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Isee precompilato

25 Novembre 2019 | Autore:
Isee precompilato

Cosa cambierà quando sarà l’Inps ad inserire le informazioni dei contribuenti nella Dsu. Il sistema partirà in versione ridotta. Ma è sicuro?

Come già successo per il 730, ora arriva anche l’Isee precompilato. Si tratta di un ulteriore passo avanti nel processo di digitalizzazione della Pubblica amministrazione. Il Governo, con un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 ottobre 2019 [1], tenta in questo modo di semplificare la procedura per la compilazione della Dsu, cioè della dichiarazione sostitutiva unica che serve a calcolare l’indicatore della situazione economica equivalente, l’Isee appunto, necessario per accedere alle agevolazioni pubbliche.

Il decreto fornisce le istruzioni per effettuare la compilazione online della Dsu e fornire dei chiarimenti circa i dati che vanno autodichiarati. Alcune delle informazioni necessarie, infatti, vengono reperite dall’Inps direttamente dalla banca dati dell’Agenzia delle Entrate. Altre, invece, devono essere riportati direttamente dal contribuente. In tutto questo meccanismo, si inserisce l’Isee precompilato per offrire da una parte maggiore comodità e velocità nella compilazione e, dall’altra, un aiuto per evitare il rischio di sbagliare. C’è da ricordare, infatti, che gli errori si traducono in multe molto pesanti.

L’Isee precompilato avrà il suo battesimo il 1° gennaio 2020 in via sperimentale e per una determinata fascia di contribuenti. Vediamo come funziona e quali sono le novità.

Isee precompilato: che cos’è?

La parola d’ordine è digitalizzazione. Una Pubblica amministrazione più moderna dovrebbe essere – almeno si spera – un’amministrazione più efficace. Questo è lo spirito con cui, dal 1° gennaio 2020, viene introdotto l’Isee precompilato. Si tratta di un sistema per compilare online la dichiarazione sostitutiva unica, cioè la Dsu che raccoglie le informazioni necessarie a calcolare l’Isee.

Un cambiamento che non avverrà dall’oggi al domani. L’Isee precompilato arriverà in via sperimentale, come stabilisce lo stesso decreto ministeriale che abbiamo citato prima. Nel provvedimento, infatti, si legge: «In via sperimentale, la Dsu precompilata è resa accessibile ai nuclei familiari». Significa, tra le altre cose, che il sistema utilizzato fino ad oggi per presentare la dichiarazione sostitutiva unica resterà disponibile per chi volesse utilizzarlo.

Tanto vale, comunque, abituarsi al nuovo metodo, per cui chi volesse beneficiare di questa «svolta» può accedere all’apposita sezione del sito dell’Inps purché in possesso di una di queste credenziali:

  • Inps;
  • Fisconline dell’Agenzia delle Entrate;
  • Spid (identità digitale) di livello 2 o superiore.

Attenzione, però: in questa prima fase, l’Isee precompilato è riservato soltanto ai nuclei familiari che hanno presentato la Dsu all’Inps per via telematica nel triennio 2016-2018.

Isee precompilato: cosa cambia?

L’introduzione dell’Isee precompilato non comporta una riduzione delle informazioni che devono essere contenute nella Dsu. Come vedremo tra poco, i dati richiesti sono praticamente gli stessi che già oggi sono necessari per il calcolo dell’Isee. Che cosa cambia, allora, oltre ad avere la possibilità del fai-da-te?

La novità consiste nella possibilità di pre-caricare nella Dsu alcune voci sulla base dei dati che risultano dalla dichiarazione dell’anno precedente e che, si suppone, non cambino di anno in anno, ovvero:

  • numero dei componenti del nucleo familiare;
  • condizione di disabilità e/o di non autosufficienza di qualche componente del nucleo;
  • abitazione;
  • assegni periodici corrisposti al coniuge o ai figli;
  • auto, moto, navi o imbarcazioni possedute dai componenti del nucleo.

Tutte le altre informazioni richieste dovranno essere inserite di volta in volta. Quindi, per fare un esempio, bisognerà riportare sulla Dsu precompilata:

  • il reddito complessivo di tutti i componenti del nucleo familiare;
  • il debito residuo di un mutuo contratto per l’acquisto di un immobile;
  • il patrimonio mobiliare e immobiliare;
  • le donazioni di cespiti;
  • la giacenza media sul conto corrente ed il saldo al 31 dicembre del secondo anno precedente.

In un secondo momento, quando il sistema dell’Isee precompilato sarà a regime, l’Inps compilerà direttamente la Dsu utilizzando i dati presenti nell’Anagrafe tributaria e nel Catasto e saldi e giacenze medie di conti e depositi comunicate da banche, Poste e intermediari finanziari all’Anagrafe tributaria. Dalle dichiarazioni fiscali, invece, verranno prese le informazioni sui redditi di due anni prima.

L’altro cambiamento dopo il debutto dell’Isee precompilato è quello di poter fare la Dsu direttamente da casa, senza rivolgersi per forza a un Caf.

Isee precompilato: chi può accedere?

Come abbiamo fatto notare, per accedere all’Isee precompilato sul sito dell’Inps occorre autenticarsi con le credenziali:

  • Inps;
  • Fisconline dell’Agenzia delle Entrate;
  • Spid (identità digitale) di livello 2 o superiore.

Per avere, invece, un riscontro sulle informazioni degli altri componenti maggiorenni del nucleo familiare, occorre essere in grado di indicare in modo corretto per ciascun componente (e quindi di esserne a conoscenza):

  • l’importo che si trova al rigo «differenza» nella dichiarazione dei redditi relativa al secondo anno solare precedente quello della richiesta, o nel quadro RN del modello redditi persone fisiche, oppure l’assenza di dichiarazione;
  • se il valore complessivo del patrimonio mobiliare riferito al singolo componente è inferiore a 10mila euro, l’indicazione dell’esistenza di rapporti il cui valore complessivo sia inferiore a detta soglia oppure dell’assenza di quei rapporti;
  • se il valore complessivo del patrimonio mobiliare supera i 10mila euro, il valore del saldo contabile al 31 dicembre dell’annualità rilevante ai fini dell’Isee di uno dei depositi e conti correnti bancari e postali da indicare ai fini Isee, ovvero il valore alla stessa data di una delle altre forme di patrimonio mobiliare da indicare sempre ai fini Isee.

Se non c’è un riscontro positivo ai dati, sarà necessario presentare la Dsu nelle modalità classiche.

Isee precompilato: è sicuro?

Siamo alle solite: caricare online dei dati così delicati come il proprio reddito, il saldo del proprio conto corrente o il patrimonio immobiliare per fare il calcolo dell’Isee è sicuro? Non è che si rischia che qualche malintenzionato entri in possesso di queste informazioni e ci possa creare qualche danno?

Il Garante della privacy ha voluto rassicurare i contribuenti. Con il parere espresso a metà del 2019 [2], l’Authority ha dato il via libera al sistema messo a punto dall’Inps, sostenendo che i dati sono protetti.


note

[1] DM del 09.08.2019 pubblicato in G.U. il 04.10.2019.

[2] Autorità Garante della privacy, parere del 20.06.2019.


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