Diritto e Fisco | Articoli

Conto corrente estinto prima della morte

21 Novembre 2019
Conto corrente estinto prima della morte

Il prelievo o l’estinzione del conto corrente costituisce un atto di appropriazione indebita se eseguito ai danni degli eredi e integra l’accettazione tacita dell’eredità.

In caso di conto corrente estinto prima della morte, l’interesse degli eredi è scoprire chi sia stato l’artefice del prelievo e che fine abbiano fatto i soldi. Questo perché la legge assegna, ai familiari più stretti, la cosiddetta quota di legittima: una parte del patrimonio del defunto che non può essere loro sottratta neanche per testamento. 

Il problema va affrontato tenendo distinte due ipotesi a seconda che il prelievo sia stato eseguito dallo stesso titolare del conto corrente – magari su sollecitazione di una persona a lui in quel momento molto vicina – oppure da un terzo delegato alle operazioni o contestatario del conto stesso. 

In questo articolo analizzeremo queste due ipotesi per scoprire quali tutele è possibile approntare in caso di conto corrente estinto prima della morte.

Conto corrente chiuso dal titolare del conto

Potrebbe avvenire che il titolare del conto, poche settimane prima di morire, prelevi tutto il denaro depositato in banca e lo faccia letteralmente sparire. Di qui i sospetti dei suoi familiari che potrebbero fiutare un intento fraudolento da parte di uno degli eredi. Magari questi, allo scopo di ricevere tutto il denaro senza dividerlo, ha spinto il defunto a consegnarglielo in contanti, a titolo di donazione. 

Se soldi non sono stati spesi, non c’è più nulla da fare a meno che non si dimostri che l’intestatario del conto fosse, in quel momento, incapace di intendere e volere perché afflitto da una grave malattia psichica o da demenza senile. In tal caso il contratto – anche se verbale – potrà essere annullato entro cinque anni.

Se invece i soldi sono stati regalati a qualcuno, sia questi uno degli eredi o un estraneo, l’atto di donazione è in sé per sé aggregabile nei limiti in cui abbia violato le quote di legittima degli altri eredi. Il punto però è che, se la consegna della somma è avvenuta in contanti, sarà estremamente difficile dimostrare tale situazione (l’onere della prova è infatti in capo agli eredi). In assenza di valide dimostrazioni purtroppo non c’è modo di riavere il denaro.

Conto corrente chiuso dal cointestatario del conto o dal delegato 

Potrebbe avvenire invece che il saccheggio dei risparmi sia opera di un terzo. Facciamo un esempio.

È deceduto da qualche giorno un tuo familiare. Solo ora però avete scoperto che, poche ore prima della sua morte, dal suo conto corrente, la nipote, cointestataria dello stesso conto, ha prelevato tutto ciò che c’era in banca. Nessuno sa che fine abbiano fatto tali soldi. Lei sostiene di averli presi per far fronte alle spese funerarie e per pagare alcuni debiti lasciati dalla defunto. A vostro avviso, però, si è trattata di una appropriazione indebita. Come potete far valere i vostri diritti? Cosa prevede la legge in caso di conto corrente estinto prima della morte?

Ecco alcuni suggerimenti pratici che faranno al caso tuo.

Cosa comporta la cointestazione del conto corrente?

Sebbene la cointestazione di un conto corrente già esistente costituisce donazione della metà del denaro in esso depositato, tale situazione nasconde il più delle volte una simulazione. L’effettivo titolare dei soldi in deposito è uno dei due coitestatari che nomina l’altro solo per farsi coadiuvare nelle operazioni allo sportello e al bancomat; si pensi al conto intestato a un anziano che ha difficoltà a deambulare. 

È sempre possibile, in ipotesi del genere, dimostrare la provenienza “unilaterale” del denaro ossia che il conto è alimentato solo con i redditi di uno dei cointestatari. Così stando le cose si può superare la presunzione di comproprietà e ritenere che i soldi appartengano interamente ad uno solo dei contitolari del conto.  Le soluzioni sono quindi due.

Che fare se il cointestatario svuota il conto corrente

Se si riesce a dimostrare che il conto corrente, seppur formalmente cointestato, era costituito dai redditi di uno solo dei soggetti, il conintestatario dovrà restituire agli altri eredi tutti i soldi prelevati prima del decesso, non importa se utilizzati nell’interesse di tutti. Di recente la Cassazione [1] ha detto che il fratello che chiude il conto cointestato con la madre deceduta non può escludere da tali risorse gli altri eredi affermando di averle utilizzate per le spese funerarie che restano pro quota.

Viceversa, se no si può provare che la cointestazione era fittizia e che il denaro è il frutto del reddito del defunto, l’altro soggetto che ha prosciugato il conto dovrà restituire solo la metà delle somme prelevate. Se poi questi è anche un erede, concorrerà alla divisione di tale quota con gli altri familiari.

Approfondimenti

Eredità e conto corrente svuotato: che fare?

Prelievo in banca dopo la morte dell’intestatario: che succede?

Prelievi dopo la morte del titolare del conto: banca responsabile?

Conto con delega: se l’erede preleva dopo la morte del titolare


note

[1] Cass. sent. n. 30213/2019.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube