrà “ospitare”, insieme all’impianto citofonico ordinario, quello adatto a far funzionare un videocitofono (praticamente, la piccola telecamera che consentirà al padrone di casa di vedere chi sta bussando).

L’installazione del videocitofono comporta dunque la realizzazione di lavori che riguardano:

  • l’abitazione privata di chi commissiona i lavori;
  • la parete esterna del condominio.

Per quanto riguarda il primo aspetto, non ci sono problemi: ciascuno è libero di eseguire i lavori che vuole nella sua proprietà, ovviamente non violando i diritti altrui (ad esempio, nessuno può eseguire, nel proprio appartamento, dei lavori che possano nuocere all’intero edificio oppure solamente al vicino).

Per quanto concerne il secondo punto, cioè quello riguardante i lavori da realizzarsi all’esterno del condominio, cioè sulla facciata dello stesso, bisogna ricordare che la legge [1] afferma che ciascun condòmino può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

In pratica, ciò significa che è possibile per il singolo condòmino installare un videocitofono apportando delle modifiche esteriori al condominio, purché ciò non impedisca agli altri condòmini il godimento della cosa comune, cioè del condominio stesso.

Ad esempio, l’installazione del videocitofono per un solo appartamento non sarebbe possibile nel caso in cui l’impianto da realizzare sulla parete esterna del fabbricato compromettesse la normale funzionalità degli altri impianti, oppure precludesse agli altri inquilini di optare per la stessa scelta in futuro.

In questo senso, si è espressa anche la giurisprudenza: secondo la Corte di Cassazione [2], secondo cui il condòmino può installare un proprio videocitofono su parete condominiale a condizione che non impedisca agli altri condomini di poter fare altrettanto.

Videocitofono e decoro architettonico

Oltre al normale utilizzo della cosa comune, esiste un altro limite alla possibilità di installare un videocitofono per un solo appartamento: si tratta dell’ipotesi di lesione del decoro architettonico condominiale.

Secondo la legge [3], sono vietate tutte le innovazioni che siano in grado di recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, ovvero che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

Il decoro architettonico fa riferimento al valore esteriore (ed estetico) del condominio, da intendersi come l’insieme armonico delle linee architettoniche e delle strutture ornamentali dell’edificio condominiale, idonee a conferire al fabbricato una propria identità.

Dunque, nel caso in cui l’installazione di un videocitofono per un solo appartamento dovesse arrecare un pregiudizio estetico al condominio, l’opera sarebbe vietata.

Pensa, ad esempio, all’installazione dell’”occhio” del videocitofono all’esterno di un condominio in stile ottocentesco: è chiaro che l’impianto sarebbe in grado di pregiudicare la normale bellezza esteriore dell’edificio.

Videocitofono personale: occorre il consenso dell’assemblea?

Come avrai senz’altro già compreso, per l’installazione di un videocitofono personale non occorre chiedere il consenso all’assemblea di condomino: poiché trattasi di lavori che vanno a vantaggio del singolo, il condominio non ha diritto di opporsi all’iniziativa purché, ovviamente, venga rispettato quanto detto sinora.

I lavori per il videocitofono per un solo appartamento non necessitano, dunque, del consenso dell’assemblea, né questa può impedirli. Ovviamente, tutte le spese occorrenti saranno a carico del singolo condòmino.

Sostituzione citofono con videocitofono: si può?

Quanto detto sinora vale, ovviamente, anche nel caso in cui il condòmino voglia provvedere a sostituire il vecchio impianto citofonico con uno nuovo dotato di telecamera. La sostituzione, però, dovrà tenere conto delle esigenze degli altri condòmini, e quindi:

  • se l’assemblea delibera nel senso di provvedere a una sostituzione integrale del vecchio impianto citofonico con uno nuovo fornito di telecamera (videocitofono), allora tutto il condominio dovrà partecipare, in quanto l’innovazione varrà per tutti quanti. Di conseguenza, le spese andranno ripartite tra tutti, in proporzione ai millesimi posseduti, mentre l’installazione interna graverà singolarmente su ciascuno;
  • se l’assemblea non delibera a favore della sostituzione del vecchio impianto (solo audio) con uno nuovo (anche video), allora il singolo condòmino potrà provvedere autonomamente, pagando di tasca propria il videocitofono solamente per il proprio appartamento, a patto che vengano rispettate le condizioni sopra viste, e cioè quelle inerenti all’utilizzo della cosa comune e al decoro architettonico condominiale.

