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Omesso versamento di ritenute certificate: ultime sentenze

22 Dicembre 2019
Omesso versamento di ritenute certificate: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: reato di omesso versamento di ritenute certificate; acquisizione della dichiarazione modello 770; dichiarazione di fallimento; elevazione delle soglie di rilevanza penale.

Reato di omesso versamento di ritenute certificate: configurabilità

In tema di delitto di omesso versamento di ritenute certificate, al fine di verificare se il reato è configurabile, non è sufficiente la sola verifica “a campione” delle certificazioni rilasciate ai sostituiti, in modo da pervenire ad una valutazione presuntiva dell’entità dell’inadempimento, ma è necessario che la verifica investa complessivamente tutte le certificazioni onde accertare se l’omesso versamento superi la soglia di punibilità prevista dalla norma incriminatrice.

Cassazione penale sez. III, 14/02/2019, n.13610

Reato di omesso versamento di ritenute certificate: quando si consuma?

Il reato di omesso versamento di ritenute certificate previsto dall’art. 10-bis d.lg. 10 marzo 2000, n. 74, essendo integrato da una condotta unisussistente, si realizza e si consuma con l’omissione del versamento che supera la soglia minima prevista alla scadenza del termine finale per la presentazione della dichiarazione annuale relativa al periodo d’imposta dell’anno precedente.

Cassazione penale sez. III, 23/01/2019, n.22061

Omesso versamento di ritenute certificate: prova del rilascio delle certificazioni

In tema di omesso versamento di ritenute certificate, ai fini della prova del rilascio delle certificazioni attestanti le ritenute operate, non è sufficiente la sola acquisizione della dichiarazione mod.770.

Cassazione penale sez. III, 05/07/2018, n.49705

Acquisizione del modello 770

In tema di omesso versamento di ritenute certificate, alla luce della modifica apportata dall’art. 7, d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158, all’art. 10-bis, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, che ha esteso l’ambito di operatività della norma alle ipotesi di omesso versamento di ritenute dovute sulla base della dichiarazione proveniente dal datore di lavoro (c.d. mod. 770), deve ritenersi che, per i fatti pregressi, ai fini della prova del rilascio al sostituito delle certificazioni attestanti le ritenute operate, non è sufficiente la sola acquisizione della dichiarazione mod. 770.

Cassazione penale sez. un., 22/03/2018, n.24782

La responsabilità del curatore fallimentare 

In tema di omesso versamento di ritenute certificate, in caso di dichiarazione di fallimento, con nomina del curatore fallimentare intervenuta prima del termine ultimo per effettuare il versamento Iva il legale rappresentante della società tenuto ad adempiere all’obbligo di versamento deve identificarsi nel curatore fallimentare e non nel precedente amministratore il quale perciò non può rispondere del relativo illecito penale, se non quale “extraneus”.

Cassazione penale sez. III, 11/10/2017, n.9466

Omesso versamento di ritenute fiscali e restituzione degli atti al giudice rimettente

Restituzione al giudice rimettente degli atti relativi alla questione di legittimità costituzionale dell’art. 10-bis d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, censurato per violazione dell’art. 3 Cost., nella parte in cui, con riferimento ai fatti commessi sino al 17 settembre 2011, punisce l’omesso versamento delle ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti per un ammontare superiore a euro 50.000 per ciascun periodo d’imposta, anziché a euro 103.291,38.

Successivamente all’ordinanza di rimessione, è intervenuto il d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158, il cui art. 7 ha modificato la norma censurata, prevedendo che le ritenute, il cui omesso versamento assume rilievo penale, possano risultare, oltre che dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, anche dalla dichiarazione di sostituto d’imposta, innalzando, al tempo stesso la soglia di punibilità dell’illecito dai precedenti 50.000 euro a 150.000 euro per ciascun periodo d’imposta: dunque, a un importo più elevato di quello che il giudice a quo ha chiesto di introdurre, con riguardo ai fatti commessi sino al 17 settembre 2011. Si rende quindi necessario un nuovo esame della rilevanza e della non manifesta infondatezza della questione sollevata alla luce dello ius superveniens (ordd. nn. 256 del 2015, 14, 89, 229, 230 del 2016, 141 del 2017).

Corte Costituzionale, 12/07/2017, n.168

Omesso versamento di ritenute dovute sulla base del modello 770

In tema di omesso versamento di ritenute certificate, alla luce della modifica apportata dall’art. 7 del d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158, all’art. 10-bis del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, che ha esteso l’ambito di operatività della norma alle ipotesi di omesso versamento di ritenute dovute sulla base della dichiarazione proveniente dal datore di lavoro (c.d. mod. 770), deve ritenersi che, per i fatti pregressi, ai fini della prova del rilascio delle certificazioni attestanti le ritenute operate dal datore di lavoro, non è sufficente l’acquisizione della dichiarazione ovvero la testimonianza del funzionario erariale sul contenuto delle stesse, ma è necessario dimostrare l’effettivo rilascio ai sostituiti delle certificazioni da cui risultano le ritenute il cui versamento è stato omesso.

(In motivazione, la S.C. ha osservato che l’estensione del reato operata dalla novella dimostra che la precedente formulazione del citato art. 10-bis non solo racchiudeva nel proprio perimetro di tipicità esclusivamente l’omesso versamento di ritenute risultanti dalla predetta certificazione, ma richiedeva anche la necessità della prova del suo rilascio ai sostituiti, non rilevando in senso contrario l’indicazione della relazione illustrativa al d.lgs. n. 158 del 2015, secondo cui la modifica avrebbe “chiarito” la portata del precedente modello legale della fattispecie incriminatrice).

Cassazione penale sez. III, 27/06/2017, n.55758

Omesso versamento di ritenute: le soglie di rilevanza penale

Sono da revocare tutti i decreti penali di condanna per omesso versamento di ritenute certificate, anche nel caso di sanzione definitiva. Ad affermarlo è la Cassazione che certifica così le conseguenze penali del decreto 158/2015 il quale aveva innalzato le soglie di rilevanza penale da 50 a 150mila euro con la susseguente abolizione parziale del reato commesso in epoca antecedente che aveva a oggetto somme pari o inferiori a detto importo.

L’elevazione dell’importo a 150mila euro, infatti, ha determinato l’abolizione del reato commesso in precedenza. Per la Corte, dunque, si è verificata un’ipotesi di abolizione di reato in relazione a tutti i casi inferiori alla nuova soglia.

Cassazione penale sez. III, 11/05/2017, n.34362

Omesso versamento di ritenute certificate: sequestro preventivo del profitto

Il profitto del reato tributario, è passibile di sequestro preventivo ai fini di confisca obbligatoria anche in caso di accordi di rateizzazione del debito erariale.

L’impegno assunto dal contribuente e il pagamento delle relative rate alla prevista scadenza non inibisce, dunque, l’adozione della misura cautelare che, disposta ai sensi del comma 2 dell’art. 321 c.p.p., non presuppone prognosi di pericolosità connessa alla libera disponibilità del bene; ciò neppure in caso di omesso versamento di ritenute certificate, per cui pur prevista l’operatività di causa di non punibilità, il relativo profitto permane soggetto a confisca obbligatoria.

Cassazione penale sez. III, 15/02/2017, n.35781

Certificazione del sostituto di imposta

In tema di omesso versamento di ritenute certificate, alla luce della modifica apportata dall’art. 7 del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158, all’art. 10 bis del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, che ha esteso l’ambito di operatività della norma alle ipotesi di omesso versamento di ritenute dovute sulla base della dichiarazione proveniente dal datore di lavoro (c.d. mod. 770), deve ritenersi che per i fatti pregressi la prova dell’elemento costitutivo del reato non può essere costituita dal solo contenuto della dichiarazione, essendo necessario dimostrare l’avvenuto rilascio ai sostituiti delle certificazioni attestanti le ritenute operate dal datore di lavoro quale sostituto di imposta.

Cassazione penale sez. III, 07/01/2016, n.10104



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