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Atto falso: quando è reato?

25 Novembre 2019 | Autore:
Atto falso: quando è reato?

Falso materiale e falso ideologico: differenze. Il falso del pubblico ufficiale e il falso del privato cittadino. Documento falso: quando non è reato?

L’importanza dei documenti scritti nella vita di tutti i giorni è indiscutibile: contratti, abbonamenti, certificati, iscrizioni; tutto (o quasi) avviene per iscritto. Certo: negli ultimi anni si è assistito a una dematerializzazione delle operazioni giuridiche, anche di quelle più significative; basti pensare agli acquisti compiuti in internet o per telefono, per i quali basta solamente un click oppure un assenso orale. Ciononostante, è senza dubbio fondamentale l’utilizzo dei documenti; tale importanza si percepisce ancora meglio nei tribunali: la prova documentale è spesso imprescindibile per poter dimostrare i propri diritti e, alla fine, per vincere la causa. Proprio per questa ragione, la legge punisce la falsità dei documenti. Quando un atto falso è reato?

Come vedremo, non ogni falsificazione di un documento costituisce reato: soprattutto a seguito della depenalizzazione avvenuta nel 2016, falsificare un atto è reato solamente in determinati casi, cioè quando la fede pubblica nell’atto sia concretamente messa in pericolo. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando l’atto falso costituisce reato e chi possono essere i protagonisti di tale falsità.

Quando un atto è falso?

Cominciamo la nostra analisi spiegando quando un atto è falso; in altre parole: quando si può dire che un documento sia falso? Sostanzialmente, in due ipotesi:

  • quando l’atto attesti fatti non veri, cioè non corrispondenti alla realtà. Classico esempio di questo tipo di falso è quello del notaio che, nella sua veste di pubblico ufficiale, attesti in un suo atto qualcosa che non è avvenuto, oppure alteri la realtà dei fatti;
  • quando l’atto sia stato modificato dopo la sua formazione (Tizio sottoscrive un contratto che successivamente Caio altera a proprio favore: ad esempio, Tizio si era impegnato a pagare 100 e Caio aggiunge uno zero facendo risultare 1000), oppure quando l’atto sia totalmente falso, nel senso che non è attribuibile alla vera volontà di una persona (Sempronio prepara una scrittura privata ove Mevio si dichiara suo debitore; l’atto viene falsamente firmato da Sempronio imitando la calligrafia di Mevio).

Nel primo caso, la legge parla di falso ideologico; nel secondo, invece, di falso materiale.

Differenza tra falso ideologico e falso materiale

Come ti ho spiegato nel mio articolo dal titolo il reato di falso ideologico e come ti ho ricordato nel paragrafo superiore, la falsità può essere di due tipi: materiale e ideologica. Qual è la differenza tra queste due tipologie?

Il falso materiale consiste nella contraffazione o alterazione di un testo inizialmente genuino, cioè veritiero. Ad esempio, integra il reato di falso materiale chi modifica un documento già formato, alterandone il contenuto. Ugualmente, è un falso materiale anche la creazione di un documento a firma di altri: Tizio scrive e sottoscrive (a nome di Caio) un documento in cui Caio si riconosce suo debitore.

Al contrario, il reato di falso ideologico non riguarda l’esteriorità del documento, bensì il contenuto. Commette falso ideologico colui che attesta il falso, cioè che certifichi in un documento un fatto mai avvenuto, oppure avvenuto diversamente dalla realtà. Ad esempio, il notaio che attesti che innanzi a lui si sono presentate tre persone anziché due, non commette un falso materiale ma un falso ideologico, perché mente nella formazione dell’atto. Ugualmente, colui che dichiara per iscritto di essere stato in un posto, mentre in realtà era in un altro, commette un falso ideologico.

In sintesi, il falso materiale riguarda la forma esteriore del documento e non la veridicità del contenuto. Il falso materiale si ha quando mancano le condizioni per poter emettere un documento, e pertanto in esso rientrano anche le ipotesi di creazione di un documento. Il falso ideologico comporta l’abuso dei poteri documentali del pubblico ufficiale.

Ciò spiegato, bisogna ora vedere quando il falso materiale e quando quello ideologico costituiscono reato: come anticipato, infatti, non tutti gli atti falsi costituiscono degli illeciti penali.

L’atto falso dei pubblici ufficiali

Il Codice penale riconduce gli atti falsi (materialmente o ideologicamente) sostanzialmente a due figure: al pubblico ufficiale e al privato. In altre parole, il reato di falso (ideologico o materiale) può essere commesso o dal pubblico ufficiale oppure dal semplice privato.

