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Documenti e pratiche per la sepoltura

7 Dicembre 2019 | Autore:
Documenti e pratiche per la sepoltura

Guida completa agli adempimenti nel caso di decesso di un parente: tumulazione o cremazione, spese funebri, accettazione eredità e permessi da lavoro per lutto.

La morte di una persona provoca sempre un gran dolore nei cuori dei familiari e delle persone care. Il decesso, in quanto fatto naturale inevitabile, comporta anche delle conseguenze giuridiche precise: la trasmissione agli eredi (oppure a terzi) dei rapporti patrimoniali, l’estinzione dei rapporti strettamente personali, la restituzione della libertà di stato al coniuge, ecc. La morte, inoltre, obbliga i superstiti a dover occuparsi di una serie di documenti e pratiche per la sepoltura.

Gli oneri a cui devono adempiere i parenti del defunto non riguardano solamente i documenti concernenti la tumulazione (o, in alternativa, l’inumazione o la cremazione) della salma, ma anche tutti quelli che occorrono per prelevare il danaro necessario per le spese funebri dal conto corrente cointestato alla banca o alle poste, per procedere poi all’accettazione dell’eredità o quant’altro richiesto dalla legge per espletare tutti questi adempimento. Insomma, se ritieni utile approfondire questo argomento, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme quali documenti e pratiche servono per la sepoltura.

La denuncia di decesso

La prima pratica che va curata subito dopo la morte di una persona è quella inerente alla denuncia di decesso all’anagrafe comunale. Si tratta di una comunicazione obbligatoria che deve essere fatta al Comune di residenza della persona oramai deceduta.

La denuncia di morte deve:

  • essere fatta da uno dei congiunti, o da un delegato dei congiunti, o da una persona convivente con il defunto o, in mancanza, da persona informata del decesso. Per prassi, il personale delle onoranze funebri si incarica di effettuare la denuncia in luogo dei familiari;
  • avvenire, entro 24 ore dal decesso, all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di morte.

Per quanto riguarda i documenti da presentare, occorre esibire il certificato del medico necroscopo, rilasciato dall’Asl competente per territorio. La registrazione della denuncia e il rilascio del permesso di seppellimento vengono fatti al momento della richiesta.

In caso di morte in ospedale, istituto, collegio o presso altre collettività, sono le Direzioni Amministrative sanitarie a provvedere alla denuncia di morte e alle certificazioni.

Come già detto, diverso è invece il caso in cui il decesso avvenga presso l’abitazione: in questa ipotesi sarà necessario chiamare innanzitutto il medico curante oppure un servizio di emergenza (la guardia medica), che constateranno l’avvenuto decesso e forniranno i documenti necessari alla denuncia di morte. Il Comune invierà quindi presso l’abitazione il medico necroscopo, che accerterà a sua volta la morte della persona.

I documenti per il trasposto della salma

Tra i documenti necessari per la sepoltura c’è la pratica per il trasporto della salma: e infatti è necessaria l’autorizzazione al trasporto per spostare la salma dal luogo del decesso al cimitero di un altro Comune, nonché per lo spostamento della salma, dei resti o delle ceneri dal cimitero di un Comune a quello di un altro Comune e infine per trasportare le ceneri dall’abitazione presso un Comune a un’abitazione in un altro Comune.

In pratica, una volta effettuato l’accertamento del decesso, è possibile richiedere l’autorizzazione per il trasporto, il cui rilascio è di competenza comunale. Può accadere che il luogo in cui si trova la salma sia di un Comune differente rispetto a quello della sepoltura; in questo caso sarà indispensabile richiedere al Comune di sepoltura l’autorizzazione per poter trasferire la salma.

Ci sono due momenti in cui è possibile richiedere l’autorizzazione al trasporto:

  • prima dell’accertamento del decesso, il medico che si occuperà di verificare la dipartita dovrà anche verificare se la salma può essere trasportata in tutta sicurezza;
  • nel caso più frequente, la richiesta viene effettuata ad avvenuta conferma e dichiarazione del decesso.

Si può chiedere l’autorizzazione anche delegando legittimamente le onoranze funebri o personalmente. L’autorizzazione al trasporto verrà accettata se si dispongono di tutti i requisiti che possano garantire la sicurezza pubblica durante i movimenti. Il trasporto della salma può avvenire soltanto tramite i mezzi autorizzati appartenenti alle onoranze funebri e sarà a carico della famiglia. Soltanto nel caso in cui avverrà una cremazione sarà possibile trasportare le ceneri con un mezzo privato.

