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Esercizio abusivo professione medica: ultime sentenze

15 Dicembre 2019
Esercizio abusivo professione medica: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: svolgimento di un’attività professionale per la quale è richiesta un’abilitazione speciale; reato di abusivo esercizio della professione; condotta del fisioterapista; assenza di prescrizione medica.

Esercizio abusivo della professione medica: quando si configura?

In relazione alla professione medica, che si estrinseca nell’individuare e diagnosticare le malattie, nel prescriverne la cura, nel somministrare i rimedi anche se diversi da quelli ordinariamente praticati, commette il reato di esercizio abusivo della professione medica chiunque, anche compiendo soltanto un atto tipico della professione, esprima giudizi diagnostici e consigli, ed appresti le cure al malato.

Cassazione penale sez. II, 15/11/2011, n.43328

Trattamenti sanitari del fisioterapista senza prescrizione medica

Integra “il fumus comissi delicti”, relativamente al reato di esercizio abusivo della professione medica, la condotta del fisioterapista che, in assenza di prescrizione, ponga in essere trattamenti sanitari, atteso che la laurea in fisioterapia non abilita ad alcuna attività di diagnosi consentendo al fisioterapista il solo svolgimento, anche in autonomia, di attività esecutiva della prescrizione medica.

Cassazione penale sez. VI, 08/03/2018, n.29667

Scambio epistolare di opinioni fra medici sulle cure da adottare per i pazienti

Uno scambio epistolare tra professionisti medici con il quale vengono espressi pareri ed opinioni sulle cure ed adozioni da intraprendere per i vari pazienti non costituisce abuso dell’esercizio della professione medica, e cioè la prescrizione di diagnosi e cure riguardanti, nella fattispecie, la genetica medica.

Tribunale Matera, 19/12/2017

Esercizio abusivo di professione medica

Non può evocare l’esimente dell’avere agito in stato di necessità, ex art. 56 c.p., e risponde di concorso in esercizio abusivo della professione medica, ai sensi dell’art. 348 c.p., il direttore sanitario di un ambulatorio odontoiatrico che abbia consentito ad un soggetto non abilitato di eseguire un intervento su di un paziente in assenza di riscontri circa l’estrema urgenza e indifferibilità dell’intervento medesimo, essendosi, di contro, accertato che, nell’assenza del titolare, oltre al paziente in discussione, altri pazienti si trovano simultaneamente in attesa nello studio dentistico, uno dei quali era lì giunto per via di un appuntamento concordato direttamente con l’imputato.

Cassazione penale sez. VI, 07/10/2016, n.48948

Somministrazione di un antidolorifico ad un animale senza abilitazione professionale 

Bene è ritenuta la configurabilità del reato di cui all’art. 348 c.p. (abusivo esercizio di una professione) nella condotta costituita dalla somministrazione ad un cavallo, senza prescrizione del medico veterinario, da parte di soggetto privo di abilitazione professionale, di un farmaco antidolorifico, nulla rilevando in contrario che trattisi di farmaco c.d. “da banco”, acquistabile in farmacia senza necessità di ricetta medica.

Cassazione penale sez. III, 24/05/2016, n.5235

Esercizio abusivo della professione medica e violenza sessuale

Il rapporto di connessione anche meramente investigativa tra esercizio abusivo della professione medica e violenza sessuale mediante abuso delle condizioni di inferiorità psichica, rileva anzitutto anche sul piano della procedibilità d’ufficio di tutti i reati così connessi; inoltre la commissione di condotte sessuali nell’ambito di un rapporto di totale affidamento tra operatore/specialista medico e paziente, indipendentemente dalla metodologia seguita dal curante ed, a maggior ragione, se il curante è andato anche oltre le competenze della propria professione, proprio in virtù del rapporto di totale fiducia ingenerato nelle vittime, esclude ogni tipo di consenso idoneo a legittimare l’invasione della sfera sessuale della vittima e configura di per sé una violenza sessuale compiuta mediante induzione e abuso delle condizioni di inferiorità psichica.

