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Conte vuole riformare l’Europa: nuova costituente

23 Novembre 2019
Conte vuole riformare l’Europa: nuova costituente

Una nuova Europa, meno rigida e più vicina ai cittadini e alle loro esigenze. Nel piano, una politica comune su migrazioni e bilancio ed anche investimenti verdi.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lancia un’iniziativa per aprire una nuova costituente che porterà a riformare l’Europa. Lo dichiara stamattina in un intervento su “Il Foglio” resocontato anche dall’agenzia stampa Adnkronos. L’intento di Conte è quello di riformulare la politica europea dalle basi, abbandonando il rigido approccio del rigore economico adottato specialmente negli ultimi anni e ritornando a politiche sociali.

Si potrebbe chiamare un ritorno ad un’Unione Europea “dal volto umano” anziché burocratico e formale e che restituisca la fiducia dei cittadini membri verso un’Europa che in tempi recenti ha suscitato diffidenze e delusioni e questo distacco della popolazione ha provocato in molti Paesi l’abbandono di consensi verso le sue istituzioni e la crescita di forze sovraniste che Conte giudica pericolosa; ma lasciamolo spiegare a Conte stesso.

“Siamo chiamati a riconsiderare ciò che fino ad oggi è stato acriticamente accettato, e a porre al centro dell’agenda comunitaria la dimensione sociale -umanistica mi piace definirla- che negli ultimi anni è stata trascurata a favore di un approccio rigorista. E’ doveroso quindi aprire adesso una fase costituente per ridisegnare le regole di governo delle nostre economie, riconsiderando modelli di sviluppo e di crescita che si sono rivelati inadeguati di fronte alle sfide poste da società attraversate da sfiducia”.

“All’Europa -prosegue il premier- non serve un europeismo fldeistico: questa sarebbe la più grande insidia per il futuro della stessa Unione. Serve invece un europeismo critico ma costruttivo. Questa è l’unica ricetta possibile per ridare slancio all’Europa e per evitare che forze disgregatrici e nazionalismi prendano il sopravvento”.

“Dobbiamo mettere da parte timori e timidezze nel riconoscere che l’Europa è la nostra casa comune, ma nello stesso tempo avere la consapevolezza che l’Italia può e deve dare un contributo essenziale per fare di questa Europa una comunità più vicina ai cittadini, più solidale, più giusta. Usando la forza delle proprie argomentazioni, piuttosto che la ‘forza debole’ di chi minaccia strappi muscolari che a nulla servono se non ad alimentare disaffezione, paura, sfiducia. Alla paura, appunto, preferiamo il coraggio e la determinazione di chi sa di poter agire e incidere positivamente”.

Un piano ambizioso, quindi; ma qual è il programma per realizzarlo? Conte spiega anche questo, partendo dai progetti delineati dalla nuova Commissione Ue nell’Agenda strategica 2019-2024. «È mia convinzione -spiega il premier- che meriti un concreto contributo da parte degli Stati Membri e del Parlamento europeo, a cominciare dagli obiettivi principali come l’impulso alla crescita, la protezione dei lavoratori, un budget dell’Eurozona dotato anche di funzione di stabilizzazione in uno scenario globale caratterizzato da spinte protezionistiche che hanno un impatto negativo sulla congiuntura economica europea».

“Una governance europea e multilivello della migrazione e un’economia sostenibile e rispettosa dell’ambiente sono parimenti due obiettivi prioritari dell’agenda nazionale e comunitaria. Per costruire un’Europa più solidale, più inclusiva, più vicina ai suoi cittadini eattenta alla coesione territoriale, bisogna lavorare a un rafforzamento equilibrato dell’architettura economica europea”.

“Il tema principale quindi – prosegue Conte – e come orientare la crescita verso un percorso stabile, e trovare un equilibrio tra la riduzione e la condivisione dei rischi tra gli Stati Membri. Per perseguire efficacemente questi obiettivi e fondamentale sfruttare pienamente la flessibilità del Patto di Stabilità e Crescita, semplificarne le regole, evitare effetti pro-ciclici e sostenere gli investimenti a partire da quelli legati alla sostenibilità ambientale e sociale”.

Occorre quindi lavorare -sostiene ancora Conte- in direzione di una politica fiscale e di Bilancio comune, dotando l’Area euro di un ambizioso strumento di bilancio che possa anche andare oltre la competitività e la convergenza. Il completamento dell’Unione dei mercati dei capitali, la realizzazione dell’Unione bancaria e la messa a punto di un sistema europeo di assicurazione dei depositi devono essere perseguiti con equilibrio e avvedutezza in modo da pervenire a un sistema bilanciato. Serve, dunque, un’economia che lavori per le persone e che punti all’equità sociale e alla prosperità”.

“Credo sia utile -propone poi il premier- valutare la possibilità, per i Paesi membri dell’Eurozona, di scorporare dal calcolo del deficit pubblico gli investimenti verdi finanziati da ‘green bonds’. Una ‘regola verde’ per favorire l’occupazione, ridurre le emissioni e trasformare radicalmente il nostro sistema produttivo”.

Dobbiamo tutti lavorare con la massima determinazione per rafforzare la legittimazione democratica delle Istituzioni dell’Unione. L’attuale generazione di leader europei sarà ricordata per come avrà interpretato questo tempo e se avrà avuto il coraggio di costruire per le nuove generazioni un autentico cambiamento di metodo e di prospettiva. L’Italia è pronta a fare la propria parte”.



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