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Come fare per essere cremati

22 Novembre 2019 | Autore:
Come fare per essere cremati

Cremazione: come chiederla, chi la autorizza e quando è legale? La dispersione delle ceneri e la conservazione dell’urna in casa.

Sono sempre più le persone che, per il tempo in cui non saranno più in vita, scelgono la cremazione del proprio corpo anziché la classica inumazione. Si tratta di una scelta più che legittima, perfettamente consentita dalla legge. Devi sapere, però, che essere cremati non è cosa tanto semplice: l’ordinamento giuridico italiano, infatti, prevede una serie di adempimenti che devono essere rigorosamente rispettati, pena non solo l’impossibilità di procedere a tale pratica, ma perfino il rischio di incorrere in reato. Come fare per essere cremati?

Nei paragrafi che seguiranno cercherò di offrirti una guida, semplice e veloce, contenente tutto ciò che bisognerà fare affinché si possa procedere, un giorno, alla cremazione della salma. Come vedremo, non è necessario soltanto che esista una chiara volontà in tal senso, ma anche di rispettare una serie di norme che impongono determinate modalità per la conservazione ovvero la dispersione delle ceneri. Insomma, rispondere alla domanda «come fare per essere cremati» richiede un po’ di tempo da parte di chi scrive e di attenzione da parte di chi legge.

Come scegliere la cremazione?

Il primo, fondamentale aspetto in materia di cremazione riguarda le modalità per esprimere correttamente tale volontà. Come si fa a scegliere la cremazione? È la legge [1] a dircelo. La volontà di essere cremati deve essere espressa dal defunto o dai suoi familiari attraverso una delle seguenti modalità:

  • disposizione testamentaria del defunto, tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto contraria alla cremazione fatta in data successiva a quella della disposizione testamentaria stessa;
  • iscrizione, certificata dal rappresentante legale, ad associazioni riconosciute che abbiano tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati, tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto fatta in data successiva a quella dell’iscrizione all’associazione. L’iscrizione a dette associazioni vale anche contro il parere dei familiari;
  • in mancanza della disposizione testamentaria, o di qualsiasi altra espressione di volontà da parte del defunto, la volontà del coniuge o, in difetto, del parente più prossimo e, in caso di concorrenza di più parenti dello stesso grado, della maggioranza assoluta di essi, manifestata all’ufficiale dello stato civile del comune di decesso o di residenza. Nel caso in cui la volontà sia stata manifestata all’ufficiale dello stato civile del comune di decesso, questi inoltra immediatamente il relativo processo verbale all’ufficiale dello stato civile del comune di ultima residenza del defunto;
  • la volontà manifestata dai legali rappresentanti per i minori e per le persone interdette.

Dunque, la volontà di essere cremati può essere espressa:

  • dal diretto interessato, mediante una manifestazione espressa, come può esserlo l’atto di ultima volontà (testamento), oppure una implicita, come lo è l’iscrizione a un’associazione che condivida l’idea che i propri associati possano essere cremati;
  • da persone diverse dal diretto interessato, cioè dal coniuge e dai parenti più prossimi, ovvero dal rappresentante legale. Questi soggetti, però, sono facultati solamente in assenza di espressa manifestazione di volontà del defunto. Tra l’altro, essi devono dichiarare e sottoscrivere la volontà che il defunto aveva espresso, in vita, di essere cremato dopo il decesso, direttamente innanzi all’ufficiale di stato civile competente al rilascio dell’autorizzazione alla cremazione.

Chi autorizza la cremazione?

Per procedere alla cremazione di una persona defunta occorre non solo che vi sia una manifestazione di volontà in tal senso (da esprimersi nelle forme di cui al paragrafo precedente), ma anche l’autorizzazione del sindaco del Comune ove è avvenuto il decesso.

Secondo la legge, l’autorizzazione alla cremazione spetta all’ufficiale dello stato civile (sindaco o suo delegato) del comune di decesso, che la rilascia acquisito un certificato in carta libera del medico necroscopo dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato ovvero, in caso di morte improvvisa o sospetta segnalata all’autorità giudiziaria, il nulla osta della stessa autorità giudiziaria, recante specifica indicazione che il cadavere può essere cremato.

La cremazione a spese del Comune

Poiché la procedura di cremazione è costosa, la legge prevede che, nei casi di indigenza accertata del defunto, gli oneri e le spese derivanti dalla cremazione e dagli adempimenti cimiteriali ad essa connessi possono essere sostenuti, nei limiti delle ordinarie disponibilità di bilancio, dal comune di ultima residenza del defunto, indipendentemente dal luogo nel quale avviene la cremazione, sulla base delle tariffe stabilite dal Ministro dell’interno di concerto con il ministro della Sanità.

Spetta alle leggi regionali e poi alle normative locali specificare i criteri e i requisiti per beneficiare della cremazione a spese dello Stato. Soprattutto, poiché la legge fa salve le ordinarie disponibilità di bilancio, anche possedendone i requisiti non è detto che si riesca a ottenere che la cremazione venga pagata dal Comune.

La dispersione delle ceneri

A seguito della cremazione, è possibile che il defunto abbia manifestato la volontà (contenuta nel testamento, ad esempio) che le ceneri venissero disperse. Ebbene, anche la dispersione delle ceneri è disciplinata dalla legge, secondo cui la dispersione è consentita, nel rispetto della volontà del defunto, unicamente in aree a ciò appositamente destinate all’interno dei cimiteri o in natura o in aree private.

La dispersione in aree private deve avvenire all’aperto e con il consenso dei proprietari, e non può comunque dare luogo ad attività aventi fini di lucro; la dispersione delle ceneri è in ogni caso vietata nei centri abitati, mentre la dispersione in mare, nei laghi e nei fiumi è consentita nei tratti liberi da natanti e da manufatti.

Chi può disperdere le ceneri?

La legge individua anche coloro che sono legittimati a effettuare materialmente la dispersione delle ceneri. Secondo il nostro ordinamento giuridico, la dispersione delle ceneri è eseguita dal coniuge o da altro familiare avente diritto, dall’esecutore testamentario o dal rappresentante legale dell’associazione riconosciuta che abbia tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati cui il defunto risultava iscritto o, in mancanza, dal personale autorizzato dal Comune.

La conservazione delle ceneri del defunto

L’alternativa alla dispersione delle ceneri è, ovviamente, quella della loro conservazione. Secondo la legge, fermo restando l’obbligo di sigillare l’urna, le modalità di conservazione delle ceneri devono consentire l’identificazione dei dati anagrafici del defunto e sono disciplinate prevedendo, nel rispetto della volontà espressa dal defunto, alternativamente, la tumulazione, l’inumazione o l’affidamento ai familiari.

Dunque, anche l’urna contenente le ceneri del defunto può essere interrata (inumazione) oppure conservata in un loculo del cimitero (tumulazione); in alternativa, l’urna, debitamente sigillata, può essere conservata in casa, nel rispetto di determinate norme.

La conservazione in casa delle ceneri del defunto

Come appena detto, sul finire del precedente paragrafo, la cremazione consente ai familiari del defunto di poter conservare con sé l’urna contenenti le ceneri del defunto. Si tratta di una terza via differente da quella della tumulazione e dell’inumazione.

Affinché le ceneri del defunto possano essere conservate in casa, occorre che:

  • il defunto abbia specificato questa sua volontà;
  • l’urna sia sigillata;
  • siano riportati i dati anagrafici del defunto.

La consegna ai familiari deve essere verbalizzata e deve essere data idonea garanzia affinché i luoghi in cui le urne sono collocate non vengano profanate, ovvero che l’urna non possa essere spostata: infatti, una volta affidata, l’urna non può essere spostata a proprio piacimento, ad esempio portandola con sé in una diversa abitazione. Anche in questo caso, infatti, occorrerà una specifica autorizzazione.

Ceneri di defunto: come chiedere autorizzazione per tenerle in casa?

Per ottenere l’autorizzazione per tenere le ceneri del defunto in casa occorre presentare istanza scritta all’ufficiale dello stato civile del comune di decesso. Alla domanda occorre allegare copia conforme, anche per estratto, del testamento pubblicato, altrimenti la volontà verrà sottoscritta dal coniuge, o dal parente (o parenti) più prossimo, al quale è stato lasciato l’incarico morale di provvedere in sua vece; serve, inoltre, una marca da bollo di sedici euro.

Avere un’urna cineraria in casa comporta degli obblighi. La manomissione dei sigilli o la dispersione senza autorizzazione dell’ufficiale dello stato civile, infatti, comporta responsabilità penale. La corretta collocazione e tenuta dell’urna è soggetta a controlli della polizia municipale.

Nel caso in cui non si voglia più tenere in casa l’urna con le ceneri del defunto, occorre fare un atto di rinuncia all’affidamento delle ceneri presentando una dichiarazione sottoscritta ed indirizzata sempre all’ufficiale dello stato civile, restituendo l’autorizzazione ed impegnandosi alla collocazione dell’urna, a proprie spese, presso un cimitero.

Cremazione: cosa succede se si viola la legge?

Abbiamo visto finora come fare per essere cremati, quale procedura occorre seguire e come consentire ai familiari di conservare il ricordo del proprio caro defunto presso la propria abitazione. Cosa succede se una salma dovesse essere cremata in violazione di legge, cioè senza rispettare tutto quanto detto nei paragrafi precedenti?

Devi sapere che una cremazione irregolare rischia addirittura di diventare reato. Il codice penale punisce la distruzione, la soppressione o la sottrazione di cadavere [2]:

  1. la distruzione consiste nel disfacimento totale del cadavere;
  2. la soppressione o la sottrazione consiste invece nel nascondimento permanente del cadavere, in modo tale che lo stesso non venga più ritrovato (ad esempio, gettandolo in un pozzo profondissimo) [3].

La cremazione delle spoglie potrebbe astrattamente rientrare nell’ipotesi di distruzione di cadavere, così come la dispersione delle ceneri potrebbe ricondursi al reato di soppressione

Secondo la legge, non costituisce reato la dispersione delle ceneri di cadavere autorizzata dall’ufficiale dello stato civile sulla base di espressa volontà del defunto. La dispersione delle ceneri non autorizzata dall’ufficiale dello stato civile, o effettuata con modalità diverse rispetto a quanto indicato dal defunto, è invece punita con la reclusione da due mesi a un anno e con la multa da 2.582 a 12.911 euro.


note

[1] Legge n. 130 del 30 marzo 2001.

[2] Art. 411 cod. pen.

[3] Cass., sent. del 20.03.1957.

Autore immagine: 123rf.com


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