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Lo sai che? Insegnanti precari: le supplenze annuali contrarie alle norme dell’Unione Europea

Lo sai che? Pubblicato il 22 luglio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 luglio 2013

Potrebbero essere incompatibili con il diritto comunitario le norme italiane che dispongono le supplenze annuali per i precari.

C’è il rischio che le norme del nostro Stato in materia di supplenze annuali di docenti nella scuola pubblica siano in contrasto con la normativa europea sul lavoro a tempo determinato. Ad avere il dubbio non è un interprete qualsiasi, ma la Corte Costituzionale che, con un’importante ordinanza di qualche giorno fa [1], ha rinviato il quesito alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

L’oggetto della contesa sono le norme italiane in materia di personale scolastico che, dopo aver disciplinato il conferimento di supplenze annuali su posti che risultino effettivamente vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre di ogni anno, dispongono che “si provvede mediante il conferimento di supplenze annuali in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale docente di ruolo”.

Tali norme saranno quindi giudicate dalla Corte di Lussemburgo alla luce delle norme comunitarie.

Non resta dunque che aspettare. Dote, certo, che gli insegnati precari italiani hanno affinato molto bene in tutti questi decenni.

note

[1] C. Cost. ord. n. 207/2013. In particolare, la Corte costituzionale ha sollevato la sua prima questione pregiudiziale interpretativa in giudizio incidentale.


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