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Prescrizione: il M5S isolato da Pd e Lega

23 Novembre 2019
Prescrizione: il M5S isolato da Pd e Lega

Bonafede difende la riforma della prescrizione ma commette un errore di valutazione nel paragonare l’Italia agli altri Paesi.

Sulla riforma della prescrizione il M5S viaggia da solo. Nessuno vuole le nuove norme, tantomeno gli avvocati che hanno già manifestato e continueranno a farlo nei prossimi mesi. 

Sembra però che tutto ciò interessi poco al Ministro Bonafede il quale continua a difendere strenuamente le proprie norme. 

«La blocca-prescrizione non può essere rinviata, è una conquista di civiltà. E la verità è che siamo d’accordo praticamente su quasi tutta la riforma, anche stando ai contributi scritti che ho ricevuto dai partiti. Oggi c’è ancora spazio per il dialogo. Certo, se si arrivasse a un punto in cui l’atteggiamento del Pd ripercorresse quello di Salvini, non sarei io a dovermi porre certe domande. Non vorrei essere nei loro panni qualora dovessero spiegare ai loro elettori di aver votato con Lega e Fi  contro la prescrizione». Sono queste le parole del ministro della Giustizia, Alfonso  Bonafede in un’intervista a ‘Il Fatto quotidiano’, per come riporta una nota stampa della nostra agenzia Adnkronos.

«Ricordo -prosegue il Guardasigilli- che da nessuna parte funziona come in Italia» tuttavia dimenticando che, negli altri Paesi, un processo si svolge in non più di un anno mentre in Italia ce ne vogliono almeno cinque.  

«Voglio discutere della riforma penale che accorcerà i tempi processuali, ma è il Pd a voler parlare solo di prescrizione. I  primi effetti della riforma non si avranno prima del 2023, e prima  avremo tutto il tempo di utilizzare i fondi per migliorare il comparto della giustizia. Loro mi chiedevano di tutelare gli assolti in primo  grado, e io ho proposto una corsia preferenziale per loro in appello. Mi hanno risposto che non va bene. E mi chiedo perché».

Dalle pagine del Sole 24 Ore, Bonafede difende anche la riforma del processo civile e anticipa: «Ogni udienza dovrà avere un’efficacia sostanziale. Oggi la prima udienza neppure serve a individuare il perimetro della causa. Con la disciplina che abbiamo messo a punto questo non sarà più possibile; nella seconda udienza si svolgerà l’attività istruttoria, quella di precisazione delle conclusioni è cancellata. Puntiamo a sopprimere i tempi morti senza comprimere i diritti dei cittadini. Oggi tra un udienza e l’altra può passare anche un anno. Tutto l’intervento si muove nel segno della semplificazione: unico atto introduttivo; regole di procedura da applicare, con alcuni aggiustamenti, sia davanti al giudice sia davanti al giudice unico sia davanti al collegio».



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