L’esperto | Articoli

Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: ultime sentenze

22 Dicembre 2019
Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte; trasferimento a titolo gratuito di beni immobili o mobili registrati; concorso tra delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione; confisca del profitto.

Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: natura del reato 

Il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte di cui all’art. 11 d.lg. n. 74 del 2000 è reato di pericolo concreto, caratterizzato dal compimento di atti simulati o fraudolenti al fine di rendere in tutto od in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva.

Il giudizio in merito alla condotta posta in essere dall’agente e volta alla sottrazione fraudolenta di beni deve necessariamente tenere conto della valutazione in riferimento all’idoneità del restante patrimonio del soggetto, ovvero, della capacità del patrimonio del contribuente, al netto degli atti dispositivi effettuati, di soddisfare comunque la pretesa tributaria.

Cassazione penale sez. III, 24/02/2016, n.13233

Atti dell’obbligato: in quali casi hanno natura fraudolenta?

In tema di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, gli atti dispositivi compiuti dall’obbligato, oggettivamente idonei ad eludere l’esecuzione esattoriale, hanno natura fraudolenta, ai sensi dell’art. 11 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, allorquando, pur determinando un trasferimento effettivo del bene, siano connotati da elementi di inganno o di artificio, cioè da uno stratagemma tendente a sottrarre le garanzie patrimoniali all’esecuzione.

Cassazione penale sez. III, 02/03/2018, n.29636

Trasferimento gratuito di beni suscettibili di espropriazione presso terzi

In tema di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, è configurabile il reato di cui all’art. 11 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, anche nel caso di trasferimento a titolo gratuito di beni immobili o mobili registrati, suscettibili di espropriazione presso terzi ai sensi dell’art. 2929-bis cod. civ., in quanto tale trasferimento rende più difficoltosa l’azione recuperatoria, potendo il terzo contestare la sussistenza dei presupposti di applicazione della suddetta disposizione civilistica.

Cassazione penale sez. III, 04/12/2017, n.32504

Stipulazione di un negozio giuridico simulato

Integra il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte anche la stipulazione di un negozio giuridico simulato, poichè la necessità della declaratoria giudiziale per superare l’effetto segregativo dell’atto dispositivo rende più difficoltoso il recupero del credito erariale.

(Fattispecie relativa al conferimento da parte dell’imputato dei beni in un trust cd. autodichiarato o “shame trust”, che ricorre quando il disponente mantiene il controllo del fondo oppure quando ne dispone come cosa propria, nella quale la Corte ha affermato la sussistenza del reato anche ove si ritenga l’atto non simulato, ma nullo o inesistente, precisando, inoltre, che il negozio compiuto al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto è da considerarsi comunque nullo, ai sensi dell’art. 1418 cod. civ., per la violazione della norma imperativa rappresentata dall’art. 11 del d.lgs. n. 74 del 2000).

Cassazione penale sez. III, 07/11/2017, n.20862

Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e bancarotta fraudolenta per distrazione 

È configurabile il concorso tra delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e quello di bancarotta fraudolenta per distrazione, alla luce della diversità del soggetto- autore degli illeciti (nel primo caso, tutti i contribuenti, nel secondo, soltanto gli imprenditori falliti) e del differente elemento psicologico tra i reati (rispettivamente, dolo specifico e dolo generico).

Cassazione penale sez. V, 20/06/2017, n.35591

Bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: rapporto

I rapporti tra il reato di bancarotta fraudolenta e il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte non può risolversi né sulla base del principio di specialità ex art. 15 c.p., in quanto presuppone che le due fattispecie siano parzialmente sovrapponibili e che si pongano in termini di assorbimento dell’una nell’altra – né sulla base dei meccanismi che regolano il reato complesso consacrati nell’art. 84 c.p., secondo cui il passaggio dall’una all’altra fattispecie configura una progressione criminosa, in quanto progressiva aggressione all’interesse protetto dalla norma.

Difatti è assente il totale assorbimento del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte nel reato di bancarotta fraudolenta, poiché vi sono molti elementi del primo reato che non vengono contemplati nel secondo.

Inoltre si tratta di fattispecie volte a proteggere interessi diversi: da un lato, l’articolo 11 del decreto legislativo 74/00 tutela l’interesse erariale al buon esito della procedura di riscossione; dall’altro, il reato di bancarotta fraudolenta tutela l’interesse dei creditori all’integrità del patrimonio del debitore che costituisce garanzia per il soddisfacimento del credito.

Tribunale Roma sez. VI, 12/09/2016, n.13772

Alienazione simulata 

Ai fini della integrazione del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, l’alienazione è “simulata”, ossia finalizzata a creare una situazione giuridica apparente diversa da quella reale, allorquando il programma contrattuale non corrisponde deliberatamente in tutto (simulazione assoluta) o in parte (simulazione relativa) alla effettiva volontà dei contraenti; con la conseguenza che ove invece il trasferimento del bene sia effettivo, la relativa condotta non può essere considerata alla stregua di un atto simulato, ma deve essere valutata esclusivamente quale possibile “atto fraudolento”, idoneo a rappresentare una realtà non corrispondente al vero e a mettere a repentaglio o comunque ostacolare l’azione di recupero del bene da parte dell’Erario.

Cassazione penale sez. III, 05/07/2016, n.3011

Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e pendenza di procedura esattoriale

Non integra il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte chiudere il conto corrente bancario prelevando con un assegno circolare l’importo in esso versato in pendenza di una procedura esattoriale se le somme predette siano destinate a disporre di propri beni.

(Nel caso di specie, tutti i movimenti sul predetto conto corrente erano tracciabili ed attenevano al pagamento di imposte e tasse come gli ultimi movimenti in uscita che avevano riguardato imposte e spese per il commercialista).

Tribunale Como, 29/06/2016, n.1555

Costituzione di un trust e intento evasivo

La costituzione di un trust non è di per sé un’operazione idonea a integrare il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Occorre, infatti, verificare la sussistenza degli intenti evasivi o elusivi che non possono presumersi con il semplice ricorso al particolare istituto.

Ad affermarlo è la Cassazione che, nel caso di specie, ha ritenuto che la costituzione di un trust non può essere considerata in frode alla legge se giustificata dall’esigenza di parificare sul piano ereditario i figli avuti da due diverse donne.

Ricorda la Corte che il trust, infatti, può essere utilizzato per il raggiungimento dei più vari scopi pratici e pertanto occorre esaminare, al fine di valutarne la liceità, le circostanze da cui desumere la causa concreta dell’operazione, anche in presenza di debiti tributari.

Cassazione penale sez. III, 21/04/2017, n.36801

Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: la confisca per equivalente

La confisca per equivalente, disposta in relazione al reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte di cui all’art. 11 d. lgs. 10 marzo 2000, n. 74 attuato mediante atti fraudolenti o simulati compiuti sui beni di una società dichiarata fallita, non può riguardare somme superiori all’effettivo profitto conseguito, quantificato decurtando dal valore del patrimonio sottratto le somme recuperate dal fisco a seguito delle cessioni di ramo d’azienda e dei versamenti effettuati dall’imputato.

Cassazione penale sez. III, 19/01/2016, n.4097

Profitto del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

Ai fini della confisca per equivalente del profitto del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, l’oggetto del reato non è il credito vantato dal fisco, bensì la garanzia rappresentata dai beni dell’obbligato.

Cassazione penale sez. III, 06/05/2015, n.40534



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube