Decreto fiscale: le ultime modifiche alla Camera

22 Novembre 2019
Decreto fiscale: le ultime modifiche alla Camera

Proposti nuovi emendamenti da Pd e M5S per modificare le norme più controverse del Decreto fiscale varato dal Governo ma non ancora convertito in legge.

Il Decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio, già entrato in vigore ed in attesa di conversione da parte del Parlamento, potrebbe cambiare presto contenuto, e per iniziativa non dell’opposizione ma delle stesse forze di maggioranza.

Le novità del Decreto fiscale sono tra le più discusse in questi giorni: riguardano la lotta all’evasione, la stretta sulle compensazioni, le fatture elettroniche, i controlli sui carburanti, i pagamenti digitali, i reati tributari e molto altro, per una manovra che l’opposizione oggi, per bocca di Giorgia Meloni, ha definito «tutta tasse, spendi e manette».

Ora arrivano i correttivi: dallo scontrino unico per gli esercenti al tema dei debiti della pa, passando per il restyling del calendario fiscale. Sono questi alcuni degli emendamenti al dl Fisco dei relatori Carla Ruocco (M5S) e Gian Mario Fragomeli (Partito democratico) che – per come ci informa la nostra agenzia stampa Adnkronos – dovrebbero essere depositati lunedì in commissione Finanze alla Camera.

Tra le proposte di modifica ancora sotto analisi, la possibilità di introdurre uno scontrino unico per semplificare gli adempimenti a commercianti ed esercenti accentrando la certificazione fiscale e la tracciabilità bancaria in un solo obbligo attraverso l’utilizzo del Pos o del sistema d’incasso elettronico.

Al vaglio anche le modifiche per un allentamento delle maglie verso le imprese titolari di crediti  nei confronti della pubblica amministrazione. Sono frequenti infatti i casi di imprese che aspettano a lungo i pagamenti della Pa ma nel frattempo sono costrette a versare periodicamente le imposte. Si propone per loro una ulteriore causa di non punibilità, specifica per le sole sanzioni previste in caso di tardivo od omesso versamento diretto delle imposte, che operi a favore di tutti i contribuenti che non hanno potuto assolvere al proprio debito fiscale per effetto dell’illiquidità generata dai tardivi pagamenti della pubblica amministrazione.

Tra gli emendamenti anche la revisione del calendario fiscale, con lo slittamento della scadenza per la presentazione del 730 dal 23 luglio al 30 settembre e lo spostamento dal 7 al 16 marzo del termine di trasmissione delle certificazioni uniche da parte dei sostituti d’imposta.

Un altro emendamento riguarda l’ampliamento platea dei contribuenti che possono utilizzare il modello 730: oltre ai lavoratori dipendenti e ai pensionati l’opportunità viene estesa ai titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente senza limitazioni e ai titolari di redditi di lavoro autonomo con la sola esclusione di quelli derivanti dall’esercizio di arti e professioni e di impresa non occasionali.



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