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Distribuzione degli utili ai soci: ultime sentenze

21 Dicembre 2019
Distribuzione degli utili ai soci: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: presunzione di distribuzione degli utili ai soci della società a ristretta base sociale; accertamento delle imposte sui redditi; falsità dei risultati attestati dal bilancio sociale.

Utili extra bilancio: presunzione di riparto tra i soci di una società di capitali

In ordine alla assenza di un valido accertamento, definitivo, in capo alla Società ed all’omessa pronuncia della Commissione Provinciale sulla sospensione del processo, si rileva che, la presunzione di riparto degli utili extra bilancio tra i soci di una società di capitali a ristretta base partecipativa, non è neutralizzata dallo schermo della personalità giuridica, ma estende la sua efficacia a tutti i gradi di organizzazione societaria per i quali si riscontri la ristrettezza della compagine sociale, operando il principio generale del divieto dell’abuso del diritto.

La Cassazione inoltre si è reiteratamente espressa nel senso della idoneità di un accertamento non ancora definitivo a formare il presupposto logico alla presunzione di distribuzione degli utili ai soci della società a ristretta base sociale la quale opera validamente quando sia accertata, anche se non a titolo definitivo, a carico della società medesima, la sussistenza di ricavi non contabilizzati ed accertata la ristretta base sociale.

Comm. trib. reg. Perugia, (Umbria) sez. II, 09/02/2017, n.50

La presunzione di distribuzione ai soci degli utili non contabilizzati

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società di capitali a ristretta base azionaria ovvero a base familiare, pur non sussistendo a differenza di una società di persone, una presunzione legale di distribuzione degli utili ai soci, non può considerarsi illogica, tenuto conto della “complicità” che normalmente avvince un gruppo così composto, la presunzione semplice di distribuzione degli utili extracontabili ai soci.

Pertanto, nel caso di società a ristretta base azionaria, si ritiene ammissibile la presunzione di distribuzione ai soci degli utili non contabilizzati, presunzione che non viola il divieto di presunzione di secondo grado, poiché il fatto noto non è costituito dalla sussistenza dei maggiori redditi induttivamente accertati nei confronti della società, ma dalla ristrettezza della base sociale e dal vincolo di solidarietà e di reciproco controllo dei soci.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. IX, 24/11/2017, n.4892

Prescrizione dell’azione di responsabilità promossa dai creditori sociali

In tema di prescrizione dell’azione di responsabilità promossa dai creditori sociali, ai sensi dell’art. 2394 cod. civ., il bilancio costituisce, per la sua specifica funzione, il documento informativo principale sulla situazione della società non solo nei riguardi dei soci, ma anche dei creditori e dei terzi in genere, onde un bilancio in attivo o in pareggio è idoneo ad offrire un’informazione rassicurante ed affidabile.

Allorché, poi, nonostante la relazione dei sindaci al bilancio, in cui si evidenzi l’inadeguatezza della valutazione di alcune voci, l’assemblea deliberi comunque la distribuzione degli utili ai soci ai sensi dell’art. 2433 cod. civ. senza obiezioni, in quella sede, da parte degli organi sociali di gestione e di controllo, l’idoneità, o no, di detta relazione sindacale ad integrare di per sé l’elemento della oggettiva percepibilità per i creditori circa la falsità dei risultati attestati dal bilancio sociale rimane oggetto di un apprezzamento di fatto, riservato al giudice del merito.

Cassazione civile sez. I, 05/09/2018, n.21662

Rapporto di parentela tra i soci e distribuzione degli utili

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, è legittima l’applicazione, alle società di capitali a ristretta base partecipativa, della presunzione di distribuzione ai soci degli eventuali utili extracontabili – salva prova contraria da parte del contribuente – anche in assenza di rapporti di parentela, in quanto la ristrettezza della base sociale implica di per sè un elevato grado di compartecipazione dei soci, la conoscenza degli affari sociali e la consapevolezza dell’esistenza di utili extrabilancio.

Cassazione civile sez. VI, 18/11/2014, n.24572

Distribuzione degli utili ai soci di società a ristretta base sociale: quando opera la presunzione?

La Cassazione, in particolare, è “costante nell’affermare che la presunzione di distribuzione degli utili ai soci di società a ristretta base sociale opera non solo quando sia accertata tale ristretta base sociale, ma anche quando sia validamente accertata, a carico della società, la sussistenza di ricavi non contabilizzati, che costituisce il presupposto per l’accertamento a carico dei soci in ordine ai relativi dividendi (Cass. n. 7174/2002; n. 4695/2002; n. 3254/2000; n. 2390/2000; n. 14006/2003; n. 9519/2009)”.

