Principio di sussidiarietà: i prossimi obiettivi

22 Novembre 2019
Principio di sussidiarietà: i prossimi obiettivi

In aula, la conferenza sulla sussidiarietà. Come rilevato dalla task force, occorre promuovere una maggiore partecipazione degli enti locali e regionali alle scelte decisionali. 

La sussidiarietà è quel principio in base al quale la titolarità generale delle funzioni amministrative è attribuita in primis ai Comuni e, solo in via subordinata, quando lo impongano esigenze di unitarietà, a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato.

Intervenendo alla 9a Conferenza sulla sussidiarietà in corso in aula a palazzo Madama, il presidente del Senato Elisabetta Casellati, ha affermato che “Il grande tema della sussidiarietà ci riporta all’essenza stessa della vita democratica delle istituzioni e al loro primo e qualificante compito: operare per il bene comune, al servizio esclusivo dei cittadini. È a questa finalità che i decisori pubblici devono indirizzare le proprie attività, è questo l’obiettivo che deve caratterizzare il dibattito sull’adeguamento, l’aggiornamento e la riforma degli strumenti a disposizione dei legislatori”.

“In Italia – ha ricordato – la sussidiarietà sarà prima inserita nelle cosiddette ‘leggi Bassanini’, come elemento qualificante e determinante delle linee guida per la distribuzione delle funzioni amministrative tra i diversi livelli di governo, per poi essere finalmente costituzionalizzata nell’ambito della riforma del Titolo V del 2001. Un percorso che, sia a livello nazionale sia comunitario, può dirsi quindi assolutamente virtuoso, ma che evidentemente non può non porsi per i prossimi anni ulteriori ambiziosi obiettivi, a partire dall’incentivazione e dalla valorizzazione delle buone prassi”.

In una nota che La Legge per Tutti ha appena ricevuto dall’agenzia di stampa Adnkronos, per la seconda carica dello Stato, “migliorare l’applicazione dei principi di sussidiarietà significa infatti migliorare la qualità delle politiche pubbliche e la loro efficacia, efficienza ed economicità. Come giustamente rilevato dalla task force sulla sussidiarietà e proporzionalità, uno degli aspetti dirimenti è e sarà la capacità di promuovere una maggiore partecipazione degli enti locali e regionali alle scelte decisionali. Una linea condivisa anche dalla Commissione europea nella sua comunicazione del 23 ottobre 2018 per rafforzare il ruolo dei sopracitati principi nel processo di definizione delle politiche dell’Ue”.

“Per governare il futuro, per continuare ad essere protagonisti degli eventi, per creare occasioni di sviluppo e produrre benessere – ha sottolineato Casellati – non c’è bisogno di più Europa o di meno Europa: c’è bisogno di un’Europa aperta con convinzione al confronto con le Regioni e le realtà locali. Di un’Europa che riconosca il loro essere una risorsa privilegiata non solo per l’attuazione delle politiche comunitarie ma anche per una loro migliore definizione nella fase legislativa e, prima ancora, nella fase programmatica”.

“Se è vero, infatti, che sussidiarietà significa assicurarsi che l’intervento pubblico avvenga al livello di governance più appropriato, allora deve essere altrettanto vero che chi è chiamato a effettuare quell’intervento possa avere voce nella sua definizione. E poiché le Regioni, le assemblee regionali e gli enti locali sono in prima linea nell’attuazione del diritto dell’Unione, è auspicabile che questa voce – la vostra voce – possa farsi sentire, a tutti i livelli, con la forza e l’autorevolezza che merita”.

“Una voce – ha concluso – che possa sostenere un nuovo virtuoso metodo di lavoro condiviso tra vertici comunitari, governi centrali, Regioni ed Enti Locali. Una voce che possa ispirare una legislazione europea più efficace e integrata con le singole realtà nazionali, un’azione di governo più incisiva e una costante tensione a migliorare e migliorarsi ulteriormente, nell’interesse dei cittadini e delle comunità”.



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