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Gioco d’azzardo patologico: ultime sentenze

15 Dicembre 2019
Gioco d’azzardo patologico: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: disturbi della personalità; gioco d’azzardo patologico; riconoscimento del vizio totale o parziale di mente; apertura giornaliera delle sale da gioco; prevenzione, contrasto e riduzione del gioco d’azzardo patologico; interventi di contrasto della ludopatia; limitazione territoriale degli apparecchi da gioco.

Dipendenza dal gioco d’azzardo

Ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, il gioco d’azzardo patologico, che è da considerarsi un disturbo della personalità o disturbo del controllo degli impulsi destinato, come tale, a sconfinare nella patologia e ad incidere, escludendola, sulla imputabilità per il profilo della capacità di volere, può rientrare nel concetto di “infermità”, purché sia di consistenza, intensità e gravità tali da incidere concretamente sulla capacità di intendere o di volere, escludendola o scemandola grandemente, e a condizione che sussista un nesso eziologico con la specifica condotta criminosa .

Cassazione penale sez. VI, 10/05/2018, n.33463

Orari di apertura dei pubblici esercizi

La disciplina limitativa degli orari di apertura dei pubblici esercizi in cui si svolgono attività di gioco o scommessa — che consente un’apertura giornaliera pari a otto ore giornaliere — appare proporzionata rispetto agli obiettivi perseguiti (prevenzione, contrasto e riduzione del gioco d’azzardo patologico), realizzando un ragionevole contemperamento degli interessi economici degli imprenditori del settore con l’interesse pubblico a prevenire e contrastare fenomeni di patologia sociale connessi al gioco compulsivo, non essendo revocabile in dubbio che un’illimitata o incontrollata possibilità di accesso al gioco accresce il rischio di diffusione di fenomeni di dipendenza, con conseguenze pregiudizievoli sia sulla vita personale e familiare dei cittadini, che a carico del servizio sanitario e dei servizi sociali, chiamati a contrastare patologie e situazioni di disagio connesse alle ludopatie.ficazione, comunicazione o, comunque, piena conoscenza dell’atto — ex art. 120, comma 5, c.p.a.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. III, 11/12/2017, n.1130

Distanze di sicurezza dai luoghi sensibili per l’installazione di sale da gioco

Va dichiarata non fondata la q.l.c. dell’art. 7 l. reg. Puglia 13 dicembre 2013 n. 43, recante “Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP)” nella parte in cui vieta il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio di sale da gioco e all’installazione di apparecchi da gioco nel caso di ubicazione a distanza inferiore a 500 metri pedonali dai luoghi ‘sensibili’ ivi indicati: istituti scolastici, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi, centri giovanili, centri sociali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio -assistenziale, strutture ricettive per categorie protette.

Dalla legislazione statale si ricava il principio della legittimità di interventi di contrasto della ludopatia basati sul rispetto di distanze minime dai luoghi “sensibili”, non anche quello della necessità della previa definizione della relativa pianificazione a livello nazionale: la legge regionale che introduce una disciplina immediatamente operativa al di fuori del procedimento di pianificazione, pertanto, non viola alcun principio fondamentale in materia di tutela della salute.

Corte Costituzionale, 11/05/2017, n.108

Lotta alla ludopatia

Appare del tutto giustificata, ragionevole e proporzionata una limitazione territoriale degli apparecchi da gioco, al fine di tutelare le categorie più sensibili della popolazione dal pericolo della dipendenza da gioco. È un fatto che il fenomeno del gioco lecito con gli apparecchi di cui agli artt. 110, comma 6, lett a), del TULPS (c.d. « new slot », meglio conosciute a livello internazionale come A.W.P. — amusement with prizes) ha assunto in Italia dimensioni notevoli.

La perdurante crisi economica induce lo Stato ad aumentare l’offerta di giochi leciti, per ottenere maggiori entrate fiscali, ma questo orientamento induce, al contempo, le persone più fragili ad appellarsi alla fortuna, nell’illusione di risolvere i propri problemi. Il gioco lecito, da mero divertimento, può non di rado degenerare in dipendenza, con gravi conseguenze non solo sulla salute (la malattia è chiamata « gioco d’azzardo patologico », GAP), ma anche di relazione sociale, con elevati costi a carico della collettività.

T.A.R. Bolzano, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 02/12/2015, n.359

Propensione al gioco d’azzardo patologico 

La propensione al gioco d’azzardo patologico è un disturbo del comportamento assimilabile, quanto ad effetti e a modalità di estrinsecazione, alla tossicodipendenza, e, come tale, incide direttamente sulla salute psichica del soggetto che ne risulta affetto, sicché il g.a.p. (impropriamente definito come « ludopatia ») rientra a pieno titolo tra le patologie che mettono a rischio la salute intesa come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, la cui tutela è affidata dalla Carta costituzionale alla Repubblica ai sensi dell’art. 32 di essa, con potestà legislativa esercitabile in via concorrente da Stato e Regione in virtù del successivo disposto di cui all’art. 117, comma 3; la materia in cui si colloca l’eventuale regolamentazione del g.a.p. pare dunque, in via prioritaria, quella della tutela della salute e non quella del governo del territorio, che solo in via eventuale, oltre che nei limiti imposti dalla normativa regionale, può essere utilizzata dagli enti locali per disciplinare un fenomeno prettamente connesso alla salute psichica dei soggetti che ne risultano afflitti.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 17/11/2015, n.2412

Gioco d’azzardo: le conseguenze sulla salute

Il fenomeno del gioco lecito con gli apparecchi di cui agli artt. 110, comma 6, lett a), del TULPS (c.d. “new slot”, meglio conosciute a livello internazionale come A.W.P. – amusement with prizes) ha assunto in Italia dimensioni notevoli.

La perdurante crisi economica induce lo Stato ad aumentare l’offerta di giochi leciti, per ottenere maggiori entrate fiscali, ma questo orientamento induce, al contempo, le persone più fragili ad appellarsi alla fortuna, nell’illusione di risolvere i propri problemi.

E’ noto che il gioco lecito, da mero divertimento, può non di rado degenerare in dipendenza, con gravi conseguenze non solo sulla salute (la malattia è chiamata “gioco d’azzardo patologico”, GAP), ma anche di relazione sociale, con elevati costi a carico della collettività.

T.A.R. Bolzano, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 16/10/2015, n.316

Perturbazione delle facoltà intellettive o volitive

Un soggetto affetto da gioco d’azzardo patologico, di cui ne è dubbia la perturbazione delle facoltà intellettive o volitive a tal punto da renderla incapace di autodeterminarsi, è tenuta al pagamento delle somme richiestegli con precetto in virtù di debiti di gioco.

Tribunale Arezzo, 28/10/2009

Lesione del diritto alla salute

È inammissibile, per omessa esplorazione di diverse soluzioni ermeneutiche, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 50, comma 7, del d.lg. 18 agosto 2000, n. 267, impugnato, in riferimento agli artt. 32 e 118 Cost., nella parte in cui, disciplinando i poteri normativi e provvedimentali attribuiti al sindaco in materia di gioco e scommesse, non prevede che tali poteri possano essere esercitati con finalità di contrasto del fenomeno del gioco di azzardo patologico.

Infatti, così come evidenziato dalla giurisprudenza amministrativa di legittimità e di merito, proprio la disposizione censurata può fornire un fondamento legislativo al potere del sindaco di disciplinare gli orari delle sale giochi e degli esercizi nei quali sono installate le apparecchiature per il gioco. Inoltre, il potere di limitare la distribuzione sul territorio delle sale da gioco potrebbe essere anche ricondotto alla potestà degli enti locali in materia di pianificazione e governo del territorio.

Corte Costituzionale, 18/07/2014, n.220

Gioco d’azzardo e limitazione orario apertura esercizi

In forza della generale previsione dell’art. 50, comma 7, del d.lgs. n. 267 del 18 agosto 2000, il sindaco può disciplinare gli orari delle sale giochi e degli esercizi nei quali siano installate apparecchiature per il gioco d’azzardo e ciò può fare per esigenze di tutela della salute, della quiete pubblica, ovvero della circolazione stradale.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. I, 21/08/2018, n.754



9 Commenti

  1. Purtroppo il gioco d’azzardo patologico è difficile da contrastare… Un parente di un mio amico si è giocato anche la casa…. Nel senso che anziché pagare il mutuo con quei soldi ci faceva scommesse.. Ma i debiti di gioco devono essere pagati per forza?

    1. La legge non ti impone di pagare il debito e, se lo fai, è solo per tua spontanea volontà. Le conseguenze di questa importante affermazione sono due:il creditore non può rivolgersi al giudice per farti pagare: non può farti causa o inviarti ingiunzioni di pagamento; non ha, in altri termini, alcuno strumento contro di te. Sicché, chi non paga i debiti di gioco non rischia nulla;
      dall’altro lato, però, se decidi di pagare il debito spontaneamente non puoi, in un successivo momento, chiedere la restituzione dei soldi versati.