Cassazione civile sez. trib., 11/04/2011, n.8207

Cessione di azienda: la distribuzione degli utili ai soci

In materia di cessione di azienda, la distribuzione degli utili ai soci assume carattere di illegittimità solo ove risulti inequivocabilmente provato che tale ripartizione sia stata causa del dissesto finanziario dell’azienda stessa. Laddove l’onere della prova non venga correttamente assolto la ripartizione degli utili non può considerarsi illegale ed il relativo capo di imputazione va respinto in quanto non sussistente.

Tribunale Bologna sez. I, 01/02/2007, n.28

Presunzione della distribuzione di utili societari non contabilizzati: presupposto

La ristretta base azionaria, tanto più se a carattere familiare, costituisce presupposto sufficiente a legittimare la presunzione della distribuzione di utili societari non contabilizzati, sia per le società di capitali che per le società di persone.

Per le società di capitali, la presunzione non è stabilita dalla legge (presunzione legale), così come per le società di persone, ma si basa sulla logica (presunzione semplice) , tenuto conto della “complicità” che normalmente lega un gruppo ristretto di soci.

E’ fatta salva la specifica prova che i maggiori ricavi sono stati accantonati o reinvestiti. L’inoppugnabilità dell’avviso di accertamento dell’Irpeg societaria rende certo l’ammontare del reddito imponibile della società e, quindi, esclude che l’accertamento della distribuzione degli utili ai soci si fondi su una duplice presunzione.

Cassazione civile sez. trib., 17/10/2005, n.20078

L’introduzione della distribuzione degli utili ai soci nello statuto sociale

È legittima la deliberazione adottata a maggioranza dall’assemblea straordinaria di una s.p.a. mediante la quale, sopprimendo una modifica apportata con altra precedente deliberazione della stessa assemblea, che aveva introdotto lo scopo mutualistico nel contratto sociale, si reintroduce nello statuto sociale la previsione di distribuzione degli utili ai soci, in conformità alla causa lucrativa dell’ente.

Cassazione civile sez. I, 12/04/2005, n.7536

Presunzione legale di distribuzione degli utili ai soci

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società a ristrettissima base sociale, pur non sussistendo – a differenza delle società di persone – una presunzione legale di distribuzione degli utili ai soci, non può considerarsi illogica – tenuto conto della complicità che normalmente avvince un gruppo così composto – la presunzione di distribuzione degli utili extra bilancio ai soci.

Comm. trib. reg. Bari, 20/10/2004, n.18

IMPOSTA REDDITO PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) – Oggetto dell’imposta – – redditi di capitale
Sentenza   Documenti correlati

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società di capitali a ristrettissima base familiare, pur non sussistendo – a differenza delle società di persone – una presunzione legale di distribuzione degli utili ai soci, non può considerarsi illogica – tenuto conto della “complicità”, che normalmente avvince un gruppo così composto – la presunzione (semplice) di distribuzione degli utili extracontabili ai soci. (In applicazione di tale principio, la Corte ha cassato con rinvio la sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva negato – in astratto – la possibilità di far ricorso alla prova presuntiva in un caso di società a responsabilità limitata con ristretta base familiare).

Cassazione civile sez. trib., 25/07/2002, n.10951

La presunzione semplice della distribuzione degli utili extracontabili ai soci

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società di capitali a ristrettissima base familiare, pur non sussistendo – a differenza delle società di persone – una presunzione legale di distribuzione degli utili ai soci, non può considerarsi illogica – tenuto conto della “complicità”, che normalmente avvince un gruppo così composto – la presunzione (semplice) di distribuzione degli utili extracontabili ai soci.

Pertanto, una volta stabilito che la titolarità delle azioni e l’organizzazione aziendale sono concentrate in una stretta cerchia familiare, il giudice di merito non può escludere la distribuzione ai soci di utili non contabilizzati, limitandosi ad enunciare l’inapplicabilità dell’art. 5 del d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917.

Cassazione civile sez. trib., 20/03/2000, n.3254

Distribuzione degli utili ai soci: compito dell’assemblea

Non è omologabile in quanto illegittimo, lo statuto di una società a responsabilità limitata che preveda, dopo l’assegnazione di una quota di utili alla riserva ordinaria, di affidare all’assemblea il compito di deliberare di volta in volta la distribuzione degli utili ai soci, privandoli così di un loro irrinunciabile diritto.

Tribunale Firenze, 01/12/1987



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