Le modalità di sepoltura

A seguito della morte di una persona occorre ovviamente procedere a organizzare le esequie e, ovviamente, a stabilire la modalità di sepoltura della salma. Come saprai, esistono almeno tre modi diversi di sepoltura:

  • inumazione: si tratta della sepoltura di una salma in fosse scavate nella nuda terra; è assicurata a tutti i defunti residenti, da vivi, nel Comune o comunque deceduti in territorio comunale, o con residenza pregressa di almeno 30 anni;
  • tumulazione: può essere effettuata in un loculo (colombaro) o in una tomba di famiglia;
  • cremazione: è la riduzione in ceneri della salma; questo servizio è a carico dei familiari. Le ceneri, raccolte in una cassettina, possono essere deposte in cellette cinerarie o immesse nel cinerario comune.

L’inumazione della salma

L’inumazione è la pratica più popolare in Italia e consiste, come detto, nel riporre la salma in una fossa scavata in terra. Le dimensioni minime della fossa devono essere di 80 centimetri per 2,20 metri, con una profondità di 2 metri. Lo scavo si può compiere manualmente o con l’aiuto di un mezzo meccanico. La concessione comunale, nel caso dell’inumazione, dura solitamente almeno dieci anni.

La tumulazione della salma

Al contrario, con la tumulazione la cassa verrà messa nel loculo o nella cappella di famiglia. La tumulazione prevede che il corpo venga seppellito all’interno di un manufatto, solitamente un loculo, celletta cineraria o cappella. In questo caso la salma viene accolta in una cassa doppia, di legno all’esterno e di zinco all’interno (spessore minimo 0,66 mm), sigillata ermeticamente. A differenza dell’inumazione, questo tipo di sepoltura garantisce un lungo periodo di conservazione della salma.

Secondo la normativa nazionale, la concessione in questo caso è di minimo venti anni ed è rinnovabile. Alla scadenza, se non fosse possibile rinnovare le concessioni, si potrà optare per una traslazione dei resti o per la loro cremazione.

La cremazione della salma

Mentre per l’inumazione e la tumulazione non occorrono particolare formalità, nel senso che la scelta può esser compiuta liberamente dai parenti nel caso in cui il defunto non abbia lasciato alcuna volontà scritta in proposito, diverso è il discorso per la cremazione.

La legge [1] a dircelo. La volontà di essere cremati deve essere espressa dal defunto o dai suoi familiari attraverso una delle seguenti modalità:

  • disposizione testamentaria del defunto, tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto contraria alla cremazione fatta in data successiva a quella della disposizione testamentaria stessa;
  • iscrizione, certificata dal rappresentante legale, ad associazioni riconosciute che abbiano tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati, tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto fatta in data successiva a quella dell’iscrizione all’associazione. L’iscrizione a dette associazioni vale anche contro il parere dei familiari;
  • in mancanza della disposizione testamentaria, o di qualsiasi altra espressione di volontà da parte del defunto, la volontà del coniuge o, in difetto, del parente più prossimo e, in caso di concorrenza di più parenti dello stesso grado, della maggioranza assoluta di essi, manifestata all’ufficiale dello stato civile del comune di decesso o di residenza;
  • la volontà manifestata dai legali rappresentanti per i minori e per le persone interdette.

I documenti per il funerale

Una volta accertato il decesso e ottenuti gli eventuali permessi per il trasporto della salma, è la volta dei documenti necessari al funerale, svolgendo le consuete pratiche comunali, concordando con la parrocchia (nel caso di un funerale religioso cristiano) o con altre istituzioni religiose il funerale oppure allestendo una sala dedicata nel caso del funerale laico, coordinandosi con il cimitero per la sepoltura.

Nel caso si scelga la cremazione, tra i documenti necessari per il funerale ci dovrà essere anche quello che attesti la volontà del defunto in questo senso (vedi il paragrafo superiore). Inoltre, se si volesse procedere con la dispersione delle ceneri, sarà necessario dotarsi dei documenti necessari al trasporto e alla loro dispersione, quest’ultimo presso il Comune dove dovrebbe avvenire la dispersione. Si può infine decidere, sempre dietro presentazione di un’apposita documentazione, di conservare le ceneri in un’urna presso la propria abitazione.

Come già detto, per tutti i documenti necessari al funerale e le altre pratiche burocratiche ci si affida di norma alla competenza di un’impresa di onoranze funebri, che sarà in grado di svolgere per noi, dietro apposita delega, tutto quanto necessario a consentire il corretto svolgimento del funerale senza intoppi e senza che i parenti debbano preoccuparsi di incombenze gravose in momenti difficili quali quelli appena successivi alla perdita di un proprio caro e certamente non di facile gestione.

La richiesta di concessione di aree cimiteriali

Ogni tipo di sepoltura (tranne quella che prevede la cremazione della salma e la consegna delle ceneri del defunto ai familiari) necessita di un’area comunale ove poter provvedere all’inumazione oppure alla tumulazione (anche dell’urna, nel caso di cremazione).

In genere, alla morte di una persona si è già in grado di individuare l’area cimiteriale presso cui avverrà la sepoltura. È possibile, però, che una persona muoia senza aver chiesto al comune un loculo oppure un’area ove poter essere sepolto. Come fare in questi casi?

Competente per la concessione di loculi per tumulazioni e di fosse per inumazioni è l’ufficio amministrativo comunale a cui sono affidati i compiti di polizia mortuaria, sia in occasione di un funerale che in occasione della scadenza di una concessione o di una inumazione, sia in occasione della richiesta di una traslazione di resti.

Nel caso in cui una persona muoia senza avere un’area cimiteriale prenotata, è possibile comunque chiederne un’immediata attribuzione al Comune, previo pagamento del costo della concessione.

Funerali: chi paga?

Se è vero che della maggior parte delle pratiche viste sin d’ora si occupa l’agenzia funebre a cui sono affidate le esequie, sicuramente le onoranze dovranno però essere pagate. Ovviamente, i funerali vengono pagati dalla famiglia del defunto ovvero dai parenti più prossimi.

Molto spesso, però, le spese del funerale vengono pagate utilizzando i risparmi della persona deceduta: ed infatti, gli istituti di credito (banca e poste), sebbene blocchino il conto corrente nel momento in cui muore l’intestatario o il cointestatario, consentono di prelevare un importo minimo sufficiente a coprire le spese funerarie.

Ti rinvio alla lettura dell’articolo Chi paga i funerali se non ho soldi nel caso in cui volessi saperne di più circa la ricaduta degli oneri funerari sugli eredi.

Pagamento spese funebri: è accettazione eredità?

Completati tutti i documenti e le pratiche per la sepoltura, occorre aprire la successione e far sì che gli eredi subentrino nel patrimonio del defunto. Vorrei soffermarmi su un specifico aspetto, cioè quello inerente all’accettazione dell’eredità a seguito del pagamento delle spese funebri.

Devi sapere che l’accettazione dell’eredità può essere espressa, quando avviene con una dichiarazione di volontà dell’erede che non lascia adito a dubbi, ovvero tacita, cioè quando la volontà di diventare erede si desume dal comportamento stesso dell’erede. Ad esempio, la persona chiamata a succedere al defunto che stia già utilizzando i beni che costituiscono l’asse ereditario (ad esempio, la casa oppure l’auto) dimostra, di fatto, di accettare l’eredità.

Dunque, se un parente paga di tasca propria le spese del funerale, dimostra di accettare tacitamente l’eredità? Secondo la giurisprudenza [2], il pagamento delle spese funebri non significa accettazione tacita dell’eredità.

Ti rinvio comunque alla lettura di questo articolo se desideri approfondire questo specifico argomento.

Permessi di lavoro per lutto

Dopo i funerali c’è il periodo di lutto. La legge prevede permessi di lavoro per motivi di lutto? Sicuramente sì, purché si tratti di un lutto familiare: l’ordinamento giuridico non consente di non andare a lavoro se è morto un caro amico, ma solamente se il decesso riguarda il coniuge (anche separato), il convivente di un’unione civile o un parente entro il secondo grado (anche non convivente). Sono ovviamente fatte salve le disposizioni particolari dei singoli contratti collettivi di riferimento.

Tutti i dipendenti, pubblici e privati, hanno diritto a un permesso di lavoro per lutto, mentre non ne possono godere i tirocinanti, i collaboratori coordinati e continuativi e i lavoratori che non rientrano nell’area della subordinazione. I giorni di lutto concessi dalla legge sono tre nell’arco di un anno lavorativo, e possono anche essere non continuativi.

Molti contratti collettivi estendono la facoltà di godere dei permessi per lutto anche ad altri casi, ad esempio in caso di scomparsa del suocero, del genero o del cognato.

I permessi retribuiti per lutto possono essere richiesti anche in caso il funerale si svolga all’estero, e devono essere goduti entro sette giorni dal decesso. Per poterli ottenere, è necessario informare il datore di lavoro dell’evento e specificare i giorni in cui si intende usufruire del permesso, accompagnando la richiesta con una dichiarazione che attesti la morte della persona (il certificato di morte rilasciato dal Comune oppure la dichiarazione sostitutiva).


note

[1] Legge n. 130 del 30 marzo 2001.

[2] Trib. Varese, decr. del 31.10.2001.

Autore immagine: 123rf.com


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