Diritto e Fisco | Articoli

Debiti di valuta e debiti di valore

24 Novembre 2019
Debiti di valuta e debiti di valore

Sono di valuta i debiti che sin dall’origine consistono nella consegna di una somma di denaro. Di valore sono i debiti che riguardano il ripristino di una situazione antecedente che è stata lesa. 

Ci sono debiti e debiti: debiti con il condomino e debiti con il Fisco, quelli con la banca o per l’affitto. Ma raramente si sente parlare di debiti di valuta e debiti di valore. Di cosa si tratta? Qual è la differenza tra questi due concetti?

Chi ha studiato giurisprudenza all’università e, quindi, conosce la legge dovrebbe sapere bene la differenza tra debiti di valuta e debiti di valore o, se così non fosse, saprebbe quali libri prendere per rispolverare queste nozioni basilari.

Ma poiché non tutti sono esperti di diritto, ecco una spiegazione semplice che potrà comprendere chiunque, corredata da esempi pratici. 

Cosa sono i debiti

La prima parola che viene in rilievo è quella di debiti. Non devo spiegarti cosa sono i debiti: anche nel vocabolario comune, il debito consiste in un obbligo di pagare una determinata somma di denaro a un’altra persona. Le ragioni del debito possono essere le più svariate: la stipula di un contratto (un mutuo, una fornitura, un servizio, ecc.), un atto illecito (un danneggiamento dell’auto o dell’appartamento, un reato come la diffamazione, ecc.), una promessa di pagamento, ecc.

Quando si parla di debiti di valuta e debiti di valore si parla sempre dell’obbligo di pagare una somma di denaro. La differenza tra tali concetti non riguarda l’oggetto della prestazione (che restano sempre i soldi), ma la causa da cui tale obbligo è scaturito.

Cerchiamo di capirci meglio. 

Differenza tra debiti di valuta e debiti di valore

I debiti di valuta sono quei debiti che, sin dall’origine, nascono come obbligo di consegnare una somma di denaro, perché tale è l’impegno assunto in origine dal debitore. 

Silvio dà incarico a un avvocato di difenderlo in una causa. A fronte di ciò, accetta un preventivo di 3mila euro. Alla fine della causa, Silvio deve corrispondere la parcella a Marco. Si tratta di un debito di valuta. Infatti, sin dalla firma dell’incarico professionale, la prestazione di Silvio consisteva nel consegnare una somma di denaro.

I debiti di valore, invece, scaturiscono dall’esigenza di ripristinare una situazione lesa, come un oggetto materiale, un diritto della persona, una sofferenza fisica; solo perché ciò non è possibile – perché non si può tornare indietro nel tempo – tale obbligo viene convertito in denaro. Pensa, ad esempio, a un incidente stradale e ai conseguenti danni all’auto e alle lesioni fisiche riportate dalla vittima: il dovere dell’assicurazione è quello di tenere indenne da tali conseguenze il proprietario del mezzo. Sicché dovrà risarcirlo con la moneta.

Dunque, nel debito di valore, oggetto originario dell’obbligazione non è il pagamento di una somma di denaro, ma il ripristino della situazione antecedente all’illecito. Quando ciò non è possibile, l’autore dell’illecito è tenuto a risarcire il danneggiato consegnandogli un importo pari alla perdita subita dal suo patrimonio. 

Dall’appartamento di Matteo piove acqua fin sotto all’appartamento di Matilde. Quest’ultima ha necessità di rifare la pittura. Nello stesso tempo, Matilde è costretta ad andare via di casa per non subire l’umidità che le fa male alla schiena. Così, va a dormire in hotel, con tutte le scomodità che ciò comporta. L’obbligo di Matteo è ripristinare la situazione anteriore al proprio illecito: in parte lo fa in natura, pitturando egli stesso le pareti della casa di Matilde, ma in parte non può provvedervi perché i disagi sono stati ormai affrontati. Per questi ultimi, quindi, il suo debito di valore consisterà nel risarcimento del danno morale e in quello patrimoniale per il costo dell’albergo.

Perché la differenza tra debiti di valuta e debiti di valore?

La differenza tra debiti di valuta e di valore può sembrare un sofismo da avvocati. In realtà, ha delle ripercussioni pratiche molto evidenti.

Se, infatti, il debito non viene pagato subito, corre l’obbligo di “aggiornare” la somma. Questo “aggiornamento”, nei debiti di valuta viene eseguito con il pagamento degli interessi legali dovuti appunto per via della svalutazione monetaria. Tali interessi sono calcolati sull’importo originario. Il creditore però potrebbe pretendere anche un ulteriore risarcimento del danno (si pensi a chi, per via dell’assenza di denaro, è stato costretto a chiudere l’attività commerciale). 

Nei debiti di valore, invece, non è possibile calcolare gli interessi poiché l’importo da corrispondere non è certo sin dall’inizio ma è legato appunto al valore del diritto leso. Pertanto, il rischio di svalutazione grava in questo caso sul creditore ossia sul soggetto danneggiato. Solo quando sarà certa e definita l’entità del denaro volto a ripristinare il patrimonio del danneggiato su di essa potranno essere calcolati gli interessi. Ma affinché ciò avvenga è necessario spesso procedere a una causa. 

Giovanni è in un appartamento in affitto. Al termine del contratto, la casa è danneggiata. Giovanni dovrebbe rimborsare le spese ma, a suo avviso, il locatore pretende troppo. Il debito di Giovanni è di valore, consistendo infatti nel ripristino dell’immobile. Finché, però, non interviene un giudice a quantificare con esattezza l’equa somma necessaria a rimborsare il proprietario, il debito di Giovanni non produce interessi legali. 

In sintesi, se le obbligazioni di valuta hanno ad oggetto una somma di denaro certa, le obbligazioni di valore hanno ad oggetto una somma di danaro che deve essere determinata con riferimento ad un valore, quello del diritto leso. 



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube