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Diffida ad adempiere: ultime sentenze

16 Dicembre 2019
Diffida ad adempiere: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: diffida ad adempiere; termine d’adempimento; domanda di risarcimento del danno; congruità del termine assegnato al debitore; decorrenza del termine breve per l’impugnazione della sentenza di primo grado.

Risoluzione del contratto per inadempimento

In tema di diffida ad adempiere, l’unico onere che, ai sensi dell’art. 1454 c.c., grava sulla parte intimante è quello di fissare per iscritto un termine entro cui l’altra dovrà adempiere alla propria prestazione, con l’avvertimento espresso che nell’eventualità in cui l’adempimento non avvenga nel termine previsto seguirà la risoluzione ope legis del contratto, poiché la ratio perseguita dal legislatore è quella di fissare con chiarezza la posizione delle parti rispetto all’esecuzione del negozio, mediante un formale avvertimento alla parte diffidata che l’intimante non è disposto a tollerare un ulteriore ritardo nell’adempimento.

Trattandosi di una risoluzione di diritto, spetta alla parte che ha subito la risoluzione contestare la ricorrenza dei presupposti per lo scioglimento del rapporto contrattuale: mancanza dei caratteri dell’atto di diffida, mancanza di un inadempimento solutoriamente rilevante, perché non imputabile o perché non grave, ai sensi dell’art. 1455 c.c.

Cassazione civile sez. III, 10/09/2019, n.22542

Diffida ad adempiere: la valutazione di congruità del termine assegnato al debitore

In tema di diffida ad adempiere, costituisce un accertamento di fatto la valutazione di congruità del termine assegnato al debitore ai sensi dell’art. 1454, comma 2, c.c., anche se inferiore a quello legale.

Cassazione civile sez. VI, 03/09/2019, n.22002

Contratto senza termine d’adempimento

In assenza di pattuito termine d’adempimento la prestazione è immediatamente esigibile e per esigerla non sono indispensabili nè la diffida ad adempiere nè il ricorso al giudice ex art. 1183 c.c., comma 2, poiché ben potrà il giudice, chiamato a dirimere la controversia insorta tra le parti in conseguenza dell’inadempimento, apprezzare ex post la congruità del tempo scorso tra la pattuizione e la pretesa d’adempimento.

Cassazione civile sez. II, 23/08/2019, n.21647

L’accertamento giudiziale sulla gravità dell’inadempimento

L’intimazione da parte del creditore della diffida ad adempiere, di cui all’art. 1454 cod. civ. e l’inutile decorso del termine fissato per l’adempimento non eliminano la necessità, ai sensi dell’art. 1455 cod.civ., dell’accertamento giudiziale della gravità dell’inadempimento in relazione alla situazione verificatasi alla scadenza del termine ed al permanere dell’interesse della parte all’esatto e tempestivo adempimento.

Tribunale Milano sez. V, 08/07/2019, n.6734

Effetti della risoluzione con diffida ad adempiere

Nel contratto preliminare con versamento di caparra confirmatoria, la parte adempiente che si sia avvalsa della facoltà di provocarne la risoluzione mediante diffida ad adempiere, ai sensi dell’art. 1454 c.c., può agire in giudizio esercitando il diritto di recesso ex art. 1385 co. 2 c.c. e, in tal caso, ove abbia ricevuto la caparra, ha diritto di ritenerla definitivamente mentre, ove l’abbia versata, ha diritto di ricevere la restituzione del doppio di essa, con esclusione del diritto al risarcimento del danno cagionato dall’inadempimento che ha giustificato il recesso.

Corte appello Palermo sez. II, 01/07/2019, n.1387

La notifica della sentenza con la diffida ad adempiere

Non è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione della sentenza di primo grado la sua notificazione in uno ad un atto che sia qualificato come espressamente inteso a sollecitare lo spontaneo adeguamento del destinatario alla sentenza stessa o quale diffida ad adempiere spontaneamente e notificato a quello personalmente, anche se nel domicilio eletto presso il suo procuratore nel precedente grado di lite.

Cassazione civile sez. III, 14/05/2019, n.12719

La risoluzione del contratto mediante diffida ad adempiere

La risoluzione di diritto conseguente alla diffida ad adempiere non preclude alla parte adempiente la facoltà di ottenere le prestazioni di cui all’art. 1385 co. 2 c.c., in alternativa alla domanda di risarcimento del danno, assolvendo la caparra anche alla funzione di liquidazione convenzionale del danno.

Tribunale Torino sez. II, 07/01/2019, n.26

Contratto di appalto: volontà di recedere e diffida ad adempiere

In materia di contratto di appalto, la comunicazione con cui il condominio committente invita l’impresa appaltatrice a consegnare il documento “Durc” nel termine di sette giorni, con l’avvertimento che, in caso di mancata consegna del predetto, l’appaltatrice è ritenuta dispensata dallo svolgere attività di giardinaggio e pulizia e, altresì, con l’obbligo di consegnare le chiavi dello stabile, costituisce volontà del committente di recedere dal contratto, e non anzi diffida ad adempiere ex art. 1454 c.c.

In effetti, ai sensi dell’art. 1671 c.c, la volontà di recedere dal contratto de quo non richiede alcuna giusta causa, salvo il diritto dell’appaltatore di essere tenuto indenne dalle spese sostenute, dei lavori eseguiti e dal mancato guadagno, che avrebbe ottenuto dall’esecuzione, fino alla scadenza del termine pattuito nel contratto.

Tribunale Milano sez. VII, 03/07/2018, n.7501

Diffida ad adempiere intimata dal procuratore

In tema di diffida ad adempiere intimata da un procuratore, la necessità che la relativa procura abbia forma scritta agli effetti risolutivi di cui all’art. 1454 c.c. non implica la sua allegazione alla diffida medesima, essendo sufficiente che tale procura sia portata a conoscenza del debitore con mezzi idonei, salvo il diritto dell’intimato a farsene rilasciare copia ai sensi dell’art. 1393 c.c.

Cassazione civile sez. II, 07/05/2018, n.10860

La diffida di adempiere in misura superiore al dovuto

Non determina la risoluzione di diritto del contratto, ai sensi dell’art. 1454 c.c., la diffida con la quale un contraente intimi all’altro di adempiere la prestazione in misura superiore al dovuto.

Cassazione civile sez. II, 30/10/2017, n.25736



2 Commenti

  1. Attraverso la diffida vorrei intimare il mio debitore di adempiere in un congruo termine, avvertendolo che, decorso questo termine senza alcun risultato, il contratto si intenderà risolto. Ora, vorrei sapere quando posso usare la diffida ad adempiere?

    1. Può essere inviata solamente se esiste un inadempimento grave o che non consenta la corretta prosecuzione dei rapporti contrattuali o che renda inutilizzabile il bene acquistato; diversamente si dovrà procedere con una lettera di costituzione in mora. Se si inviasse una lettera di diffida al di fuori dei casi previsti di gravi inadempienze, la controparte, anche se inadempiente, potrà comunque fare dichiarare giudizialmente la mancanza del presupposto essenziale, l’inadempimento, fatto che le darebbe poi diritto di richiedere un risarcimento del danno derivante dalla anticipata risoluzione contrattuale. Diffida ad adempiere: opera solo nei casi di ritardo? L’atto in esame non opera soltanto nel caso di ritardo nell’adempimento ma anche nelle ipotesi di inadempimento qualitativo (ad esempio un’opera eseguita da un appaltatore in difformità rispetto al progetto pattuito) e di adempimento parziale.

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