  2. Salve.. a proposito di gioco d’azzardo, vorrei capire quando si parla di semplice vizio o di patologia vera a e propria. Cioè come diventa una dipendenza il gioco e come intervenire in soccorso della persona che ha una dipendenza dal gioco d’azzardo.

    1. Quando il vizio del gioco diventa una dipendenza? Come viene percepita la “quasi vincita” dal giocatore d’azzardo patologico? Come uscire dal gioco d’azzardo patologico? Il gioco d’azzardo è legale? Chi ha debiti di gioco è costretto a pagare? Per scoprirlo, leggi il nostro articolo “Gioco d’azzardo patologico: sintomi, cause e cure” https://www.laleggepertutti.it/304915_gioco-dazzardo-patologico-sintomi-cause-e-cure Per maggiori informazioni sull’argomento, potrai leggere l’intervista ad uno specialista in psichiatria e psicoterapeuta. Dopodiché, ti spiegheremo se esistono o meno strumenti giuridici e legali per imporre a chi ha debiti di gioco di pagare e ti parleremo di una recente sentenza del tribunale di Aosta.

  3. Quando un debitore è insolvente il creditore può chiedere attivando lo strumento giudiziario il pagamento della somma che deve riscuotere. Tuttavia questo non è lo schema del debito di gioco, perché il debitore non ha l’obbligo di pagare. Hai perso a carte e non hai la somma persa oppure non hai proprio la benché minima intenzione di pagarla, no problem! Se Tizio e Caio giocano a carte e scommettono soldi, Tizio non ha armi legali per pretendere il pagamento. Quindi abbiamo in questo senso risposto negativamente all’interrogativo principale: debiti di gioco, si è obbligati a pagarli? Questo vale tanto quando il gioco è proibito, tanto quando è ammesso dalla legge. L’unico caso in cui puoi agire in giudizio si presenta quando devi ottenere il pagamento da lotterie legalmente organizzate, come il gioco del lotto e le competizioni sportive che permettono di effettuare una richiesta coattiva dei pagamenti sia tra i partecipanti che tra i non partecipanti al gioco.

  4. Ciò che di illecito fa il nostro Paese – ad avviso dei giudici di Lussemburgo – è non tassare il ricavato delle vincite provenienti da casinò italiani e, invece, tassarlo se proviene da un casinò di un altro Stato dell’Unione Europea. Si tratta, di certo, sotto l’aspetto giuridico, di una disparità di trattamento incompatibile con le norme comunitarie, ma che, sotto il profilo pratico, non fa che incentivare – piuttosto che contrastare – la dipendenza da gioco. Insomma, il nostro fisco non fa che incentivare migliaia di scommettitori a tentare la fortuna – che spesso li porta alla rovina – proprio nel nostro Paese, dietro l’angolo di casa.

  5. In Italia, oggi, le vincite realizzate in case da gioco situate nel territorio della Repubblica sono esonerate dall’imposta sul reddito in quanto la ritenuta è compresa nell’imposta sugli intrattenimenti. Per le persone residenti nel Belpaese, dunque, soltanto le vincite ottenute in case da gioco situate all’estero entrano nella base imponibile Irpef.

  6. C’è una nuova legge sul gioco d’azzardo, ma mancano i decreti attuativi da parte del ministero dell’Economia, senza i quali non si può fare nulla. C’è comunque l’impostazione e quindi si è a buon punto. Le misure contenute nell’articolato riguardano in modo particolare la riduzione delle slot machines presenti sul mercato del 34%. Inoltre le slot machines Awp non riceveranno più le licenze e neppure il rinnovo delle stesse perché vengano sostituite con i modelli Awpr. Questi apparecchi offrono alcuni vantaggi per il controllo del gioco d’azzardo legale perché richiedono l’inserimento della tessera sanitaria per autorizzare il giocatore, la vincita massima è di 100 euro e la puntata minima è di 0,50 euro, mentre una partita dura tra i e i 7 secondi. Questo rappresenta l’inizio di un percorso che potrà intervenire a limitare il gioco d’azzardo.

  7. Attualmente i messaggi pubblicitari sono vietati all’interno dei programmi radiofonici, televisivi e teatrali visibili ai minori e lo stesso vale per i messaggi che invitano alla pratica del gioco d’azzardo posti in giornali e riviste oppure su internet a meno che non vi siano restrizione ai minori

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