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Isee sanzioni

21 Novembre 2019 | Autore:
Isee sanzioni

Multe salate per chi sbaglia la compilazione della dichiarazione che dà accesso a prestazioni socioassistenziali e sanitarie. Come evitarle?

Di fronti a certi errori non basta chiedere scusa. Per il Fisco, chi sbaglia paga. Punto. Di più, di meno, a seconda della svista. Ma paga. Può succedere con la dichiarazione dei redditi, con il pagamento dell’Iva, con un tributo che si pensava di avere versato e che, invece, non è stato corrisposto. E anche con la compilazione dell’Isee. Sanzioni? Poco ma sicuro. O forse è meglio dire solo «sicuro». «Poco» mica tanto.

Un Isee sbagliato può costare caro. Soprattutto perché una parte delle informazioni contenute nella dichiarazione sostitutiva unica, quella Dsu su cui si basa l’Inps per rilasciare l’attestazione, sono frutto di un’autocertificazione. E si sa che su quella non si può sgarrare: un dato errato equivale ad un dato falso. E un’autocertificazione falsa comporta delle sanzioni pesanti.

È il potere dei numeri. Pensa che uno degli errori più comuni che si commettono nella compilazione dell’Isee è quello che riguarda il reddito dell’anno precedente, nonostante tra i documenti richiesti ci sia il 730. La distrazione, però, può essere sempre dietro l’angolo. E se si sbaglia il reddito, si sbaglia tutto il calcolo. Un vero problema se grazie al risultato della svista il contribuente ha accesso ad una prestazione sociale a cui non avrebbe diritto se le cifre fossero state giuste. Vai a spiegare all’Agenzia delle Entrate che non hai fatto apposta.

Meglio, allora, stare attenti e, nel caso in cui ci si renda conto dell’errore, cercare di correre ai ripari il prima possibile. Il modo c’è per correggere l’Isee ed evitare sanzioni. Vediamo quale.

Isee: come va compilato?

Se non sai come si fa l’Isee e hai paura di sbagliare e di prendere delle sanzioni, considera che l’Inps mette a disposizione sul suo sito una procedura per compilare la dichiarazione sostitutiva unica, cioè la Dsu. Alcuni dati non ti verranno richiesti, perché presi dalla banca dati dell’Agenzia delle Entrate. Altri li puoi reperire dalla tua documentazione, vale a dire dalla dichiarazione dei redditi, dall’estratto conto della banca, ecc.

Per fartene un’idea, comunque, puoi leggere la nostra Guida alla dichiarazione Isee. In quest’altro articolo, invece, puoi trovare tutti i documenti per l’Isee che potrebbero servirti.

Isee: cosa fare se si sbaglia?

Come si diceva prima, può capitare durante la compilazione della Dsu, e quindi sul calcolo dell’Isee, un errore frutto della fretta o di una banale distrazione. Che poi comporta delle conseguenze tutt’altro che banali.

Se dovesse succedere, come si potrebbe rimediare? Occorre rettificare il dato sbagliato quanto prima attraverso il modulo integrativo FC.3, dove troverai il quadro FC8 creato apposta per inserire delle correzioni. Anche se la soluzione migliore è tornare dall’ente che ti ha fatto la dichiarazione (ad esempio il Caf) e risolvere il problema insieme.

Una volta compilato il modulo integrativo, il Caf o chi per esso rilascerà la nuova dichiarazione, su cui ci saranno i dati autocertificati oppure acquisiti direttamente dall’Agenzia delle Entrate che risultavano sbagliati.

Isee: che succede se Inps non si accorge dell’errore?

Immagina adesso di avere commesso qualche errore nella compilazione dell’Isee, che tu l’abbia presentato ad un ente per avere l’agevolazione prevista dalla legge e che l’Inps, nel fare la certificazione finale, non si sia accorto delle inesattezze contenute nella Dsu. A far suonare il campanello d’allarme, però, è proprio l’ente che ha richiesto la dichiarazione per erogare la prestazione. Che succede in questo caso?

Di solito, gli enti che erogano le agevolazioni intercettano, attraverso una procedura informatica, le attestazioni Isee che contengono un errore sui rapporti finanziari. A quel punto, la pratica viene sospesa in automatico, nel caso si tratti di una domanda nuova, oppure si sospende il pagamento se la prestazione è in corso. Naturalmente, riceverai dall’ente una comunicazione con cui verrai avvisato:

  • della sospensione della pratica o del pagamento per omissioni o errori nella dichiarazione Isee;
  • della possibilità di presentare, entro 30 giorni, una nuova dichiarazione Isee in linea con quanto risulta presso ll’Agenzia delle Entrate;
  • in alternativa, della possibilità di consegnare all’ente la documentazione dell’intermediario (banca, Poste Italiane, etc.) che ha comunicato i rapporti finanziari all’Agenzia delle Entrate, per consentire una verifica sulla completezza e sulla veridicità dei dati indicati nella dichiarazione già presentata. Dovresti consegnare tale documentazione entro 12 mesi dalla data di attestazione della dichiarazione Isee viziata dalle omissioni o dagli errori.

Isee: quali sono le sanzioni?

L’Agenzia delle Entrate e l’Inps fanno ogni tanto dei controlli a campione sull’Isee, per verificare la veridicità dei dati contenuti nelle dichiarazioni. Il contribuente sulla cui pratica vengono trovati degli errori che cosa rischia?

Di norma, le sanzioni per un Isee errato sono di tipo amministrativo. Si parla, quindi, di una multa. Piuttosto elevata, però. Se c’è una violazione per dati sbagliati, non veritieri, falsi e inesatti, la sanzione può andare da 5.164 euro ad un massimo di 25.822 euro. Non sono spiccioli.

Tra 5mila e 25mila euro c’è, comunque, una bella differenza. Il massimo della sanzione è cinque volte tanto quanto il minimo. Sulla base di quale criterio si applica quella più bassa o quella più alta? Il calcolo della multa si basa sulla differenza tra l’importo che si doveva versare e quello che, effettivamente, è stato versato. Tale differenza si moltiplica per 3, nel caso in cui il contribuente abbia percepito indebitamente delle somme inferiori a 3.999,96 euro.



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