Segnalare le altrui evasioni fiscali sarà obbligatorio

21 Novembre 2019 | Autore:
Segnalare le altrui evasioni fiscali sarà obbligatorio

La nuova direttiva europea sul whisteblowing introduce l’obbligo di segnalazione degli illeciti fiscali: l’Italia dovrà recepirla e applicarla.

Siamo abituati a pensare all’evasione fiscale come un fenomeno che avviene su fronti contrapposti: da un lato il contribuente che realizza le sue operazioni economiche e può pagare le tasse dovute oppure sfuggire all’imposizione; dall’altro il fisco, che attraverso i suoi organi controlla e accerta se evade davvero.

Adesso in questo gioco a “guardie e ladri” sta arrivando un nuovo soggetto che presto si inserirà nel meccanismo: è il whisteblower, che possiamo tradurre in “segnalatore“. Costui avrà l’obbligo – non solo la facoltà, come avviene finora – di rapportare gli illeciti fiscali di cui è venuto a conoscenza; quando lo farà dovrà essere protetto da ritorsioni e saranno previsti canali di comunicazione per consentire di effettuare anche segnalazioni che garantiscano l’anonimato.

Lo prevede una nuova direttiva europea [1], che gli Stati membri dell’Unione, tra cui l’Italia, sono tenuti a recepire entro il 31 dicembre 2019 per consentirne l’entrata in vigore entro il 1 luglio 2020 o al massimo entro il 2021. In estrema sintesi, essa prevede che intermediari e professionisti avranno l’obbligo di informare le autorità fiscali di determinati meccanismi di cui sono venuti a conoscenza durante i loro rapporti con il soggetto tenuto all’imposizione fiscale e che gli consentono di evadere le tasse.

Nella prima fase, l’applicazione delle nuove regole sarà circoscritta agli schemi transfrontalieri «fiscalmente aggressivi», ma presto il sistema si estenderà a una più ampia serie di reati, non solo fiscali, dove il whisteblower è già all’opera in tutte le aziende o enti che hanno adottato il modello 231 [2] per prevenirli e impedirne la commissione; con la differenza, però, che ora la segnalazione è facoltativa (ferma restando la tutela per chi la fa: leggi whisteblowing chi può segnalare) mentre d’ora in poi diventerà obbligatoria.

Dunque si tratterà di una vasta gamma di violazioni da segnalare: dagli appalti al riciclaggio, dal terrorismo alla protezione dei consumatori e sicurezza dei prodotti, dall’ambiente alla privacy; tutti gli interessi tutelati dall’Unione europea e che adesso con il nuovo meccanismo delle segnalazioni acquisiscono un meccanismo di protezione più completo ed efficace.

Nella pratica, il nuovo obbligo coinvolgerà innanzitutto i professionisti incaricati di seguire i vari aspetti dell’azienda: commercialisti, avvocati e consulenti fiscali, ma anche i dipendenti che lavorano nell’azienda stessa e durante le loro mansioni possono venire a conoscenza dei fenomeni per i quali scatta l’obbligo di segnalazione. Costoro saranno protetti dalla normativa, in modo da restare immuni da eventuali ritorsioni nei loro confronti, estendendo la tutela già prevista dalla legge sul whisteblowing [3].

Per ora si parte con le imprese che impiegano più di 50 dipendenti o con fatturato superiore a dieci milioni di euro all’anno, e rimangono escluse quelle più piccole; resta da vedere come l’Italia recepirà la direttiva europea e quali regole stabilirà per rispettare gli obblighi che la nuova normativa comunitaria impone.


note

[1] Direttiva 2018/822/Ue, “Mandatory disclosure rules-Mdr for intermediaries“, detta Dac6.

[2] D.Lgs. n.231/2001.

[3] Legge n.179/2017


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