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L’assicurazione auto copre il conducente se non è proprietario?

24 Novembre 2019
L’assicurazione auto copre il conducente se non è proprietario?

Limitazioni di copertura assicurativa Rc-auto: come funziona il criterio della responsabilità del conducente-non titolare della macchina?

Sei proprietario di un’auto che spesso utilizzano i tuoi familiari. Inoltre, hai un amico nel tuo stesso palazzo che è rimasto “a piedi”: la sua macchina è dal meccanico, così gli presti occasionalmente la tua. Ti chiedi, però, cosa potresti rischiare in caso di un incidente stradale o di uno scontro contro un’altra automobile. L’assicurazione auto copre il conducente se non è proprietario? 

Le ipotesi che si possono prospettare sono diverse.

La prima è quella del conducente non proprietario che, per colpa altrui, viene coinvolto in un incidente stradale riportando lesioni fisiche. In tal caso, la polizza Rc-auto a lui non intestata lo risarcirebbe per le fratture e i giorni in ospedale? Come può farsi pagare i danni?

La seconda ipotesi è quella in cui il conducente non proprietario, violando il Codice della strada, vada a finire contro un’altra auto, distruggendola. A indennizzare il relativo proprietario sarà il titolare dell’auto data in prestito o la sua assicurazione? 

Nella nostra guida su cosa copre la Rc-auto ci siamo già occupati di questi e ulteriori argomenti relativi all’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile automobilistica (da cui l’agronomico rc-auto). 

In questa breve guida, però, ci focalizzeremo solo sul caso del veicolo concesso in prestito a una persona diversa dall’intestatario della polizza e dell’eventuale copertura assicurativa. Ma procediamo con ordine.

Si può dare l’auto in prestito?

Prima di spiegare se l’assicurazione auto copre il conducente se non è proprietario vediamo se è possibile prestare la propria auto a terzi. Come già immaginerai, nulla vieta che l’auto intestata a una persona sia utilizzata da altri, siano essi familiari o semplici amici. Si configura, in tali ipotesi, ciò che tecnicamente viene detto comodato, anche senza bisogno di contratti scritti o dichiarazioni verbali. Il semplice fatto che il padre metta a disposizione di tutta la famiglia le chiavi della propria macchina legittima l’uso della stessa da parte del coniuge e dei figli.

La legge, però, impone l’obbligo di annotare alla motorizzazione tutti i prestiti dell’auto di durata superiore a 30 giorni nei confronti soggetti diversi dai familiari conviventi. Leggi sul punto Posso circolare con un’auto intestata a mio marito o a mia moglie?

Se il conducente riceve una multa chi deve pagarla?

Un’ultima precisazione prima di passare a stabilire se l’assicurazione auto copre il conducete non proprietario è quella relativa alle eventuali infrazioni stradali e alle conseguenti multe. Qui le ipotesi che si possono verificare sono due.

Se la polizia blocca il conducente nel momento della violazione, gli consegna il verbale e questi è obbligato a pagare in solido con il titolare del mezzo.

Se, invece, la polizia esegue una contestazione differita (ad esempio in caso di superamento del limite di velocità rilevato dall’autovelox), il verbale viene spedito solo al proprietario del veicolo il quale però ha 60 giorni per comunicare i dati dell’effettivo conducente. Eseguito tale adempimento, la multa e soprattutto la decurtazione dei punti della patente scatta a carico di quest’ultimo (ma il proprietario del mezzo resta obbligato in solido). Se, invece, non si adempie all’invito della polizia, dal 61° si incorre nella multa da 282 a 1.142 euro per omessa comunicazione, salvo che il ritardo venga adeguatamente giustificato, indicando una causa indipendente dalla colpa o dalla volontà del conducente e oggettivamente impeditiva.

L’assicurazione copre se il conducente non è il proprietario?

Tutte le volte in cui a guidare l’auto non è il proprietario del mezzo, e quindi l’intestatario della polizza, l’assicurazione comunque lo copre per gli eventuali infortuni riportati per colpa altrui.

Luigi guida la macchina dell’amico Antonio. Ad un incrocio, Saverio gli va addosso, distruggendo il cofano e procurando a Luigi delle serie lesioni. Luigi potrà chiedere il risarcimento all’assicurazione di Antonio, la quale si farà poi rimborsare dall’assicurazione di Saverio, effettivo responsabile del sinistro.

Per ottenere il risarcimento dei danni, però, la procedura è duplice. Infatti, la richiesta del rimborso dei danni al veicolo deve essere presentata dal relativo proprietario; invece, la richiesta del risarcimento dei danni fisici va inviata dal conducente danneggiato. 

Secondo le regole del cosiddetto indennizzo diretto, la domanda deve essere inoltrata all’assicurazione del proprietario dell’auto che poi si rivale contro il responsabile. 

Se, tuttavia, l’effettivo conducente era senza patente o con la patente scaduta, le condizioni di polizza possono prevedere la successiva rivalsa della compagnia sul proprio assicurato.

Antonio ha un figlio che è senza patente ed a cui, di tanto in tanto, consente di guidare la propria auto entro un perimetro limitato per farlo divertire. Un giorno, però, il ragazzo va a sbattere contro l’auto di Matteo. Matteo sarà risarcito dall’assicurazione di Antonio, ma quest’ultima poi chiederà al proprio assicurato il rimborso di tutti i soldi versati a Matteo.

Lo stesso dicasi nel caso opposto, ossia nel caso in cui l’incidente sia stato causato dal conducente-non proprietario del veicolo. Anche qui l’assicurazione dovrà risarcire il danneggiato, nonostante la non coincidenza tra il responsabile e il titolare della polizza.

Tullio ha prestato la propria auto a Ennio. Ennio passa col rosso e va a sbattere contro Ludovica. Ludovica finisce in ospedale. L’assicurazione di Tullio pagherà Ludovica senza che l’assicurato debba rimetterci di tasca propria.

Resta, tuttavia, il fatto che:

  • le eventuali conseguenze penali, per il reato di lesioni, resteranno a carico dell’effettivo conducente che, pertanto, dovrà affrontare il processo per il reato a suo carico, reato ovviamente che non può essere traslato sull’assicurazione;
  • il proprietario dell’auto subirà l’aumento del premio assicurativo, in forza del meccanismo del bonus/malus; 
  • il proprietario dell’auto, che non potrà essere risarcito dalla propria assicurazione per il danno riportato al veicolo, potrà rivalersi contro il conducente responsabile dell’incidente. Potrà cioè imporgli il rimborso dei soldi necessari alla riparazione del proprio mezzo ed, eventualmente, l’aggravio di prezzo della polizza assicurativa. 

Limitazioni di polizza a un solo conducente

Potrebbe succedere che la polizza assicurativa preveda la limitazione di copertura a un solo conducente, di norma il proprietario del mezzo. Questo allo scopo di mantenere il premio basso. Difatti, più conducenti significa un aumento del rischio incidenti. In ipotesi del genere, se il conducente diverso da quello dichiarato in polizza dovesse fare un incidente, i danni da questi arrecati a terzi verrebbero comunque risarciti dall’assicurazione, la quale però avrà il potere di rivalsa verso il proprio assicurato: potrà cioè richiedergli il rimborso delle somme spese.

Niccolò ha una polizza con limitazione di copertura al solo conducente: se stesso. Tuttavia un giorno Niccolò presta l’auto all’amico Gianni. Gianni fa un incidente e ferisce un pedone: Rocco. Rocco viene risarcito dall’assicurazione di Niccolò, la quale poi chiede al proprio cliente il rimborso dei soldi versati a Rocco.



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