Cassazione penale sez. III, 18/05/2016, n.37166

Attività di massaggiatore a scopo curativo

Risponde del reato di esercizio abusivo della professione, previsto dall’art. 348 c.p., colui che, senza aver conseguito la laurea in medicina e la relativa abilitazione professionale, eserciti l’attività di massaggiatore a scopo curativo, posto che la professione sanitaria di massaggiatore abilita solo a compiere trattamenti finalizzati a migliorare il benessere personale su un soggetto sano e integro e non il compimento di attività che presuppongono competenze mediche, terapeutiche o fisioterapiche.

Cassazione penale sez. VI, 15/03/2016, n.13213

Esercizio abusivo della professione medica: la natura dell’attività svolta

Ciò che rileva ai fini dell’accertamento del reato di esercizio abusivo della professione medica non è il metodo scientifico adoperato, ma la natura dell’attività svolta. Posto, pertanto, che deve riconoscersi la possibilità del libero svolgimento di attività rientranti nel novero della medicina alternativa, risponde del reato de quo il naturopata che svolga gli atti tipici riservati alla professione medica, quali la diagnosi, la profilassi e la cura di malattie (nello specifico la Corte ha precisato che, ai fini della configurabilità del reato, laddove siano svolte tali attività, sono irrilevanti sia la circostanza che il soggetto agente non si presenti come medico, ma come esercente un’attività alternativa a quella della medicina tradizionale, sia lo svolgimento di tali attività con tecniche o metodi non tradizionali, come quelli omeopatici o naturopati).

Cassazione penale sez. VI, 26/01/2016, n.8885

Interventi di mastoplastica additiva

In tema di esercizio abusivo della professione medica, non integra il reato di cui all’art.348 cod.pen. la condotta del medico che esegua interventi di mastoplastica additiva pur non avendo conseguito la specializzazione in chirurgia plastica o generale, in quanto l’iscrizione all’albo dei medici abilita di per sé allo svolgimento dell’attività chirurgica, non essendo richiesto anche il possesso del diploma di specializzazione nei diversi settori della chirurgia, requisito necessario per il solo svolgimento dell’attività chirurgica nell’ambito del servizio sanitario nazionale.

(In motivazione, la Corte ha precisato che la previsione contenuta all’art.2 del D.M. 3 settembre 1993, in base alla quale l’utilizzo di protesi al silicone era consentita esclusivamente agli specialisti in chirurgia plastica, aveva la funzione di limitare l’utilizzo di tali protesi e non di circoscrivere l’ambito di esercizio della professione medica).

Cassazione penale sez. VI, 12/11/2015, n.50012

Paziente affetto da vescica al piede

Integra i reati di esercizio abusivo della professione medica e lesioni dolose di cui agli art. 348 e 582 c.p. la condotta del soggetto privo di abilitazione professionale che abbia visitato e medicato un paziente affetto da vescica al piede, omettendo di prescrivergli la necessaria terapia antibiotica e i dovuti accertamenti diagnostici, cagionando un processo canceroso che esitava nell’amputazione della gamba, a nulla rilevando il consenso informato del paziente circa l’assenza del titolo abilitativo.

(In particolare, la Suprema Corte ha ravvisato il dolo eventuale presupposto all’integrazione delle fattispecie nell’accettazione della possibilità di uno sviluppo infettivo quale quello effettivamente verificatosi che avrebbe richiesto interventi che l’imputato sapeva essere al di sopra delle proprie possibilità, a prescindere dal successo di interventi realizzati in precedenza nei confronti di altri pazienti).

Cassazione penale sez. V, 10/02/2015, n.19554

Quando è esclusa la sussistenza del reato di esercizio abusivo della professione medica?

Deve escludersi la sussistenza del reato di esercizio abusivo della professione medica di cui all’art. 348 c.p. con riferimento alla condotta di tecnici radiologi che abbiano eseguito esami di radiologia di base senza mezzi di contrasto e utilizzando il sistema di telerefertazione a distanza (cd. RIS PACS) su pazienti muniti di prescrizione del medico curante, previo accertamento che gli stessi non fossero in stato di gravidanza e senza sottoscrivere alcuna documentazione inerente gli esami.