Di seguito, vedremo i principali reati di falso che può commettere il pubblico ufficiale; occorre però per prima cosa chiarire chi è il pubblico ufficiale e chi è la persona che esercita un servizio di pubblica necessità.

Pubblico ufficiale ed esercente servizio pubblica necessità

Secondo la legge, per pubblico ufficiale deve intendersi colui che esercita una funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Mentre non ci sono dubbi sulle prime due funzioni, riferibili a parlamentari, consiglieri regionali e giudici, la terza presenta sicuramente un raggio d’azione più esteso. Svolgono una funzione amministrativa tutti coloro che dipendono da una pubblica amministrazione ed esercitano funzioni fondamentali per essa: si pensi ai cancellieri nei tribunali, agli insegnanti nelle scuole, ai medici negli ospedali, ai carabinieri, ecc.

Sono, invece, persone che esercitano un servizio di pubblica necessità:

  • i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie, o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato, quando dell’opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi;
  • i privati che, non esercitando una pubblica funzione, né prestando un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità mediante un atto della pubblica Amministrazione.

Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale

Innanzitutto, la legge punisce la falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici [1]: il pubblico ufficiale (un notaio, ad esempio), che, nell’esercizio delle sue funzioni, forma, in tutto o in parte, un atto falso o altera un atto vero, è punito con la reclusione da uno a sei anni. Se la falsità concerne un atto o parte di un atto, che faccia fede fino a querela di falso, la reclusione è da tre a dieci anni.

L’atto pubblico è il documento redatto, con le apposite formalità, da un notaio o da un altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo ove l’atto è formato. L’atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da esso compiuti.

Ugualmente, la legge punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni il pubblico ufficiale, che, nell’esercizio delle sue funzioni, contraffà o altera certificati o autorizzazioni amministrative, ovvero, mediante contraffazione o alterazione, fa apparire adempiute le condizioni richieste per la loro validità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si tratta del reato di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative [2].

Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale

Passiamo ora al falso ideologico e a quando costituisce reato. Secondo il Codice penale, è punito con la stessa pena prevista per il falso materiale il pubblico ufficiale che, ricevendo o formando un atto nell’esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità [3].

È altresì punito con la reclusione il pubblico ufficiale, che, nell’esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente in certificati o autorizzazioni amministrative, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità [4].

Ancora, è punito chi, nell’esercizio di una professione sanitaria o forense, o di un altro servizio di pubblica necessità, attesta falsamente, in un certificato, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 51 a euro 516 [5].

I documenti falsi del privato

Vediamo ora le falsità che può commettere il semplice privato, cioè la persona diversa dal notaio o da altro pubblico ufficiale, ovvero da colui che esercita un servizio di pubblica necessità.

Ebbene, la legge punisce il privato che abbia commessa una delle falsità materiali che abbiamo visto nei paragrafi precedenti, ma con una pena ridotta di un terzo [6].

Per quanto riguarda, invece, la falsità ideologica, chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni. Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile la reclusione non può essere inferiore a tre mesi [7].

La falsità in scrittura privata

A seguito della depenalizzazione del 2016 [8], non costituisce più reato la falsità commessa dal privato nella semplice scrittura privata.

In pratica, chi, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, forma, in tutto o in parte, una scrittura privata falsa, o altera una scrittura privata vera, non è più punito penalmente, ma al massimo dovrà risponderne in sede civile.

Si considerano alterazioni anche le aggiunte falsamente apposte a una scrittura vera, dopo che questa fu definitivamente formata (cioè, sottoscritta dal firmatario).

Allo stesso modo, non costituisce più reato l’abuso di un foglio firmato in bianco. In altre parole, non è punibile penalmente la condotta di chi, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, approfittando di un foglio firmato in bianco, vi scrive o fa scrivere un atto privato produttivo di effetti giuridici, diverso da quello a cui era obbligato o autorizzato. Si considera firmato in bianco il foglio in cui il sottoscrittore abbia lasciato bianco un qualsiasi spazio destinato a essere riempito.

note

[1] Art. 476 cod. pen.

[2] Art. 477 cod. pen.

[3] Art. 479 cod. pen.

[4] Art. 480 cod. pen.

[5] Art. 481 cod. pen.

[6] Art. 482 cod. pen.

[7] Art. 483 cod. pen.

[8] D. lgs. n. 7 del 15 gennaio 2016.

Autore immagine: 123rf.com


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