Videocitofono personale: può violare la privacy?

Un altro aspetto che può entrare in gioco allorquando si discute di videocitofoni in codominio riguarda il rispetto della privacy. Al condòmino che voglia installare autonomamente un impianto del genere l’assemblea potrebbe opporre il proprio diniego basato non sull’alterazione della cosa comune o sulla lesione del decoro architettonico, bensì sulla possibile violazione del diritto alla riservatezza che un impianto di tale genere potrebbe causare.

Il videocitofono personale può violare la privacy degli altri condòmini o perfino dei passanti, cioè di coloro che circolano in strada o in altra area pubblica, nel momento in cui l’occhio dell’impianto si spinga sin lì?

Il videocitofono è uno strumento che prevede l’uso delle telecamere che devono riprendere l’area esterna al portone (principale o portone della singola unità abitativa). Orbene, se il videocitofono si limitasse a trasmettere le immagini dall’esterno del condominio all’interno dell’appartamento solamente per brevi istanti al momento dell’attivazione (che coinciderebbe con l’istante in cui si bussa), non vi sarebbero problemi.

La questione relativa alla potenziale violazione della privacy derivante dall’uso di un videocitofono si collegano allo sviluppo tecnologico che ha portato alla creazione di strumenti in grado non solo di prelevare immagini, ma anche di registrarle (sonoro compreso) e di conservarle. Questo vuol dire che un uso improprio può portare alla raccolta e diffusione di dati personali inerenti altri condomini o soggetti terzi che ad esempio arrivano in visita. Addirittura oggi è possibile assumere il controllo del proprio impianto citofonico direttamente dallo smartphone.

Cosa succede se il condòmino installa un videocitofono ad uso esclusivo che però riprende anche aree non di sua esclusiva pertinenza, come ad esempio il cortile condominiale oppure la porta di ingresso di altri condòmini? Prosegui nella lettura se vuoi saperne di più.

Videocitofono: come rispettare la privacy degli altri?

In linea di massima, il videocitofono dovrebbe essere regolato in modo che l’angolo visuale ripreso sia il più possibile ristretto e quindi non sia idoneo a “intercettare” altri soggetti. Ad esempio, la telecamera dell’impianto non deve riprendere gli ospiti che arrivano dai vicini, gli orari di uscita e rientro del condomino che abita sullo stesso piano, ecc.

Insomma, vanno rispettate le stesse regole che valgono per i sistemi di videosorveglianza: il videocitofono personale non può avere un raggio visuale che interferisca con spazi condominiali comuni o con la proprietà del vicino.

Il rispetto di queste precauzioni rende superfluo installare il cartello che avvisa della presenza della telecamera.

Nel caso in cui il videocitofono personale del singolo condòmino, per le modalità di ubicazione, riesca a riprendere anche spazi comuni, come può essere un pianerottolo o l’uscio del vicino, c’è il rischio che si configuri il reato di interferenze illecite nella vita privata altrui [4].

Il Garante privacy ha precisato inoltre che è comunque vietato diffondere le immagini riprese, anche se le stesse sono strettamente pertinenti alla propria area privata. In pratica, se il tuo videocitofono riprende il tuo ospite che bussa alla tua porta, non puoi comunque diffondere le immagini così ottenute.

Dunque, se intendi installare in condominio un videocitofono solo per il tuo appartamento, sappi che dovrai ubicarlo in modo tale da riprendere solo gli spazi di tua esclusiva proprietà, o comunque in modo che l’angolo visuale rispetti la riservatezza degli altri condòmini e dei passanti. Inoltre, le immagini riprese non possono mai essere diffuse, a meno che non ricorrano esigenze di giustizia (ad esempio, per mostrarle all’autorità).


note

[1] Art. 1102 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 6643 del primo aprile 2015.

[3] Art. 1120 cod. civ.

[4] Art. 615-bis cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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