Tribunale Lucca, 04/09/2014, n.1282

Concorso nel reato di esercizio abusivo di una professione: chi può risponderne?

Può rispondere del reato di esercizio abusivo di una professione, a titolo di concorso, chiunque agevoli o favorisca lo svolgimento da parte di una persona non autorizzata di un’attività professionale per la quale sia richiesta una abilitazione speciale. Peraltro, perché vi sia concorso non basta una condotta di mera connivenza o tolleranza, ma è comunque necessario che sia dimostrato il contributo personale del concorrente alla realizzazione del reato: ne deriva che, quando si tratti di esercizio abusivo della professione medica, per poter ipotizzare il concorso del titolare dello studio è necessario dimostrare che questi conoscesse che nello studio venivano eseguiti interventi per cui necessitava una speciale abilitazione e che consentisse tali interventi.

Cassazione penale sez. VI, 27/03/2012, n.19544



6 Commenti

  1. Sapete quanti medici ci sono in giro che effettivamente non potrebbero esercitare la professione o perché non ne hanno le competenze, o perché non hanno seguito tutto l’iter specifico o perché radiati dall’albo per qualche ragione… Io sinceramente, ho sempre più paura ad affidarmi ad un medico, a meno che non sia effettivamente conosciuto o consigliqato da altre persone. Non si sa mai… Quanta gente è morta per un’appendicite??? Certo, l’errore medico può starci, ma un conto è affidarsi ad un professionista altra cosa è affidarsi ad un cialtrone

  2. Ad una mia amica è capitato di affidarsi ad un chirurgo estetico. Io sono davvero contraria a questi ritocchini, botulini, filler ecc… Insomma, lei è andata da questo medico perché voleva gonfiarsi le labbra… Una cosetta semplice semplice direbbero i più esperti. Per lei non è stato proprio così. Lo ha fatto di recente e sono giorni e giorni che ha dolori e labbra deformate. Ora, andrà a parlare con un altro medico estetico e farà causa a quell’altro incompentente.

  3. Salve, sono andata dal mio farmacista e parlando gli ho chiesto dei consigli per tenermi in forma. Lui mi ha preso da parte dicendo che ha formulato una dieta consigliandola anche ad altre clienti e per questo lui chiedeva un piccolo compenso. Io gli ho detto che ci avrei pensato. Cioè un conto è dare qualche informazione su cosa fa bene e cosa no, altra cosa è farmi fare una dieta ad hoc, che poi chi lo sa se quella che da a me sia adatta se non mi fa fare certi controlli?! MAh. ora mi cheido una cosa… Il farmacista può prescrivere diete? Cioè è nella sua competenza?

    1. Non solo il farmacista che prescrive le diete rischia di incorrere in sanzioni di tipo disciplinare, ma addirittura può commettere reato. Secondo la Corte di Cassazione, integra il reato di esercizio abusivo di una professione l’attività di colui che fornisce indicazioni alimentari personalizzate, sulla base della valutazione delle caratteristiche fisiche di ogni cliente, caratterizzate da puntuali prescrizioni e previsioni, senza però appartenere alle categorie professionali che hanno specifiche competenze in tema di bisogni alimentari.

    2. Il farmacista non può sostituirsi al medico dietologo. Questo divieto vige anche per i farmacisti che abbiano regolarmente conseguito una specializzazione nel campo nutrizionistico. Secondo la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (ente pubblico chiamato a coordinare l’attività degli ordini ed a rappresentare a livello nazionale la professione del farmacista), il farmacista, anche specializzato, non può prescrivere diete, ma può esclusivamente fornire consulenze e dare informazioni riguardanti medicinali, integratori alimentari e, comunque, altri prodotti venduti in farmacia.

  4. E’ esercizio abusivo di professione scrivere su un blog medico senza avere l’iscrizione all’albo professionale?

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