Pignoramento conti correnti: interviene Conte

21 Novembre 2019
Pignoramento conti correnti: interviene Conte

È falso dire che da domani i conti correnti saranno pignorati: così il premier Conte replicando all’allarme lanciato da Salvini sulla riforma della riscossione.

Sulla vicenda del pignoramento dei conti correnti – l’allarme lanciato ieri da Matteo Salvini contro la riforma della riscossione dei tributi locali in arrivo, e che già stamattina il vice ministro dell’Economia Laura Castelli aveva bollato come fake news – interviene direttamente anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che sente il bisogno di chiarire l’accaduto. Ce lo riporta ora l’agenzia stampa Adnkronos che lo ha ascoltato al termine dell’incontro a Palazzo Marino, a Milano, con il sindaco Sala.

«Ogni giorno sono costretto a prendere una posizione chiara, i cittadini devono essere informati correttamente. Se si scrive che da domani i conti correnti saranno pignorati e via discorrendo sono tutte false notizie». «Dobbiamo smetterla di alimentare il dibattito pubblico con queste mistificazioni – ha spiegato Conte -. Nella modalità di riscossione ci sarà una semplificazione che equiparerà il sistema delle riscossioni locali a quello nazionale ma non mistifichiamo altrimenti i cittadini perderanno la fiducia».

Ma cosa è successo per alimentare questa polemica? Si tratta delle nuove regole previste per chi non paga i tributi comunali. La nuova Legge di Bilancio in arrivo potenzia la riscossione delle tasse locali, rendendo esecutivi gli atti di accertamento dei Comuni: non ci sarà più bisogno della cartella di pagamento, quindi in caso di tributi non pagati si potranno pignorare più in fretta i conti correnti e gli altri beni del debitore moroso.

Così, se il Parlamento approverà senza modifiche la proposta del Governo, dal 1° gennaio 2020 i nuovi avvisi di accertamento dei Comuni conterranno l’intimazione ad adempiere entro 60 giorni; se il contribuente non lo farà e non presenterà ricorso, l’atto avrà automaticamente efficacia esecutiva e sarà possibile pignorare i suoi beni, tra cui le somme depositate sui conti correnti. Finora invece c’era più tempo, perché per arrivare al pignoramento l’avviso doveva essere seguito dalla cartella esattoriale.



1 Commento

  1. Nulla di strano. Già lo fanno all’estero come pratica corrente. Caso della multa per eccesso di velocità presa mentre vivevo in Australia: passo davanti un autovelox, mi fotografano, mandano multa e avviso di pagamento al mio indirizzo (in Australia), solo che avevo nel frattempo traslocato e non avevo aggiornato tempestivamente i miei dati con la motorizzazione quindi non ho mai di fatto ricevuto la multa, 4 anni dopo la mia banca (australiana) fa un versamento dal mio conto corrente in favore del dipartimento dei trasporti per un importo pari alla multa più oneri vari, me ne accordo dall’estratto conto, chiedo spiegazioni alla mia banca e scopro che 4 anni prima avevo fatto una infrazione per eccesso di velocità… E l’Australia non è certo l’Unione Sovietica fiscale (colorita espressione di Salvini), è solo un paese normale dove applicano il buonsenso…

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