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A chi spetta la legittima?

24 Novembre 2019
A chi spetta la legittima?

Eredità: ecco chi sono i parenti a cui spetta per legge una quota del patrimonio del defunto. 

Ti auguro di non aver mai sentito parlare di legittima. Se così fosse è perché, purtroppo, hai già subito un lutto di un tuo caro. Probabilmente, si tratta di uno dei tuoi genitori, di un figlio o del coniuge. Ma se si tratta di un parente di grado diverso, ad esempio un fratello o uno zio, potresti chiederti a chi spetta la legittima e, soprattutto, come funziona questa regola in materia di successione.

Di tanto voglio darti qualche chiarimento in questo articolo. Ti spiegherò chi sono i legittimari e quali sono le quote del patrimonio del defunto che spettano loro per legge; cosa possono fare se il testatore ha favorito qualcuno rispetto ad altri e quali sono le azioni a tutela dell’eredità. Ma procediamo con ordine.

Cos’è la legittima?

Come puoi ben immaginare, si può morire o senza aver fatto testamento oppure avendo provveduto a tale atto. Nel primo caso, il patrimonio viene diviso secondo i familiari più prossimi in base alle regole fissate dalla legge. 

Nel secondo caso, invece, è il testatore che decide, ma entro una cornice prefissata dalla legge: il Codice infatti assegna a ciascuno di noi l’obbligo di lasciare una parte dei propri beni ai familiari più stretti (i cosiddetti legittimari) mentre l’altra parte può essere assegnata a chi si vuole (la cosiddetta quota disponibile).

La legittima è, dunque, quella parte del patrimonio del defunto che deve per forza finire ai suoi familiari stretti. 

Chiedersi a chi spetta la legittima equivale a sapere chi sono i legittimari. Lo vedremo qui di seguito.

A chi spetta la legittima?

Come appena anticipato, ad alcuni parenti prossimi del defunto, la legge riserva una quota di eredità, a prescindere dalla volontà del defunto stesso. Questi parenti, detti legittimari, ereditano necessariamente una parte del patrimonio.

La legittima spetta al coniuge e ai figli. In assenza dei figli, i legittimari sono gli ascendenti, ossia i genitori ed eventualmente, mancando questi ultimi, i nonni. 

La legge equipara i figli legittimi (ossia nati da coppie sposate) e quelli naturali (ossia nati al di fuori del matrimonio). Sullo stesso piano, sono poi il coniuge e il partner dello stesso sesso legato da una unione civile. Pertanto, nella trattazione seguente, il termine “coniuge” è da intendersi in questa sua più ampia accezione.

In pratica, se c’è un coniuge a questi spetta sempre la legittima. Se ci sono anche i figli, il coniuge divide la legittima con i figli. Se invece i figli non ci sono, il coniuge divide la legittima coi genitori del defunto.

Invece, se non c’è un coniuge, la legittima spetta ai figli. In assenza di figli, la legittima spetta agli ascendenti (genitori, e nonni). Se il defunto era senza prole, né genitori, né fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono per una metà gli ascendenti della linea paterna e per l’altra metà gli ascendenti della linea materna.

Se, però, gli ascendenti non sono di eguale grado, l’eredità è devoluta al più vicino senza distinzione di linea.

Al coniuge, anche quando concorre con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. 

Se il defunto era senza figli, né genitori, né altri ascendenti, né fratelli o sorelle o loro discendenti, la successione si devolve a favore del parente o dei parenti prossimi, senza distinzione di linea, purché entro il sesto grado.

Le regole sono riassunte nella seguente tabella ove sono indicate sia le quote di legittima, sia le quote liberamente disponibili per testamento, quelle cioè che possono essere lasciate a chi si vuole.

Successione testamentaria

In caso di

Legittimari

Quota a lui/loro riservata (indisponibile)

Quota liberamente disponibile per testamento

Art. (c.c.)

Coniuge vivente*in assenza di figli e senza ascendenti del defunto: il solo coniuge

1/2 eredità + dir. abitazione

1/2 eredità

540

Coniuge
+
Figlio unico (anche se viventi gli ascendenti del defunto)

1/3 eredità + dir. abitazione
1/3 eredità

1/3 eredità

542

Coniuge
+
2 o più figli (anche se viventi gli ascendenti del defunto)

1/4 eredità + dir. abitazione
1/2 eredità in parti uguali

1/4 eredità

Coniuge
+
Ascendente/i del defunto (senza figli)

1/2 eredità + dir. abitazione
1/4 eredità

1/4 eredità

544

Senza coniuge*Figlio unico (anche se viventi gli ascendenti del defunto)

1/2 eredità

1/2 eredità

537 c. 1

2 o più figli (anche se viventi gli ascendenti del defunto)

2/3 eredità in parti uguali

1/3 eredità

537 c. 2

Ascendente/i del defunto (senza figli)

1/3 eredità

2/3 eredità

538

Senza figli e ascendenti del defunto

Non prevista

Intera eredità

*  equiparata  la parte di un’unione civile (art. 1 c. 21 L. Unioni Civili).

Come si tutelano i legittimari?

Nel momento in cui muore una persona lasciando testamento, si verifica se questi ha rispettato le quote di legittima. Se così non dovesse essere, ciascun erede svantaggiato ha dieci anni di tempo per impugnare il testamento e recuperare la sua parte di patrimonio che gli è stata negata.

Tuttavia, per verificare il rispetto delle quote di legittima non si prendono in considerazione solo le quote di eredità e i legati lasciati con il testamento, ma anche le donazioni ricevute in vita dal testatore. Sicché, se una persona ha ricevuto dal padre una casa in regalo e poi, con il testamento, gli è toccata una parte inferiore del patrimonio di questi, non potrà dolersi di nulla avendo già ricevuto la sua parte con la predetta donazione. 

Leggi anche Quali sono le quote di legittima e cosa spetta ai legittimari?

Si parla, a riguardo, di azione di riduzione. Essa è volta a far dichiarare l’inefficacia, in tutto o in parte, delle disposizioni testamentarie e degli atti di liberalità posti in essere in vita dal defunto che, eccedendo la quota disponibile, hanno leso la quota riservata dalla legge ad alcune categorie di successibili come legittimari. È un’azione diretta ad accertare la lesione di legittima.

Il legittimario può agire in due casi:

  • quando è stato pretermesso, cioè completamente escluso dalla successione con un testamento;
  • quando ha subito una lesione in termini di valore della sua quota di legittima a seguito di testamento o a causa di donazioni effettuate dal defunto. In tal caso, deve accettare con beneficio d’inventario.


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2 Commenti

  1. Salve, ma se il genitore defunto donò tutte le sue proprietà ancora prima di morire a tutti i fratelli tranne che ad uno, cosa può fare quello che non riceve niente?
    Grazie Franco

  2. Buonasera mia sorella nubile nel testamento ha lasciato l’alloggio dove abitava e le spese di sepoltura alla sorella convivente. Al sottoscritto fratello nulla, mia aspetta la legittima in quale misura?grazie

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