Riforma Catasto 2020

3 Dicembre 2019
Riforma Catasto 2020

Il Governo l’ha prevista inserendola tra i provvedimenti contenuti nella manovra finanziaria programmata, ma poi se ne sono perse le tracce.

La riforma del Catasto è programmata da anni, ma non era mai stata realizzata. Stavolta, invece, con la legge di Bilancio 2020 in arrivo, qualcosa si è mosso: il Governo l’ha inserita nella Nadef (Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza) presentata a settembre e così il provvedimento ha iniziato il suo iter.

«Riformare i valori catastali non aggiornati»: l’obiettivo delineato dal Governo è chiaro ed è inserito tra le misure di politica fiscale e di contrasto all’evasione. Ce lo aveva chiesto a luglio scorso anche l’Europa: il Consiglio Ecofin dell’Unione aveva raccomandato all’Italia, tra le altre e ben note cose (riduzione del debito pubblico e del deficit, contrasto all’evasione fiscale e riforma del sistema pensionistico) proprio la riforma del Catasto.

Così la riforma del Catasto è stata subito inserita nei preliminari della manovra, ma poi se ne sono perse le tracce. Non che il Governo l’abbia cancellata, ma di certo non l’ha ribadita e approfondita nella bozza della legge di Bilancio 2020 varata dal Consiglio dei ministri e adesso in discussione in Parlamento. Insomma, si farà, è importante farla, ma per adesso non è ritenuta una priorità da affrontare.

Di certo, la riforma del Catasto non potrà partire senza un apposito disegno di legge che ne preveda i contenuti, i modi e i tempi: bisogna cioè stabilire come allineare gli ormai datati valori catastali (sono fermi da vent’anni) con quelli del resto d’Europa ed aggiornarli alla realtà attuale. Altrimenti, il valore delle nostre case continua a rimanere ingiustamente più basso di circa il 50% rispetto agli altri Paesi europei.

Ma questo provvedimento ancora non si vede, e siccome l’iter approvativo della legge di Bilancio 2020 è già stato avviato – salvi emendamenti, integrazioni e correzioni, dove però l’argomento non è spuntato all’ordine del giorno – vuol dire che non c’è.

Perché succede questo? Perché la riforma del Catasto prevista dalla Nadef è poi sparita dal Def successivo e non è stata inserita nella manovra presentata dal Governo per l’approvazione parlamentare, in modo da farla entrare in vigore già nel prossimo anno?

A queste domande non c’è una risposta certa, ma si possono formulare alcune ipotesi probabili. La spiegazione è politica: i cittadini hanno già tantissime tasse da pagare e l’attuale maggioranza vuole evitare di introdurre un ulteriore peso fiscale. Infatti, l’introduzione della Riforma voluta dall’Unione Europea, e quindi l’aggiornamento dei valori catastali italiani, porterebbe inevitabilmente ad un incremento della tassazione sugli immobili, che già adesso è gravosa, soprattutto a causa di Imu e Tasi.

È per questo che la fugace apparizione del nuovo emendamento ha fatto tremare il settore immobiliare, che da tempo è già parecchio sommerso di tasse da pagare. Il viceministro dell’Economia Antonio Misiani, intervenuto nella trasmissione televisiva Porta a Porta nella puntata del 1° ottobre scorso, aveva già rasserenato gli animi con un annuncio che poi si è realizzato nei fatti.

In quell’occasione, Misiani aveva affermato con decisione che la Riforma del Catasto, anche se presente nella bozza appena presentata, non sarebbe poi stata inserita nel Documento ufficiale del Def. Il motivo, spiega il viceministro, è che si devono riconoscere quali sono gli interventi più urgenti. La priorità adesso è quella di ridurre al minimo la tassazione degli italiani, e non di accontentare il volere dell’Unione Europea.

Misiani ha, però, riconosciuto che l’Italia ha davvero bisogno di una riforma Catastale e che dovrà essere redatta seriamente. Di sicuro, non la vedremo nel corso del prossimo anno.


2 Commenti

  1. La VI commissione finanze e tesoro del senato ha la prova provata che è possibile riformare il catasto con equità e a gettito invariato. Non servono le commissioni censuarie e i tempi di messa a regola possono essere inferiori a 6 mesi, dopodiché ad ogni variazione catastale in un nano secondo il valore del patrimonio edilizio esistente si aggiorna. Noi di Valoriimmobiliari srl siamo arrivati a tanto. È l’uovo di Colombo

  2. Con la scusa di rivedere i valori immobiliari calano l’ulteriore scure per la tassazione degli immobili. Altro che 50% in meno dei valori europei ! La verità é che l’abnorme tassazione, la mancanza di lavoro e di una seria e valida incentivazione a formare famiglie ed a fare figli, ha determinato il crollo dei valori immobiliari, specie al Sud. Ben venga la riforma del catasto, ma con i valori attuali dimezzati almeno al 50%. Cordiali saluti.

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