Liberi professionisti: cosa fanno e quanto guadagnano?

21 Novembre 2019
Liberi professionisti: cosa fanno e quanto guadagnano?

Primi in Europa per numero, non per i redditi: i 300 mila forfettari guadagnano poco più di 10 mila euro all’anno e le cifre sono in calo; ma non per tutti.

È stato presentato oggi il Rapporto 2019 sulle libere professioni in Italia, in occasione del congresso di Confprofessioni. L’agenzia stampa Adnkronos ha diffuso i contenuti ed ecco quali aspetti emergono su cosa fanno e quanto guadagnano i liberi professionisti in Italia.

Innanzitutto, tra il 2011 e il 2018, le libere professioni sono cresciute in tutte le aree professionali (+17%), ma con intensità diverse. A fare la parte del leone le professioni del settore socio-sanitario che si pongono al primo posto per incremento occupazionale (+53%). Molto accentuata anche la crescita delle professioni scientifiche (+38%).

In Italia, i liberi professionisti sono 1 milione e 400 mila (dato che riguarda i soli iscritti in albi professionali), occupano 484 mila dipendenti e muovono un giro d’affari di circa 211 miliardi di euro. Numeri che portano il nostro Paese in cima all’Europa, sia in termini dimensionali (18 professionisti ogni mille abitanti), sia in termini di Pil (1,7 miliardi di euro).

La crescita del numero dei professionisti è in controtendenza con quanto accade negli altri settori; secondo i dati Istat elaborati dall’Osservatorio libere professioni, infatti, negli ultimi 10 anni il lavoro indipendente nel suo complesso ha registrato una contrazione del 7,5% (-430 mila lavoratori), mentre i liberi professionisti continuano a crescere. Un fenomeno che si registra anche in tutta Europa, dove la quota di professionisti è passata dai 4,8 milioni del 2009 agli oltre 5,7 milioni del 2018(+19%).

Le regioni italiane che mostrano un incremento maggiore di liberi professionisti sono Campania, Molise, Veneto e Marche. Calabria e Liguria registrano invece rispetto al 2010 una riduzione rispettivamente del -8% e del -4,5%.

Nello stesso periodo, tra il 2011 e il 2018, si registra un lieve ma progressivo invecchiamento del comparto delle professioni: l’età media passa dai 45 ai 47 anni. Secondo il Rapporto, l’età dei lavoratori indipendenti e dei liberi professionisti è superiore a quella dei dipendenti. Nel lavoro dipendente l’età media non raggiunge i 44 anni.

E i liberi professionisti si caratterizzano anche per un divario tra maschi-femmine superiore a quello che si riscontra nel lavoro dipendente: la quota di maschi si attesta al 64% mentre le donne rappresentano il 36% del totale. Tra i professionisti più giovani (dai 15 ai 34anni) invece, il gap tra maschi e femmine è pressoché nullo: si riscontra quindi la tendenza alla riduzione del divario di genere.

Ma quanto guadagnano i liberi professionisti? La risposta del Rapporto è che la platea di oltre 300 mila liberi professionisti che aderiscono al sistema forfettario ha un reddito annuo medio di poco superiore ai 10.000 euro. Secondo il Rapporto, per quasi tutti i settori professionali si registra anche una forte riduzione del reddito medio tra il 2011 e il 2014, seguita da una ripresa costante a partire dal 2015.

Nel periodo 2009-2017, secondo lo studio, si registra una variazione del reddito medio: nell’attività degli studi di architettura del -12,1%; attività degli studi di ingegneria -12,8%; servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti +15%; servizi di ingegneria integrata -17,4%.

Esiste, secondo la ricerca, una tendenza alla polarizzazione sempre più accentuata della struttura dei redditi all’interno del ceto medio professionale: da un lato, un gruppo limitato di liberi professionisti che ha interamente recuperato i livelli pre-crisi e in qualche caso li ha superati; dall’altro, una platea di professionisti con redditi stagnanti o in regresso.



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