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Come faccio a sapere dove finisce la mia proprietà?

21 Novembre 2019
Come faccio a sapere dove finisce la mia proprietà?

Quando sorgono delle contestazioni tra vicini circa la posizione del confine tra due terreni attigui, il mezzo sicuro e definitivo per risolvere il problema è procedere alla delimitazione delle proprietà.

Immagina che una serie di brutte tempeste invernali abbia spazzato via, negli ultimi anni, i paletti che delimitavano il tuo terreno e lo distinguevano da quello del vicino. Ora, a distanza di tanto tempo e con l’acqua piovana che ha cancellato i segni sul terreno, è difficile stabilire dove finisce una proprietà e dove inizia un’altra. In questo caso dovresti ricorrere a un perito tecnico che, tramite il catasto e l’ufficio del territorio, ristabilisca la situazione precedente. Ma non è detto che le parti intendano spendere soldi per un consulente o che riconoscano a questi l’autorità di decidere in merito ai rispettivi confini.

Se ti sei trovato in una situazione del genere, ti sarai certamente chiesto: come faccio a sapere dove finisce la mia proprietà? Le fotografie non possono garantire una precisione millimetrica e a volte, si sa, le guerre si fanno anche per poche zolle di terreno. Ti servirà, quindi, stabilire cosa prevede la legge in ipotesi del genere. Ipotesi che, se anche molto ricorrenti in un’epoca passata in cui la nostra economia era prevalentemente contadina, continuano a dividere anche al giorno d’oggi i vicini.

La proprietà rurale non è, infatti, come quella delle abitazioni delimitate da muri; è facile pertanto che un forte vento, ma anche la mano dell’uomo in malafede, alteri le delimitazioni. Ecco allora come sapere dove finisce la proprietà.

Che fare quando c’è incertezza sui confini delle proprietà?

Può accadere che vi sia incertezza sul confine tra due proprietà o siano andati perduti i cosiddetti “termini di confine“, cioè quei segni materiali come picchetti, pietre o altro usati per delimitare i due terreni attigui. Che fare? Vi sono due strade: una amichevole, che consiste nel trovare un accordo soddisfacente per entrambi i proprietari confinanti, e una giudiziale, che si rende necessaria quando la prima non sia possibile.

Regolamento amichevole

Le parti possono concordare amichevolmente la determinazione del confine. Sì tratta di un atto “transattivo” che può essere concluso solo dai proprietari dei rispettivi terreni; per essere valido, esso richiede la forma scritta  e va poi trascritto presso il Registro dei beni immobiliari.

Sarà opportuno a tale scopo richiedere l’intervento di un geometra il quale, in presenza delle partì:

  • esamini i titoli di proprietà (ossia gli atti di acquisto) e le piantine allegate per conoscere con precisione le superfici di ciascun terreno;
  • misuri la superficie reale di ciascuna proprietà;
  • infine determini la linea di confine, “materializzandola” eventualmente con ceppi, picchetti o altro.

Regolamento giudiziario

Si tratta della tradizionale causa in tribunale. Essa può essere proposta solo dal proprietario, dal titolare di un diritto di servitù, dall’enfiteuta, dall’usufruttuario e da chi ha il diritto d’uso. Questi ultimi, però, dovranno chiamare in causa anche il proprietario, altrimenti la sentenza non avrà alcun valore nei suoi confronti.

L’affittuario, invece, non può in nessun caso proporre l’azione di regolamento dei confini.

Chiamato a decidere della causa è il giudice competente per valore del luogo in cui si trovano i terreni interessati.

Ciascun proprietario ha l’onere di fornire la prova della posizione del confine e può usare a questo scopo ogni mezzo: documenti scritti, testimonianze ecc.

Solo quando non vi siano altri elementi, il giudice può ricorrere alle mappe catastali.

Il giudice – succede quasi sempre – può disporre la perizia di un geometra, il quale alla fine farà una relazione scritta. La nomina del perito (il cosiddetto consulente tecnico d’ufficio) è disposta dal tribunale e l’anticipo della sua parcella è posto a carico della parte che ha avviato il processo.

Apposizione dei terreni

Quando i segni usati per indicare il confine tra due proprietà mancano o si sono deteriorati nel corso degli anni, ciascun proprietario ha diritto di chiedere che vengano posti o sostituiti a spese comuni.

Se il vicino non aderisce alla richiesta, è sempre possibile ricorrere al giudice di pace.

Norme di riferimento

Per maggiori approfondimenti leggi gli articoli 950 e 951 del Codice civile.



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1 Commento

  1. TRovo questo articolo molto chiaro. Poco tempo fa mi sono trovato in questa stessa situazione. Discussioni su discussioni con il mio vicino. Poi, ho deciso di porre fine a queste diatribe estenuanti e gli ho prospettato le due alternative. Abbiamo optato per la strada amichevole, nonostante i nostri toni fossero stati molto forti e cogitati. Abbiamo richiesto l’intervento di un geometra che ha analizzato atti di acquisto e le piantine allegate, poi ha misurato la superficie reale delle nostre proprietà ed ha definto finalmente la linea di confine.

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